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| LETTERE DI MADDALENA DI CANOSSA AD ANGELA BRAGATO
EPISTOLARIO VOL. III-1 |
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1073
V.G.M. Carissima Figlia
Benché abbiano avuto le mie notizie per la posta, approfitto del ritorno del signor Francesco per dirle qualche cosa di più. Noi intanto le confermo che stiamo tutte bene, e che per quanto posso vedere non avrò bisogno di fermarmi qui molto tempo, non glielo ripeterò nella lettera susseguente, è che l’Elena che scrive per me troppo si affligge quando ne sente a parlare. Riguardo a quanto mi scrisse Beppa relativamente all’acqua che entra nella casa dei Soffalori dica alla nostra Metilde che faccia pur fare la lettera da Berti. I nostri affari si dispongono bene ma stiamo adesso operando onde niente posso dir loro di preciso se non che spero in Maria Santissima per il convento poi, se non è la nostra Madonna queste signorine vanno in tutte le furie quando me ne sentono a parlare, di modo che sono ridotta a non nominarlo più, ma già Maria Santissima comanda a tutti. Le raccomando la novena di Maria Santissima, e dica alle compagne ma singolarmente alle novizie che mi preme assai l’orazione, ma che uniscano l’esercizio della virtù. Ogni giorno della novena concerti colla nostra Metilde, e facciano tra la Metilde e lei, una qualche piccola elemosina come poi trovano migliore o roba, alle ragazze più povere, o come credono. I1 giorno 16 o 17 deve cadere la festa di San Gioachino onde faranno anche quella novena benché in questo modo divengano due. Presenti i miei rispetti al signor Don Francesco Brugnoli e gli dica che mi manca il tempo di scrivere, ma che il nostro Arcivescovo altra Corte non condusse da Vienna, che un segretario, e due servitori, non so se abbia preso, altri servitori, ma nessun altra persona abita nel Vescovado non essendo uso di questo Paese, oltre che egli è tanto pieno di umiltà, che si vede non vuole corteggi. La sera non sorte ne è sortito mai per divertirsi, vivendo da vero ecclesiastico. Le abbraccio tutte di vero cuore, scriva le mie notizie. alla cara Teodora alla quale scriverò coll'ordinario di sabato. Di nuovo di cuore mi segno.
Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
Lì 5 luglio 1818 Milano 1077
Venezia 31 ottobre 1818Carissima Figlia
Siamo felicemente qui giunte, ed abbiamo ritrovato queste compagne in buonissima salute grazie al Signore. Mia cara Figlia io sto bene e similmente le due compagne, che vanno discantandosi a poco, a poco dalla novità. Questa volta vi scrivo solo queste due righe essendo affollatissima come potete immaginare, niente pero' ancora posso dirvi dei nostri affari essendo appena arrivata, solo a tutte che preghino la mia Madonna. che mi dia lume, forza, e benedica tutto. Con mio rincrescimento non trovai nel baule la galetta da filare, perché la Beppa se la dimenticò. Pregate il Signor Checco che se le si presentasse qualche occasione, procuri spedirmene quanta può. Fate copiare dalla Beppa su d'un biglietto le seguenti parole: Olio di Puglia a soldi 56 la libbra di misura, olive la condotta, ed il caratello, e mandate questo biglietto alla signora Leopoldina dicendole che favorisca su d'un biglietto simile, della risposta, avvertendo, che si tratta di moneta,non le scrivo mancandomi il tempo materiale. Michele sta benissimo, ma credo non si fermerà essendo Venezia, più povera di Verona. Vi abbraccio tutte di cuore, insieme con la nostra Metilde fuori. Addio tutte vi salutano, sono piena di affetto. I miei cordiali complimenti alla Signora Teodora. Raccomandatemi tutte al Signore, ed a Maria Santissima.
Di Voi Carissima FigliaVostra Aff.ma MadreMaddalena Figlia della Carità
NB. Copia da un dattiloscritto, mancando l’originale.
1079 [novembre 1818
V.G.M. Carissima Figlia
Due sole righette anche questo ordinario mia cara Figlia solo per di lei quiete. Ella stia quietissima che non sono niente disgustata con lei, ne lo era quando sono partita. E' verissimo però che desiderando più d'ogni cosa in questo mondo la santificazione dell'Istituto e per conseguenza di tutte loro non mi piace di vederle a resistere in cosa veruna, e la confidenza in Dio unitamente alla fede nell’ubbidienza hanno da fare che anche sentendo un po' di peso abbiano però da abbracciarlo non solo con tranquilla rassegnazione, ma anche con ilarità e mi creda che sembra umiltà il ripugnare a certi impieghi ma spesso è propria comodità e genio di riposo. Insomma non ne parliamo più e sia contenta di tutto assicurandola che col divino ajuto mi servirò di lei in quello che il Signore si degnerà d’illuminarmi possa essere del di Lui servizio e della di Lui gloria. Le do buone notizie della salute di tutte noi come pure quella delle due nostre compagne, le quali stanno bene e si portano eccellentemente. Maddalena fa rider tutte. I nostri affari vanno bene, ma mi pare non vi sia tanta fretta. Nondimeno oggi anzi in questo punto ho terminato gli scritti che mi tennero occupata tutti questi giorni. Devo consegnarli a Monsignor Patriarca ed in quel incontro spero poter formar qualche idea intorno al momento del mio ritorno. L'altro giorno mi dimenticai di dirle quando le scrissi di far dire alla Marianna che va dalla nostra Metilde che dica a nome mio al Signor Don Luigi Guzzoni che ho trovato il luogo per l'alloggio di quella giovinetta di Capo d’Istria che l’indirizzo e' Dal Signor Giuseppe Alessandri San Giovanni Novo. Venezia. O veramente da me nel convento, di Santa Lucia. Faccia dire allo stesso Religioso che avvicinandomi questa ragazza in tempo nel caso avessi luogo vedrò di poter condur io, ma se o io non potessi, o mi arrivasse che io dovessi fermarmi qui delle settimane, ch'io trovassi persona sicura da mandarla appositamente gliela manderò sembrandomi minore spesa in questo modo di quello che sia mantenerla qui molto tempo, ma se avesse qualche incontro lui non manchi di significarmelo. Già se non la mando sicura non bado a spese benché sia con la loro borsa. Se scrive o vede la cara Signora Teodora me la riverisca tanto e che non le ho risposto perché il tempo mi è mancato. Mi saluti tutte le care compagne e mi raccomando alle orazioni di tutte. Dica alla cara Cristina che le scriverò quella risposta del Padre Provinciale che sa. Io credo che per dare l’ultimo compimento a’ nostri affari ci voglia un’altra novena alla nostra Madre Santissima Addolorata aggiungendovi qualche piccola cosa a San Pasquale perchè a dirle il vero, avrei un po’ di voglia che quello che abbiamo da fare lo facciamo presto. Se vede la Metilde fuori l’abbracci per me e le dica che si ricordi al mio ritorno l’aspetto con noi. Di vero cuore abbracciandola nel Cuor Santissimo di Maria la lascio, e mi segno.
