LETTERE DI S. MADDALENA DI CANOSSA

 

ALLA CONTESSA CAROLINA DURINI

 

201

(Senza data, ma è la continuazione della lettera precedente).

 

Carissima Amica

 

Jeri alle tre ore, dopo un felicissimo viaggio siamo felicemente arrivati a Verona, Amatissima Carolina, dove ho trovate tutte le mie Maestre in buona salute.  Se voi pure qui foste, insieme colle buone altre nostre Amiche di Milano, sarei pienamente contenta, benchè dico male, perchè non vorrei levare tanto bene al vostro  Paese.  Vi ringrazio nuovamente, Cara Amica, di tanti tratti di bontà che m'avete praticato, per i quali vi sono, e vi sarò sempre obbligatissima.  Desidero sentire buone nuove delle vostre due ammalate, per esse e per voi.  Per questa volta non mi diffondo di più, avendo scritto altra lettera, vi prego di dire mille cose alla Visconti, Meda, e Canonichessa, alle orazioni delle quali mi raccomando.  State certa debolmente delle nostre Orazioni,  di vero cuore v' abbraccio, e sono

                                                                                                               La Vostra Aff. ma Maddalena

 

PS. Vi avverto che mio fratello  prima ch'io partisse, mi disse che la ventura settimana verrà da voi pel mio affare, mi trovai imbrogliata per non iscoprire la persona che sapete, gli risposi di si.  Ma mi pare che in tal caso, se vi trova in casa, gli potreste rispondere che aspettate una risposta e intanto parlarne anche col Marchese Casati, per non esporre l'altra persona.

202

Amatissima Carlina                                                               

S. Giuseppe - 19 dicembre (1)808

 

Sento con vero piacere, Mia Carissima Amica, che le vostre ammalate vadano meglio.  Rendiamone grazie al Signore. Io pure sto benissimo ad onta del freddo grande, il quale però non mi ha dato sinora neppure la tosse.  Non ho cominciato quello che doveva cominciare il giorno della Santissima Vergine Immacolata, perchè la mia Amica ha creduto meglio ch'io ritardassi sino ai 2 gennaio.  Ditelo pure alla Cara Viscontina, e ricordatevi l'una e l'altra che avrò in tal tempo più che mai bisogno d'orazione, e ch'io non mancherò di farlo per voi due in particolare.  Sono obbligatissima al Marchese Casati della di lui buona intenzione di favorirmi, ringraziatelo, e fategli i miei complimenti.  Mio fratello mi ha fatto dire che è stato da voi, ma che gli avete detto che non avevate Carte.  M'immagino che avrete così detto per non sapere in qual modo coprire chi mi favorisce.

Vi avverto però, se me lo fossi dimenticato, che le Carte le ho lasciate a Don Pietro, perchè me le facesse copiare, e la copia ve la consegnasse a voi per ogni evento che o la persona che mi favorisse, o Casati credessero necessario vederla, e l'originale me lo riportasse.  Sto in attenzione della informazione della persona che sapete, e raccomando nuovamente l'affare alla di lui bontà, ed alla vostra amicizia.  Vi avverto che oggi, 20 dicembre, ho ricevuto Lire di Milano 100: se non isbaglio da passare alla Signora Valenti favoritemi d'avvertirne il Marchese Casati.  Ricevetti unicamente al danaro una lettera di Donna Marianna che mi dice cosa debbo farne.  Mi lusingo che le vostre  Sante Opere sempre più fioriranno, sappiate, mia cara ch'io ci vado qualche volta ritornando col pensiero.  Il Signore ve le benedica.  Mi è però venuto un pensiero intorno al Convento di Porta Tosa  che è così bello, ed è che se vi ricordate la signora Teresina ci disse che essa non istà alla ricreazione per tenere, mi par che dicesse, le ragazze in maggior soggezione, ed in vece vi sta presente la Maestra alla quale le ragazze danno da intendere quello che vogliono essendo essa tanto buona.  Vi confesso che tra il vedere che una sola Maestra a ragazze di questa sorte, ed in quel numero, è in ogni ora poco assai, se anche fosse svegliatissima, cosa poi sarà non essendo nemmeno questo, ed in un'ora poi che quando sono in libertà  è sempre la più pericolosa.  Sappiate che ho molto rimorso di non averlo detto chiaramente alla Canonichessa ed al Marchese Arconati, avendo loro solo fatto elogio di quell'Istituto, il quale già è bellissimo, ed ha una Superiora, che tanto mi piace.  Fatemi la grazia per mia quiete di dirglielo voi, anche come cosa da me riflettuta, ma che non ebbi il coraggio di dirle loro, non so il perchè, non già perchè il mio parere sia da valutarsi, ma solo per avere fatto il mio dovere, e non avere approvato, e lodato una cosa, la quale dinanzi al Signore mi pare un disordine.

