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«profeti»
della carità
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Maddalena
di Canossa
entra nella scia dei profeti della carità. Ne
riceve la chiamata attraverso l'esperienza della croce e ne
concretizza
la potenza operativa con la totale consacrazione
all'amore,
costituendo un nucleo di giovani come lei chiamate a farsi dono ai
poveri per Cristo.
Dall'infanzia
Dio le prepara il cuore per essere Madre delle Figlie
della Carità. Provata dal dolore, vissuto nel dramma di una società in
transizione, dimentica di Dio, dominata da prepotenze e da
privilegi di parte, Maddalena
sente profondo nel suo cuore il
desiderio di partecipare con Cristo alla salvezza di tanti poveri
abbandonati alle loro povertà, sfruttati
dall'egoismo
degli uomini,
oppressi dal male. Alla scuola del Crocifisso, a lungo contemplato
nel suo mistero di dono totale, di amore senza limiti, di compassione
per l'uomo, trova la
sorgente del suo slancio apostolico e della sua
indefessa
attività.Comincia a donarsi senza riserve.
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L'ascolto
assiduo e l'accoglienza
docile
della Parola di Dio dentro le realtà
dolorose
del suo tempo le
indicano le
piste del suo servizio:
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la
lettura di Tobia
le insegna a
soccorrere
i poveri,
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il
versetto 15 del salmo 50
«insegnerò agli
erranti le tue
vie»,
le
addita l'urgenza della formazione cristiana, |
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il
mandato
di Cristo agli apostoli:
«andate
in tutto il
mondo»
le apre
gli
orizzonti sconfinati dell'evangelizzazione.
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Come
Paolo di Tarso
è divorata dall'amore
ardente di giungere ad
annunciare
a tutti il grande messaggio di Dio Salvatore, liberatore, Padre. Lo
Spirito del Signore le suggerisce vie, modi impensati in quel tempo e
le dà la tenerezza del cuore di una madre per
rivelare
l'amore preferenziale di Dio per i più poveri: fanciulli, giovani,
donne che sommano tutte le povertà: economica, morale, spirituale,
intellettuale e familiare.Fatta ardita dal desiderio della gloria di
Dio, chiede ed ottiene dai
sovrani del tempo una prima casa a Verona, dove inizia stabilmente
vari servizi di carità. Qui affondano le radici della sua
Istituzione.
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coraggio
dell'umile |
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Con
alcune compagne, nel maggio 1808 lascia palazzo
Canossa
e si
stabilisce definitivamente
nel povero rione di S. Zeno,
felice di potersi donare a tempo pieno ai suoi amati poveri. I cortili
si
riempiono a Verona e poi a Venezia dove
Maddalena
conduce
alcune delle prime compagne contagiate dal fuoco della sua carità.
Hanno in comune, fin dall'inizio
dell'opera,
i grandi ideali che
costituiranno l'anima della Istituzione
Canossiana:
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Dio
solo e la sua gloria |
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la
carità sopra tutto |
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i
poveri, i nostri padroni. |
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Stile
quotidiano: la soavità
e la gioia.
Spirito dell'opera:
distacco da tutto e da tutti per il divino servizio.
Fondatrice
e Madre: Maria Santissima, Madre della carità sotto la
croce.
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vocazione
all'Amore
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La
vocazione della Canossa
è vocazione all'Amore.
Forma un gruppo di compagne affascinate
dall'ideale
evangelico e
disponibile al dono di sé senza riserve. Saranno le
contemplative
della strada, senza clausura.
Il
loro convento è il costato di Cristo Crocifisso. I poveri e i
sofferenti
sono le «ampolline
del suo Sangue»
da accogliere, educare ed amare con amore
materno.
Denomina
le sue compagne «Figlie
della Carità»
perché devono rivelare il Dio
dell'amore.
Dà poi inizio ai Figli della Carità, per abbracciare
la gioventù maschile.
Il
fuoco che lo Spirito le alimenta nel dinamismo di un amore che non
esclude nessuno, le spalanca anche gli orizzonti del
laicato
impegnato: prepara le maestre di campagna per estendere
nei paesi, in aiuto ai Parroci, l'opera della
Carità e idea un gruppo di collaboratrici dette
«Terziarie»
perché non vengano trascurate le classi più
abbienti, le persone di cui non possono occuparsi le Figlie, scelte
da Dio per i poveri. Alle compagne affida anche l'opera degli Esercizi
Spirituali a qualsiasi categoria e personalmente ne segue le prime
esperienze.
Come
Fondatrice,
Maddalena
di Canossa
riceve da Dio, col dono del
carisma
apostolico, la capacità dell'organizzazione,
la creatività, l'attitudine a coinvolgere
nell'opera
ogni persona di buona volontà: amici,
nobildonne,
prelati, Vescovi. Organizza scuole, aiuta i poveri, istruisce
nella fede.
«La
Carità - afferma - è un fuoco che tutto cerca di
abbracciare».
Dall'inizio
dell'Istituzione,
alcune note dominanti identificano le figlie della
Carità secondo lo spirito della
Fondatrice:
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donano
da povere |
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vegliano
da madri |
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brillano
da contente |
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dormono
da affaticate. |
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Sempre e tutto
compiono con l'unico scopo della crescita della Carità nella imitazione
di quella forma di vita che Cristo volle per sé e che insegnò ai suoi
apostoli: povertà radicale, perenne e totale donazione di sé a Dio e al suo Regno, disponibilità senza limiti al divino volere.
Lo Spirito di Cristo
Gesù, sintetizzato da Maddalena
per le sue figlie in tre assoluti:
«spirito
amabilissimo, pazientissimo, generosissimo»,
stigmatizza
il volto e l'opera di ogni canossiana
e di ogni comunità, che la Fondatrice
vuole cementata dalla Carità. «Un
cuor
solo e un'anima
sola»,«apostole
e anacorete»,
«contentissime
sempre, umili e coraggiose»,
«sempre
allegrissime in mezzo al gran
lavoro»,
«servendo
il Signore con cuore grande, ma
tranquillo»,
«non
conoscendo peso l'amore».
L'Istituto
riconosciuto dalla Chiesa nel 1828 testimonia, attraverso le figlie e i
figli operanti oggi nel mondo, la
fecondità
del carisma
originario di
Maddalena
Madre, Fondatrice,
Santa.
sr.
Filomena
Annoni
fdcc
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