Saluti la Stella e la Chiaretta. Sua Aff.ma MadreMaddalena Figlia della Carità.
NB. Autografi della Canossa l’ ultimo periodo della lettera e la firma. 1080
V.G.V.M. Mia Cara Figlia
Eccomi a darle le mie nuove le quali sono felici, lode al Signore, e spero che tutte loro pure stiano bene. Sono tanto piena d’occupazioni, che non ho un momento di libero, motivo per cui non posso scrivere ad alcuna, ma mi farà bensì il piacere dire alla Beppa che mi fu grata la sua lettera, e che non le rispondo per la detta ragione, ma che la saluto cordialmente. Alla Cristina poi, che stia quieta e suo zio e' provveduto d'un buon impiego. Faccia sapere, ma non falli, alla Mariana, quella che va dall’ amica Metilde, che dica al Signor Don Luigi Guzzoni che per quella ragazza di Capo d'Istria ho trovato luogo, la mandi pure quando vuole. Mi dispiace solo che temo sarà un po' caro il prezzo, e perciò sulla incertezza di quando io partirò da qui gli dica che io starò in traccia per trovare un'incontro da mandarla a Verona, ma che stia attento anche lui perché avrei dispiacere avessero troppa spesa. I nostri affari vanno benissimo, ma credo non siano, per concretarsi tanto sollecitamente, ma siccome il ritardo non deriva da Venezia, così non dipenderà da questi la mia mossa per Verona, anzi si assicuri, che dal mio canto, procurerò di venirmene al più presto, ma presentemente non posso precisare il tempo. Mi raccomandino tutte al Signore, e abbracci tutte a nome mio, e mi dia il piacere di scrivermi lo stato di Pierina che lasciai febbricitante. Termino perché ho fretta, assicurandola del mio cordiale affetto.
Santa Lucia 7 novembre 1818 Sua Aff.ma MadreMaddalena Figlia della Carità
Quando vede la cara Teodora me la riverisca di cuore. Le scriverò il primo momento che potrò anche per significare ad essa, ed al Signor Don Luigi lo stato dei nostri affari minutamente.
NB. La lettera è scritta da un segretario, probabilmente sacerdote, il poscritto è di Teresa Spasciani, la firma è autografa della Canossa.
1081 V.G. e M. Carissima Figlia
Due sole righe mia Cara figlia le scrivo essendo occupatissima tanto per darle le nostre notizie che grazie al Signore sono buone. Gli nostri affari pure vanno bene che di più non potrei desiderare. Entro la entrante settimana spero di partire da Milano avendo anche qui per adesso combinato ogni cosa. Mia Cara Figlia faccia fare a tutte ed in particolare alle novizie una novena a Maria Santissima Addolorata ma con tutto il possibile fervore acciocché compisca ogni cosa. Già la mia Madonna, è una gran Madre. Abbracci per me tutte le care compagne tante cose alla Metilde fuori mi raccomandino molto a Maria Santissima, e lasciandola nel Cuor Santissimo di Maria l’abbraccio. I miei soliti complimenti. Di Lei Carissima FigliaSua Aff.ma MadreMaddalena Figlia della CaritàMilano 16 novembre 1818 1083 V.G.M. Carissima Figlia Angelina
La lettera é per lei Angelina
Riguardo alla Marcolina mi sono intesa di raccomandarvi a spedirla con sicurezza, giacche benché io non conosca le sorelle della buona Crescenzia mi pare che abbiano da essere tre o quattro donne sole, e mi fido della Crescenzia, alla quale spero che tanto l’Angelina che voi, avrete già detto l’estremo desiderio di maritarsi che ha, e per conseguenza il bisogno che ha di custodia. Ecco quello che m'intendeva di raccomandarvi nella mia lettera. Mi consolo di sentire guarita l’Angela del suo male nel piede, e voi terminate con un pò di governo la vostra costipazione. Vi raccomando di far filare dalle compagne quanto potete, e col primo ordinario scrivetemi quanto a presso a poco sarà la galetta filata, che vi scriverò poi cosa avete a fare. Dite alla nostra Metilde, che abbraccio unitamente a tutte le compagne, che quando sorte di casa vada dalla Signora Betta Mazi, la riverisca tanto a mio nome è gli domandi se sa niente dei nostri fazzoletti spinati neri. Similmente la preghi senza suo discapito, se gli capitasse qualche mazzo di galetta a prezzo conveniente se volesse provvedercela. Similmente la Maddalena Smania la prega, di voler ricordare le sue premure alla buona Signora Maria Smania, che già la Mazi sa tutto, in particolare le raccomanda la Saletta. Aveva scritto sin qui alla Beppa ma aggiungo anzi cambio e scrivo a lei, mia cara Angelina perché sa più le cose. Io spero che si sarà informata colla Crescenzia di chi vi è, in casa, se vi sono creaturine piccole perché già la scuola non la teneva a casa sua, e suppongo non l’avrà neppure adesso. Prima che parta le predichi bene, e pel confessore le dica che si consigli col Signor Don Farinati, o con Don Domenico, le raccomandi che si regoli nel parlare, e di non dire gli spropositi che ha detto; le dica da parte mia, che si ricordi di portarsi con umiltà, ubbidienza, e sommissione, che pel vestiario si ricordi che non voglio pazzie, guardi anzi il busto se è in buon'ordine, e le dica pure da parte mia che se si diporterà saviamente prudentemente e cristianamente, farò quel poco che potrò; ma che