Al primo incontro spedirò a voi, ed alle Amiche i libri che desiderano.  Intanto mi raccomando alle Orazioni di tutte, i miei complimenti a tutte, come pure a vostro marito, a vostra suocera, e zia.  Addio, Cara, vi ringrazio di nuovo di tutto, aggradite i doveri delle mie Maestre Compagne, ed abbracciandovi con tutto l'affetto sono di cuore.

La Vostra Canossa

 

PS. Se Don Pietro andasse via colla memoria, favoritemi di domandargli le Carte.

 

(Timbro ovale) V E R 0 N A

(Timbro d'arrivo) MIL.(ano) DIC.(embre)

                                            23

A Madame

Madame Durini, née Trotti

sul Durino

MILAN

203

 (Senza data, ma dopo il 3 gennaio 1809)

 

Amatissima Carolina

 

Ricevetti la Cara vostra in data dei 3 corrente, Mia Amatissima Amica, dalla quale sento i disturbi che vi siete presi tutti per favorirmi.  Non ho ancora avuto ragguaglio alcuno dal Marchese Casati, ma siccome sento che mio fratello sia per rimpatriare domani, mi lusingo sentirò allora in quale stato siano le cose, e se per me vi sia alcun passo da farsi.  Intanto vi prego a presentare tanto al Marchese Casati che alla persona anonima i miei più vivi ringraziamenti, voi, mia Cara, graditeli pure i più cordiali altro non posso fare che ricambiare tanti miei doveri che colle orazioni delle mie ragazze.

E' superfluo che vi preghi di continuare ad assistermi a condurre a termine questo affare sapendo la vostra bontà.

Debbo darvi un altro disturbo, il quale benchè sia di una moda è però per condurre una novella sposa al nostro progetto di pulizia e modestia unicamente, colla lusinga, con una, guadagnare qualche altra.  Favoritemi dunque di provvedermi un abito senza coda ma bello, il quale se fosse colla bordure in fondo, possa riuscire largo nella cottola,  manica lunga, e vi sia bastante bracciatura da potere cavarne qualche galanteria verso il collo, senza avere da vestire a statua.  Se in questo modo non se ne trovasse in Milano, fatemi la grazia di provvedermelo senza bordure di Florence che s'assomigli alla mostra che v'occludo se però serve per la state, che in caso non servisse che per l'inverno allora converrà provvederlo di stoffa addattata alla stagione, seguendo il matrimonio nel caldo.  Provvedetemene 18 braccia, dico dicciotto braccia, per la spesa regolatevi se è colla bordure dagli otto zecchini e se è d'altra stoffa quello che vale, ma, se si può, in circa.  Per il colore sarebbe meglio il bianco, e se fosse altro colore, rosa no, né chiaro, né carico.  Ci vorrebbe una stoffa che facesse comparso perche non ci mettono fornitura d'altra sorte della stessa.  Oltre di ciò siete pregata d'un fazzolettone di  Madras elegante del colore che volete purchè non sia rosa né chiaro, né carico, né giallo, né color Napoleone.

Non so, ma già non credo avrete ancora ricevuti i merli consegnati, vi prego già vi dissi, se non vi fossero stati ancora consegnati , vi  prego a farli ricercare ad un. certo signor Carlo Barbiellini, abitante nella contrada de' Bigli n. 1272, e quando li avrete, mi favorirete di significarmelo.  Perdonate per carità tanti disturbi, pregate per me, perchè mi approfitti di questo tempo che sapete, del quale chi sa quanto conto dovrò renderne. Addio, Carissima Amica, vi abbraccio di tutto cuore, i miei complimenti alla vostra famiglia, alla Cara Viscontina, ed alle altre Amiche, per carità pregate, e fate pregare per me.

