|
Nella
memoria spirituale di Maddalena
di Canossa,
in quello spazio interiore
nel
quale ciascuno raccoglie la sua storia e custodisce la sua identità,
dove
confluiscono presenze che ci hanno risvegliato e guidato,
consolato
e attratto, Maria è un affettuoso ricordo
dell'infanzia,
legato
a quella prima presentazione della fede che ogni fanciullo del
tempo soleva
ricevere, è cordiale condivisione
d'una devozione
largamente
diffusa nel popolo cristiano, è personalissima comunione
che
illumina la dimensione ecclesiale del
carisma
ricevuto dal
Signore.
Così
Maddalena
annota nelle sue memorie intorno al 1806, mentre
tra
molte difficoltà cercava di dare volto concreto
all'opera
che il
Signore
le affidava:
«Fu
precisamente allora che presi ad onorare
la Vergine santissima
sotto
il titolo di "Addolorata", della Madonna infatti ero sempre stata
fin
da bambina amantissima
e devotissima».1
|
|
Nell'infanzia di
Maddalena
c'è indubbiamente, come hanno notato i
biografi, una ferita, uno spazio vuoto, che può farci meglio
comprendere
quel «fin
da bambina
amantissima
e devotissima»:
all'età di sette anni, già orfana di padre,
Maddalena
rimase anche
priva
della presenza della mamma, donna Maria Teresa
Szluha,
per il
passaggio
di questa a seconde nozze con il marchese
Zenetti
di
Mantova.
|
|
«Cara
Mamma» |
In quel vuoto d'affetto
Maddalena,
intuitivamente
ma intensamente, incominciò
ad accogliere la Madre donata dal Signore a tutti i discepoli. Una eco della profondità di questa prima accoglienza
sembra di poterla trovare in un ricordo delle memorie
risalenti
intorno al 1824.
«Recandosi
da Bergamo
a Milano, piena di
preoccupazioni per una controversia riguardante la casa di S. Michele
alla Chiusa, Maddalena
sostò al Santuario di Caravaggio
e "tanto
oppressa...
piansi circa un'ora,
sempre dinanzi a Maria, chiamandola
fra
le lacrime con il nome di mamma...;
e a poco a poco mi
misi
nel
cuore di Maria».'
Si osservi come in un momento di grande fatica
l'invocazione
a Maria si formula spontaneamente nel linguaggio della immediatezza
infantile: «Mamma!».
Difficile
non vedervi il riemergere,
certo ormai lungamente maturato e
approfondito lungo gli anni, di quella confidenza acquisita nella prima
infanzia: «intorno
a quanto mi nottifica
degli affetti amorosi che
esperimenta, del ricorso che fa a Maria ne' suoi bisogni, non vi è,
la
mia
figlia, che motivo di maggiormente attaccarsi a sì gran Madre,
nutrire
nel cuore sentimenti di riconoscenza e di
divozione
verso di
Lei.
Appoggi pure a Maria ancor
l'affare della sua vocazione ...».
|
|
La
vergine
Addolorata |
Forse un corso di esercizi del 1795, più
probabilmente la cordiale adesione a un movimento di pietà popolare verso la Vergine
Addolorata che si andava accentuando negli anni 1795‑96, (in più
luoghi d'Italia, anche a Verona, immagini della Vergine furono
vista lacrimare), in concomitanza
con i gravi disagi provocati dalla situazione politica, orientarono
Maddalena
verso Maria ai piedi della croce. Difficoltà di famiglia che in quegli stessi anni sembravano
rendere più difficile il cammino della sua vocazione, poterono
sollecitarla ulteriormente in questa direzione. La spontanea
confidenza dell'infanzia
maturò nella pazienza e nella fortezza che la Madre Addolorata ai piedi della croce tanto bene le rappresentava. Anche in questo
d.
Libera la guida saggiamente proteggendola da eventuali eccessi del sentimento e indicandole la sobrietà della
fede: «Ella
desidera d'essere a parte della consolazione di vedere con i suoi propri occhi i prodigi che opera Maria Santissima. Bene, la mia
figlia, se ciò piace al Signore, sia
fatto. Per altro ella continui la sua fiducia in Maria, che può essere più
meritoria nel solo appoggio della fede».
4
|
|
Madre
della Carità |
|
Quando finalmente il
carisma
che il Signore le destinava si fece chiaro nel suo cuore e
poté
iniziare a prendere forma nella sua
opera, allora Maria fu per
Maddalena
la
«Madre
della Carità»,
costituita tale ai piedi della croce.
Se il
carisma
di Maddalena
è riverbero, suscitato dallo Spirito, della
Carità del Signore che
«sulla
croce di tutto
fu
spogliato tranne che del
suo amore»,
6
se a tale
carisma
Maddalena
si sente chiamata a dare forma di una istituzione ecclesiale, era nella logica della fede che lo
trovasse del tutto espresso in quella forma ecclesiale personale
perfettamente compiuta che è Maria. E' ormai situandosi
«nel
cuore di Maria»,
Madre della Carità, che Maddalena
discerne le vie
dell'opera
che il Signore le affida e che maternamente accompagna i
passi delle prime Sorelle che il Signore le dona:
«decisi
anche questa
volta di mettermi a servire Dio veramente e di cercare Lui solo, e mi
misi nel cuore di Maria».
7
|
| |
In Maria come Madre della Carità, Madre delle
Misericordie,
Maddalena
vede il modo ecclesiale inarrivabile di vivere il
carisma
che le era affidato. La
«cara
mamma»
dell'infanzia,
l'«Addolorata»
degli anni faticosi e sofferti della sua ricerca
giovanile, le si rivelò in
tutta la sua profondità come
«Madre
della Carità».
E fu la
«Madre»
della sua opera.
|
d.
Giuseppe Laiti |
|
docente
di patrologia
|
|
Studio
Teologico S. Zeno,
Verona
|
| 1
MdC
Memorie, a
cura di
E.
Pollonara,
Ed. Rusconi -
Roma 1988,
cap.II,
n. 11, p. 51. |
| 2
Ivi, cap.
XIV
n. 46‑54, pp. 315‑316; cap.
XX, n. SO, p. 340.
|
| 3
L. Libera, Lettere
di Direzione Spirituale,
alla Marchesina
Maddalena
Gabriella di
Canossa,
a cura di A. Cattari, Milano
1982,
Lettera, 8, p. 49.
|
| 4 Ivi, 41-10/VIII1796,
p. 128 |
|
5
M.d.C., R.D.
prefazione, Milano 1978.
|
| 6
Ivi, p. 21.
|
|
7
M.d.C_
Memorie cap.
XIV,
n. 51, p.
316.
|
|