se avrò cattive notizie ancorchè si presentasse un collocamento io l’abbandono intieramente, e non le do neppure un ago e oltre di ciò le dica lei tutto quello che può, perché faccia bene. Noi stiamo tutte bene, mi pare che le cose vadano bene, ma con quiete. Le nostre due novizie si portano molto bene, o che brava Signora Maestra, Rosa ha sino fatto miglior cera, e Maddalena s'ingrassa. Davvero ringraziamo il Signore che si portono bene e la riveriscono senza fine. Dica alla Beppa tutto ciò che per la guardaroba le scrivevo e le dica di più che porti pazienza che nel venturo ordinario le risponderò su quell'affare che intanto continui come ha fatto sin'ora che va bene cosi. Vado aspettando da un ordinario all'altro a scrivere alla cara Signora Teodora sempre sperando di poterlo fare con precisione anche per ragguagliare il Signor Don Luigi dello stato degli affari nostri. Io mi lusingo poterlo fare coll'ordinario di mercoledì, in ogni caso poi le scriverò senza aspettar altro, intanto me la mandi tanto e poi tanto a riverire, mi saluti cordialmente tutte le novizie e dica loro che preghino Maria Santissima che affretti il compimento delle divine misericordie come affrettò il tempo alle nozze di Cana in Galilea non già perché noi vorremmo vedere le cose fatte presto ma pel servizio del Signore e per la di Lui gloria. Mia cara Figlia l’abbraccio di cuore unitamente a tutte le care compagne: risponderò anche a Cristina ed alla Scalfo. Piena di attaccamento me le protesto raccomandandomi alle orazioni di tutte. Tanti saluti alla Chiaretta,ed alla Stella.
Di Lei Carissima Figlia
I miei doveri al Signor Don Francesco. Faccia dire al Signor Checco del Signor Battista che lo ringrazio della farina che ricevetti, però solo jeri l’altro, faccia tanto riverirmi la nostra amica e compagna futura Metilde.
Venezia 21 novembre 1818 Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
NB. Firma autografa della Canossa. 1087
V.G.M. Carissima Figlia
Rispondo alla carissima sua lettera mia cara Figlia, ma prima di tutto comincio dai nostri affari. Già le avrà detto la Beppa come le nostre carte partite sono per Vienna del rimanente si vede che il Signore vuole che io pure faccia quello, che vuole pure da lei cioè che lo lasci fare e stia aspettando quanto disporrà al momento da Lui decretato voglio dire che pel tempo in cui mi lasceranno partire ancora non posso fissarlo. Dica alla cara Metilde che abbraccio, con tutte le altre compagne che vorrei sapere se il frumento che ci ha mandato cioè che ha consegnato al Molinaro sia di questo di San Michele, o di quello di Santa Lucia. Se fosse del primo, il Signor Bernardi ce ne ha mandati quattordici sacchi, a Venezia ne abbiamo mandato dodici onde quei due che restano di San Michele ditele che non li adoperi sino che non vengo io a Verona. Mi scriva poi, o mi faccia scrivere se mio fratello ha loro mandato della galetta, e subito che i fazzoletti neri sono fatti preghi il Signor Francesco di Verdari, se non ha occasione, anche colla diligenza mandarmene uno scrivendomi quanto è costato per potermi regolare. Rapporto a quanto, ella mi scrive, non vi è dubbio, mia cara Figlia, che ella avesse potuto trovare mai quiete vera sino che non si abbandonava veramente in Dio. Si ricordi di sempre mantenersi in questo abbandono, non già col sentimento, perché questo non è quello che decide davanti a Dio, né può durar sempre in questo mondo, ma colla volontà, e coll’opera, ch'è ciò che rende meritorio quanto facciamo. Già stia certa, e lo imprima bene nel cuore di tutte le novizie, che tutte quelle Figlie della Carità che non si contenteranno di Dio solo, e che non si lasceranno liberamente maneggiare dall’ubbidienza per servizio di Dio, non avranno mai tranquillità, né si santificheranno. Molto mi consolò quanto mi scrisse della Beppa. Rapporto alla Rosa non domandi, e non ricusi da patire pel suo vantaggio, e stabilimento. La raccomandi molto a Maria Santissima, e vedrà che più di ogni altra cosa questo le gioverà. Va bene che si remisi, e ragionevolmente bensì, cioè procurando che comprenda il suo fallo, ma umiliazioni esterne gliene faccia fare quante desidera, e quante può senza irritarla. Le nostre novizie di qui si portano benissimo. Rosa sta facendo i santi Esercizj, ed il giorno di Maria Santissima Immacolata Concetta la vestirò. Questa si trova contentissima di essere a Venezia al segno che mi pare le piaccia più star qui, che a Verona. Le occludo due righe per la Scalfo. faccia continuare l’orazione, perché Maria Santissima si degni compire le sue misericordie, e di far presto, se così le piace. Stia certa, che faccio tutto il possibile per sollecitare che si sbrighino per poter ritornar presto. Le abbraccio tutte, e le lascio nel Cuor Santissimo della nostra Madre. Mi faccia poi sapere qualche cosa della Marcolina. Di Lei Carissima Figlia Santa Lucia 2 dicembre
NB. Lettera spedita, ma senza firma della Canossa. 1090
Venezia Santa Lucia 16 dicembre 1818
V.G.M. Carissima Figlia
