SANTA

GIUSEPPINA

BAKHITA

verso la libertà

 

Nella capitale del Sudan, Bakhita venne comperata dall'agente consolare italiano, il signor Callisto Legnani. Per la prima volta, dal giorno del suo rapimento, si accorse, con piacevole sorpresa, che nessuno, nel darle i comandi, usava più lo staffile, anzi la si trattava con maniere affabili e cordiali.

Nella casa del Legnani Bakhita conobbe la serenità, l'affetto e momenti di gioia, anche se sempre velati da nostalgia di una famiglia propria, perduta forse per sempre.

Situazioni politiche costrinsero l'agente a partire per l'Italia. Bakhita chiese ed ottenne di partire con lui e con un suo amico, un certo signor Augusto Michieli.Era con lei anche un altro moretto riscattato dalla schiavitù dal Legnani.