Io le ringrazio tutte della premura che hanno per la mia salute la quale la é buona, ma quando non ne parlo non si mettano in pena, perché il motivo del mio silenzio si è, perché me lo scordo appunto perché non ho male. L'assicuro, mia cara Figlia, che mi ho tutti i riguardi, e sin ora grazie al Signore non ho avuto neppur una volta la tosse. Le prometto che se piacesse al Signore che mi ammalassi, che veramente non ne ho neppure una idea perché sto bene ed anzi m'ingrasso, glielo scriverò, onde della mia salute non ne parliamo più. Vorrei che ella mi scrivesse come sta la Deodata dopo la sua purga, ed anche la Lucia, perché la nostra Beppa mi scrive talvolta, che mi par di capire non siano bene rimesse. Già siamo intese, non dica questo a Betta, ma o lei o se non può lei, da Cristina me lo faccia scrivere sinceramente. Rilevai dall’ultima lettera pure della nostra Beppa, che il Signor Batta ha ricevuto novanta napoleoni dal Signor Arciprete Galvani, e che non vuol darne senza un mio pagherò. Questo mi sembra uno sbaglio, nondimeno coll'ordinario di sabato non potendolo far oggi, scriverò io al medesimo, o all’amica Metilde, perchè mi dice la Beppa che non hanno danaro per comperare galetta. Intanto se potesse parlar lei alla Metilde, e dirle che intanto favorisce di prestarci dieci napoleoni, e cosi fare i fatti nostri. Mi dia notizia della Teodora, che mi sta tanto sul cuore. Non so poi chi abbia loro detto che gli affari nostri non vanno tanto bene. Intieri sono sicura, perché vanno tanto adagio che che fossero fatti di porcellana non si romperebbero, ma fuori di questo, anzi le mie notizie non possono essere migliori. Facciano però orazione, massime in questa novena, perché se il diavolo non fosse legato, credo che farebbe salti da cammello. Riguardo a lei mia cara Figlia, sino che siamo in questa stagione così rigida, non giudico opportuno che si alzi tanto per tempo. Se qualche rara volta crede necessario di farlo, per dare un'occhiata alle novizie lo faccia pure, ma all'improvviso senza che lo sappiano. Dica alla Rosina Scalfo che di cuore unitamente a tutte le altre abbraccio, che non posso risponderle oggi, ma per i Soccedali faccia tutto come se le terre avessero da essere sempre sue. Mi consolò molto quando mi scrisse della Rosa veneziana, vedrà mia cara Figlia, che se rimetterà tutto sempre nelle mani di Maria Santissima tutto andrà sempre bene. Faccia fare nella novena qualche piccola cosa particolare per l’Elena, la quale é più aggravata del solito del suo dolore; lo dica solo alle nostre compagne prime, ed a Cristina, non già alle novizie, per non agitare senza ragione la Scalfo. Di vero cuore salutandola a nome di tutte, la lascio abbracciandola nel Cuor Santissimo di Maria. Domandi a Beppa se ha il secondo, terzo, e quarto articolo del Credo diffuso. Le scriverò poi per lei a proposito dell’ultima di lei lettera.
Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
NB. Lettera scritta da Teresa Spasciani, firmata dalla Canossa.
1092 V.G.V.M. Mia Cara Figlia
Ho scritto quanto ella mi domandò, mia Cara Figlia, ma con questi freddi non sono persuasa... Aveva cominciato questa lettera col mezzo di un'altra segretaria tanti giorni sono, e per non gettare questo foglio di carta continuo a scriverle qui. Questo ordinario non ho ancora ricevuto notizie ancora di loro suppongo che i pessimi tempi avrà ritardato la posta. Comincio dunque per dirle buone nuove della mia salute, e poi vengo alle commissioni. Dica alla Beppa che prepari pel momento del matrimonio della Vicenza che serviva la povera Signora Angiolina Franceschini, un paglione grande, che mi pare debba esservi preparato sino da quando doveva maritarsi l’altra volta, col suo fondo da letto, con tavolino di quelli che si appoggiano al muro colle gambe lavorate di noghera sul gusto antico. Una cassa se ci fosse di noghera, quattro tondi di stagno, due posate ottone, e due stagnoli di stagno. Il letto piccolo poi deve ritornare. Quando ella vede il Signor Don Battistino, gli dica l’ordine che hanno. Non vedo l’ora di avere notizia della cara Signora Teodora. Niente posso dirle dell'Elena, mancandomi colle lettere di Verona anche quelle di Milano. Mia cara Figlia, preghino la mia Madonna anche per questo non potendole nascondere, che in questi momenti in cui non posso muovermi adesso da Venezia, poi da Verona, non mi sia un gran pensiero anche Milano, dove mi domandano ajuto di soggetti, e non so come darlo. Ma stiamo, forti nella volontà di Dio, e speriamo, senza dubbio alcuno, che ci assisterà. Qui sono quieti come angeli, onde conviene che stia quieta anch'io. E' veramente una cosa amena. Mi manca il tempo di dirle di più. L'abbraccio dunque di vero cuore, pregandola ad abbracciare per me tutte le care compagne. La vigilia del santo Natale dica alle Novizie che ci pensino loro ad ottenere quella sera il compimento delle divine misericordie sopra l’Istituto, e si ricordino di me miserabile, lo stesso facciano loro, che io pure lo farò per tutte.
Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Santa Lucia 19 dicembre 1818
Dopo scritta la presente ricevetti finalmente una lettera di Beppa alla quale non ho più tempo da rispondere per non perdere questa posta. Le dica che mercoledì le scriverò e risponderò a tutto. Elena sta sufficientemente.
NB. Lettera scritta in tre riprese e da tre mani, una delle quali quella di Teresa Spasciani, che scrisse il secondo periodo e il poscritto. Firma autografa della Canossa.
1094
( Ultimi di dicembre 1818 ) V.G.M. Carissima Figlia
Mi creda mia cara Figlia che ordinariamente quando scrivo sono tanto affollata e di lettere e di affari, e d’imbrogli che spesso non mi è possibile di ricordarmi tutto. Intanto accadendo che Lucia avesse bisogno di moto come l’altra volta la conduca o la mandi pure a fare qualche passeggio colle debite e solite cautele cioè sortendo con una compagna di età, ed andando per le solite strade. Rapporto alla Deodata le faccia pure rinnovare i Voti, sempre che anche il confessore sia contento sino alla Festa della Purificazione di Maria Santissima, mi consolo che ambedue queste compagne adesso stiano bene. Sento che ella me la da lunga sino a questa primavera a ritornare, io la ringrazio distintamente ma non credo che approfitterò delle sue grazie non potendomi figurare di essere priva del contento di venire a mangiare i gnocchi colle mie sanzenate. I nostri affari so che vanno bene ma tutto con quiete, e già sarà persuasa che io non ometto ne passi ne parole per fare intanto quello che dovrei fare dopo venuta l’approvazione per indi venir a Verona. Sul dubbio che mi possa riuscire di scrivere quest'ordinario alla cara Teodora alla quale sono debitrice di risposta a due sue lettere, le scriva subito lei due righe assicurandola che se non posso domani lo farò certamente coll' ordinario di sabato e che di cuore la riverisco e l’abbraccio. Con molta consolazione intesi che la Marcolina sia contenta e si porti bene. Senta mia cara Figlia, la Teodora mi scrive esservi una certamente, e forze due buone giovani di San Massimo dove fu aperta una scuola che un degno Religioso a persuasione della Teodora vorrebbe mettere quattro mesi da noi come la Giacomina e l' Angela l’anno scorso. Per una parte il bene che si fa mi sta sul cuore e per l’altra non vorrei che fossero aggravate troppo, e non potessero attendere ne ad una cosa ne all'altra. Perciò senza scrupoli perché già verranno l’anno venturo veda un poco cosa, si possa fare. Pierina non sarebbe da levare dalla scuola, mi dica secondo che Beppa ora si trova se sarebbe da metterla alla testa con Deodata che le assistesse facendo se ne hanno bisogno insegnar loro a cucire da Rosa veneziana, o da Cristina. Così per mandare da Rosina provante, o se a norma poi del bisogno suo di lei in particolare fosse meglio mettere alla testa Cristina con Deodata; ripeto, e se per le occupazioni vede riuscir ciò gravoso liberamente e senza scrupolo riserbiamoci all'anno venturo. La Teodora ne parlerà con lei e ne tratti con tutta la quiete come farebbe con me scrivendomi il risultato, e nel caso vedesse la cosa combinabile ed avessero perduto l’orario dell'anno scorso me lo scriva che glielo manderò. Adesso che viene il primo dell'anno vi sarà anche il medico da pagare. Sappia che dobbiamo riscuotere dieci non mi ricordo se crocioni o napoleoni della casa affittata a Sant'Antonio, mi pare siano dieci crocioni, li riduca in dodici napoleoni e li mandi al medico dicendo un bel complimento cioè che vedendo accrescere il nostro numero perdoni se accresciamo la paga ma glielo dica con gentilezza. Quando mi scrivono mi diano notizie della galetta dei fazzoletti neri, e della galetta, colorita, se hanno pregato la Mazi come ho loro scritto di parlare alla Smania da parte della nostra compagna Maddalena per vedere se ha qualche galetta che ha promessa. Mandi a nome mio e della compagna Anzoletta a casa del Signor Luigi Tommasi a vedere come sta la Signora Anna Maria e me lo scriva. Le abbraccio tutte di vero cuore mi raccomando molto alle loro orazioni, e piena di attaccamento lasciandole nel Cuore di Maria Santissima Addolorata in somma fretta me le protesto.
Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità.
NB. Firma autografa della Canossa. 1099
V.G.M. Carissima FigliaSanta Lucia 20 gennajo 1819
Non si affliga mia cara Figlia se non e riuscito l’affare di San Massimo, orazione in tutto e poi lasciamo disporre a Dio, che quanto Egli fa è sempre il meglio, oltre di che se di queste figlie non possono le famiglie loro privarsi per quattro mesi, come farebbero a lasciarle fare la scuola. Per la galetta fece benissimo, e subito che saranno fatte quelle braccia da fare un qualche abito, avro' bisogno che me la mandi. Le cuffie meno di tre, non me ne ce ne vogliono. Se però vi fosse il caso di mandarne qualcheduna di più, meglio sarebbe. Il danaro portato da Don Coris, non è per i nostri poveri, ma per pagare un mese alla Marcolina, sapendo io che danaro, e'; peraltro per sette lire le prenda pure, e le dia alla Brigida, raccomandandosi a Don Francesco perché parli a suo cugino, e se mai dovesse accadere per qualche accidente, l’occasione che dovesse vedere la signora Leopoldina, glielo faccia raccomandare, sapendo ben essa i bisogni della Brigida. Dica alla cara Rosa Masini che purchè eserciti bene la mansuetudine, sono contenta che questo carnevale, faccia più spesso la Santa Comunione. Riguardo alla Moderata, non si affligga mia cara Figlia, io penserei farle scrivere una lettera dal suo confessore di qui, ma prima mi dica anche lei cosa le pare, già io non l’abbandonerei, ma nell'Istituto persone senza vocazione nò assolutamente, essendo questa una falsa compassione, ed il modo di rovinarle esse, e l'Istituto. Già non si agiti, che gia non vengo a nessuna risoluzione, sino al mio ritorno, e solo per ora che vorrei scuoterla un poco. Ho piacere che la Teodora stia meglio, ma si vede che l’inverno è spesso costipata, se la vede l’abbracci per me. Dica a Cristina che col venturo ordinario le risponderò. Piena di attaccamento la lascio nel Cuore di Maria Santissima e me le protesto. Di Lei Carissima Figlia
Per la Brigida anche il Signor Don Bajetta come lui potrebbe parlare alla Leopoldina. Basta perchè non ho più tempo. Sua Aff.ma MadreMaddalena Figlia della Carità
S. Lucia 20 gennaio 1819 NB. Scritta da Teresa Spasciani, firmata dalla Canossa. 1106
V.G.M. Carissima Figlia
Venezia Santa Lucia 13 febbrajo, 1819
In questo momento ho ricevuto dal Nane vetturino, il fagottino della galetta e mutande, questa a vederla in pezza non sembra così trista come appariva la piccola mostra, a prima occasione mi mandi pure anche l’altra pezza. Nell’occluso per la Perina vi è la nuova della morte di suo cognato, e del suo padrigno, perciò aspetti un momento opportuno a consegnargliela. Le occludo questa lettera di Rosa Moderato, acciò la legga e la sigilli, ma la lasci bene seccare perchè non si accorga averla lei letta; se prevedesse dovesse recarle troppo grave sconcerto sospenda mia cara Figlia dal dargliela per ora. Le unisco anche due lettere per la Rosa che mi furono portate da sua sorella in vario tempo e questa si e la prima occasione che mi si presenta in tre mesi e mezzo che sono qui. Capitandole in questi giorni un qualche incontro per Venezia dica alla Beppa che di cuore abbraccio unitamente a tutte le altre che si ricordi il tressolino e se ha seta colorita di quei cavi da cucire gli abiti che ce ne mandi e se non ne ha di colorita ci mandi un assa di cavi gruppati che Teresa li colorirà . Similmente guardi in libreria e ci mandi una Dottrina grande del Bellarmino. Mi scriva poi come sta la cara Teodora perchè per quanto scriva alla Beppa che mi dia le sue nuove non ce dubbio che me ne dica una parola. Riguardo ai Voti mi torni a dire cosa voleva sapere avendole io risposto, ho fatto rispondere sopra questo, argomento. So essere superfluo ma mi raccomando in questi giorni assai alle loro orazioni. Niente ancora so dei nostri affari. Mi scriverà poi come la Veneziana riceverà la mia lettera per potermi regolare. Di vero cuore abbraccio lei pure e spero, alla partenza del Sovrano da qui poterle dire qualche cosa sul mio ritorno. Dica alla Metilde di fuori per muoverla un poco che se mi vuole a Verona si risolva di venirmi a prendere quando glielo scriverò che altrimenti mi viene voglia di star ferma qui fino che non viene. Piena di attaccamento la lascio nel Cuor Santissimo di Maria.
Di Lei Carissima Figlia Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
NB.
Lettera scritta dalla Spasciani, firmata dalla
Canossa. 1110 V.G.M. Carissima Figlia
Santa Lucia 24 febbrajo 1819
Cantino il terzo Te Deum. Jeri ebbi udienza privata da Sua Maestà che mi accolse colla solita clemenza, e mi disse che erano tre giorni che aveva sottoscritte le nostre carte, che aveva veduto il nostro Piano, e trovatolo molto bello. Mi domandò se abbiamo cresciuto molto il nostro numero, gli risposi che alcune erano entrate, ma altre sino che non vedevano il Decreto di Sua Maestà, non avevano coraggio di venire. Mi disse che per noi adesso, era tutto finito, che aveva rimesso, le Carte al Governo, che credeva si sarebbe sbrigato. Mi parlò lui di Milano con piacere, che ivi siamo state chiamate. Gli domandai ivi pure un locale, mi disse che se lo ha me lo dà. Siccome lo sò, gli dissi che lo aveva, e mi disse di sì. Ometto altre cosette tutte gentilissime. Questa è la sostanza per non perdere questa posta, e darle questa consolante notizia le scrivo questo. Lo dica al Signor Don Francesco, e lo faccia sapere al Signor Maestro Trevisani, ed alla Signora Teodora, alla Metilde fuori s'intende. Se la Signora Teodora credesse farmi un gran piacere, proverei volentieri a darle fuori per otto, o dieci giorni la Lucia, per vedere se andando a fare con quella contadina che ha in casa, qualche buona passeggiata in campagna, potesse rimettersi, ma questa cosa gliela dica come lei, raccontandole l’opinione del medico, giacche sarebbe impossibile io credo, dopo la morte di suo padre mandarla a San Michele, perchè se glielo dice da parte mia, e che la Teodora non possa, ella conosce il suo cuore, ne patirebbe troppo. Mi scriva poi il risultato, e se vedrò di non potermi tanto presto sbrigare come adesso spero, penseremo cosa sia da farsi. Per la povera Chiaretta che indegnamente non mancheremo di raccomandare al Signore, pensava se per la sua idropisia sarebbe buono quel rimedio con cui guarì la Stella, lo dica al medico. Mia cara Figlia le raccomando nel governarla aversi però tutta la cura per loro, è mi raccomando si governi lei singolarmente. Rinnovino pure i Voti sino alla festa di Maria Santissima Addolorata. Non ho altro tempo onde sono costretta di abbracciarla, vedremo come riuscirà la lettera alla Moderato. Già se non cambia non è per noi certamente. Di nuovo in somma fretta l’abbraccio. Continui però a pregare, onde il Signore per amore di Maria Santissima termini tutto bene e presto. La lascio nel Cuore della nostra amorosissima Madre.
Di Lei Carissima Figlia Sua Aff.ma MadreMaddalena Canossa Figlia della Carità
NB.
Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa. 1111 [Dopo il 24 febbraio 1819]
V.G.M. Carissima Figlia
Con un incontro particolare che scrivo a mio fratello scrivo anche a lei, ricordandole che inviti per celebrare la santa Messa il giorno di San Giuseppe, il Signor Don Giuseppe Cavazzoni. Quando mi scrivono, mandino prima a vedere a casa di mio fratello come sta il Signor Maestro per darmene le nuove. Riguardo ai nostri affari niente so ancora di quello che le scrissi, sabato spero poterle dire qualche cosa di più. Faccia i miei complimenti al degnissimo Signor Don Francesco e Reverendissimi Arcipreti di San Zeno e San Peretto Abbracci per me le care compagne. Mi saluti la Stella e la Chiaretta. Io sto bene, così pure tutte queste compagne che di cuore l’abbracciano. Sono desiderosa di sentire le notizie della Lucia, e dei diportamenti della Rosa Moderato. Termino subito dovendo spedire sul punto questa lettera. Continuino a pregare Maria Santissima perchè facciamo presto, se tale è la Divina Volontà. La lascio al solito nel Cuor della Santissima nostra Madre.
Di Lei Carissima Figlia Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
NB. Lettera :scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa. 1112
V.G.M. Carissima Figlia
27 febbrajo 1819 Santa Lucia
Due sole righe per confermarle le nostre buone notizie mia cara Figlia, ed anche per dirle che i nostri affari continuano ad andar bene. Questa mattina partì il Sovrano domani è festa, ma lunedì comincio a sollecitare a rotta di collo premendomi sbrigare qui tutto, e venir per quel tempo poi che piacerà al Signore a Verona a fare lo stesso. Intanto gli abiti dell'Istituto che vi sono, guardino che vadano bene a quelle per cui sono stati fatti, mi scrivano cosa hanno fatto con Minucelli per la galetta, così penseremo cosa si può fare pel rimanente. Similmente mi dica, se hanno ancora galetta da filare, perchè ce ne vorrà dell'altra oltre quella che abbiamo, tra loro, qui e Milano. Passiamo ad altro argomento, gia sono certa che lo faranno, ma nel caso la povera Chiaretta venisse a morte, prima della mia venuta, mi raccomando che tutte stiano attente nella sua camera a non fare parola veruna, per quanto sembri loro fuori di sentimento, ed avvertino a mio nome di questo anche quel sacerdote che l'assisterà, quand'anche fosse il Signor Arciprete di San Peretto, e non parlino neppure in vicinanza di quella in modo che si possa sentire. Quest'ordinario suppongo non avranno avuto affari di bisogno, non ho avuto loro lettere, glielo dico solo perché se le posta me le avesse ritardate non istiano con pena se non rispondo. Continuino a pregare caldamente la Santissima nostra Madre perchè compisca la sua gloria nel condurre a termine felice queste ultime trattative. Sentire come va la Moderata dopo la mia lettera. Abbracci per me tutte le compagne. Io fo lo stesso con lei lasciandole tutte nel Cuore Addolorato di Maria Santissima.
Di Lei Carissima Figlia.
I miei soliti complimenti Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
NB. Lettera scritta dalla Spasciani e firmata dalla Canossa 1114
V.G.M. Carissima Figlia 6 marzo 1819 Santa Lucia
Si regolò benissimo colla cara Teodora mia cara Figlia, che gia veramente non dubitava del suo cuore, anzi temeva pregandola che facesse più di quello che poteva; sentirò volentieri la conclusione. Mi dispiace che la Beppa non abbia fatto quello che le scrissi per Minucelli, perchè intanto il tempo passa, e si saprebbe un sì, o un nò. Lo faccia subito, e se mai Minucelli non potesse dia subito una pezza da 50 circa cinquanta braccia a quel tessaro che fece quella roba di cui mi fecero l’abito, che mi hanno mandato, facendola tenere un poco più bassa, bastando che resti la larghezza necessaria che e' di quattro braccia ed un quarto, anzi per più sicurezza veda di accompagnare possibilmente la galetta e faccia fare subito questa pezza da questo, scrivendo intanto subito a Minucelli. La Rosa Moderato mi scrisse mille promesse, che se non le adempie io gia sono, risoluta di non tenerla. Ho anzi mandato a chiamare il suo confessore per dirglielo, ed anch'esso spero che le scriverà. Mia cara Figlia non dubiti ch'io stia con pena, per l’assistenza della povera Chiaretta che gia sono certa della loro attenzione, e premura, di fare quanto loro dico, che è però necessario con tutti i moribondi, ma con questa specialmente. Non posso ancora parlarle del mio ritorno non avendo ancora ricevuto il Decreto in conseguenza delle carte sottoscritte da Sua Maestà. Già può figurarsi quanti affari, ha il Governo, onde ci vogliono i suoi giorni, anzi comincino subito una novena al Cuore di Maria Santissima perché possiamo sbrigarci, se tale è la divina volontà. Non mi risposero mai ne se abbiano, fatto dire da parte della Maddalenina alla Mosi stramazzara, se ha ricordato alla Signora Maria Smania la galetta che le promise, così pure non mi risposero mai, se il Credo che abbiamo qui, quello diffuso del quale mi mandò Beppa ultimamente alcuni articoli se sia nostro o della Signora Leopoldina. Mia cara Figlia le abbraccio tutte lasciandole nel Cuore di Maria nostra Madre. I miei soliti doveri. Saluti Chiaretta e Stella. Sua Aff.ma Madre Maddalena Canossa Figlia della Carità
NB. Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa. 1115
9 [marzo) 1819 V.G.M. Carissima Figlia
Al momento che devo mandare le lettere alla posta, ricevo la carissima sua, e quella della nostra Rosina. Le rispondo subito intorno alla galetta. Quella che mi ha colorito Pipetta, ossia la madre del sacrestano di San Zeno, l’abbiamo pagata cinque troni alla libbra, perciò se quella colorita dal Marani è bella, come era quella e di color fermo come l’altra, subito gliene dia subito tutta quella che hanno purgata perchè poi possano far fare subito la roba, come scrissi alla Beppa nell’ultima mia, quella che non è purgata subito, la facciano purgare e poi la diano in colore che se anche fosse non tanto asciutta non creda che decida, basta che si regolino nel peso prima di bagnarla, per non pagar l’acqua quando si da al tintore, ho veramente trattandosi di un uomo veramente cristiano come è Marani lo faccia venire a San Giuseppe e gli dica che ben sa, come la durata dipende dall’essere molto purgata la galetta che perciò sapendo essere egli persona cristiana, e noi povere, ci fidiamo di lui per la purga, che la faccia purgare veramente bene, perché possa durarci. Insomma si regolino per prudenza di darne o tutta, o parte, come credono meglio, pel colore, e per la durata, ma mi raccomando facciano subito. Della mia amica Cevola mi dica se morì dopo Messa subito, all'improvviso, o come fu. Dica alla nostra Metilde fuori che mi risponda intorno a quell'affare di quell’ebreo, che si chiama signor Moisè Consolo. Di vero cuore in somma fretta l’abbraccio, per non perdere questa posta. Tutte la salutano. Abbracci per me tutte le care compagne, e mi creda. I nostri affari, sono sullo stesso piede. Mi raccomandi a Maria Santissima e mi creda di cuore.
Sua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità 9 del 819 Santa Lucia
NB. Scritta da Teresa Spasciani, firmata dalla Canossa. La lettera presenta data incompleta. Il contenuto autorizza ad inserirla nel mese di marzo, anche se il timbro indicherebbe gennaio. In quel mese argomento di fondo era la morte del Conte Taverna, di cui qui non vien fatto alcun cenno.
1116
V.G.M Carissima Figlia
Non mi fu possibile scriverle mercoledì come bramava attesa la molteplicità delle occupazioni ma lo farò oggi mia cara Figlia, e prima di tutto le dirò che capisco dalla cara sua lettera trovarsi un po' più aggravata del solito dal peso di dovere in qualche modo presiedere e desiderare con un po' d’inquietudine il mio ritorno. Mia cara Figlia, si ricordi che il Signore non solo portò la croce ma la portò anche perseverantemente, non conviene che ci stanchiamo di quei pesi che Dio ci ha messo sulle spalle. lo gia sento la sua risposta che non è il peso che le dispiaccia ma perché trova di essere colla sua incapacità cagione del poco avanzamento delle altre, ma io rispondo che si dia coraggio che l’impiego, nel quale si trova non se lo ha preso lei ma gli fu dato da Dio col mezzo dell’ubbidienza e che penserà Egli a sostenerla in quello. Ho parlato col confessore della Moderato e forse le occluderò una lettera ch’esso mi manderà se non questo ordinario almeno il venturo. L'apra e guardi la sottoscrizione poi gliela dia dicendole che avendo veduto essere il Padre Fulgenzio non l’ha letta e gliela da, se crede meglio dirle che io le ho mandato questa lettera del suo confessore da darle, lo faccia e la dia sigillata. Vedendo io difficile potere come vorrei scrivere alla cara Teodora la ringrazi lei tanto e poi tanto per me della sua lettera e del favore che mi fa riguardo alla nostra Lucia della quale spero oggi avere notizia. Sento mia cara figlia ch’ella mi dice tener per certo ch’io resterò qui sino che ho ricevuto lo Spirito Santo coi sette suoi doni, se ciò fosse per verificarsi mi fermerei volentieri anche sette anni, ma nella speranza che la Divina Misericordia quando fosse per degnarsi di concedermi qualche stilla della Grazia dello Spirito Santo, me la concederà anche a Verona o a Milano il giorno della Pentecoste se sarò in una di queste due città, il fatto si è che riguardo ai nostri affari ho girato tutta questa settimana per avere le sottoscritte nostre Carte. Vengo assicurata essere per Venezia e Verona tutto terminato, e non restare se non che la consumazione dell’ordine per queste due città ma si dubita che le Carte possano essere presso il nostro buon Principe Vice Re a Milano. Ho già scritto ivi pure per sollecitare, se prima di chiudere la presente saprò qualche cosa di più glielo aggiungerò altrimenti appena che ho la risposta e che arrivano le Carte subito lo sapranno perché le scriverò qualunque sia il giorno. Già mia cara Figlia questo è il boccone più grosso dunque la pazienza è troppo bene impiegata. Dopo avere scritto sin qui ho ricevuto la lettera della nostra Beppa dalla quale sento con molto dispiacere che la nostra Lucia non trova miglioramento alcuno dall'aria della campagna, mi scriva positivamente che male ha. Ho un po' di pena anche per la cara Teodora che non vorrei avesse troppo grandi disturbi. Sentj pure con mio vero dispiacere la morte del Signor Maestro che spero avranno suffragato. Mi figuro come sarà mio fratello. La nostra buona Chiaretta sento che abbia qualche respiro, per carità si governino anche loro e |