La Vostra Aff. ma Maddalena

Canossa

 204

 

Amatissima Carolina                                                                                          

22 gennaio (1)809

 

Vi rispondo subito, Cara Amica, per non perdere un'occasione alla quale potrete consegnare ciò che vi ho pregato provvedermi.

Il fazzolettone dunque che si desidera bello, ma sodo veramente, potete spendere dai quattro ai cinque zecchini, poi consegnate tutto al Signor Verdari col mezzo di quella occasione che ha, se pure non fosse partita, che in allora mi favorirete quando ne avrete una voi.

Ho scritto alla Canonichessa  perchè mi mandi qualche invenzione  perchè si impedisca qualche malattia di quelle proposte dalla Viscontina, fate la grazia di farle domandare se ne ha, e  speditemela collo stesso incontro, ma separatamente dall'abito e fazzolettone detto di sopra, voglio dire in altro plico. Per me devo pregarvi d'una spesa restandomi ancora dei regali da fare relativi al Convento.  Vorrei che mi provvedeste un fazzolettone pure di Madras, ma non vorrei passare i tre zecchini.  La fretta in cui vi scrivo altro non mi permette che d'abbracciarvi, assicurandovi essere già stata fatta Orazione per l'affare che vi preme, e che con impegno sarà continuata.  Alla Meda che abbraccio, dite che sinora non me l'hanno trovata, e qui, chiusa, non  m'è facile trovarla. Di cuore ringraziandovi sono per sempre      

                                                                                                                          La vostra Maddalena

(Timbro partenza ovale) V E R 0 N A

(Timbro arrivo) DISTR.(ibuzione) III

  24 gennaio     

 

            A Madame      

Madame Caroline Durini, née Trotti     

sul Durino        

 

MILANO

 205

Amatissima Carolina                                                                

                                                                                                                          9 febbraio (1)809

 

Ho ricevuto l'abito con i due fazzolettoni, Mia Carissima Amica e di tutto distintamente vi ringrazio. Sto in cerca d'una occasione per rimettervi il danaro che vi devo, e vi sono obbligatissima. Scrivo con somma fretta, Mia Cara, e non posso dirvi tutto ciò che vorrei.  Ho commissione di dirvi che voi avete esibito a Don Pietro Leonardi di venire a Milano a dare li Santi Esercizj alli servitori, per mio mezzo egli vi fa sapere che accetta l'esebizione e che a farli con lui è disposto pure di venire Monsignore Pacetti, di cui abbiamo parlato.  Se ciò vi accomoda, siete pregata a scrivermelo  ed egualmente se non fosse possibile scrivetemelo pure colla possibile sollecitudine, perché né l'uno né l'altro accettano impegni di predicazione sino che non m'avete risposto in veruna altra parte. V'abbraccio di tutto cuore, vi ringrazio, e sono

                                                                               

                                                                La Vostra Maddalena

                             Canossa

 

PS. Se non v'accomodasse per i servitori, verrebbero anche per altri Esercizj, almeno il Canonico certamente, ma la risposta vuole essere precisa. Vi prego a scrivermi i prezzj dei varj capi che m'avete favorito spedirmi separatamente.

206

Amatissima Carolina

L'Abate Gilio ha scritto a Don Pietro, il quale unitamente a Monsignor Pacetti partirà per Milano nella settimana. Ho commissione di dirvi, Mia Cara, per loro, che attesi varj altri impegni, che hanno se all'Abate Gilio piacesse aprirebbero gli Esercizj dei parrucchieri piuttosto il giorno cinque, che il giorno sei, quando però la cosa sia accomodabile. Non avrebbero nemmeno difficoltà se fosse cosa combinabile di dare nello stesso tempo gli Esercizj ai servitori, dandoli a questi la mattina, ed ai parrucchieri la sera.  Non vi disgustate, Cara Carlina, se vi dico che hanno altri impegni, mi assicura il Canonico che soddisfatti dopo Milano a questi, se vi sarà da fare ritornerà sino che vorrete.  Con questo incontro vi manderò le mostre dei lavori della Cara Meda e tutto ciò che potrò dei libri commessimi, ed il danaro che vi debbo.  Cara Carlina, pregate per me, salutatemi tanto tutte le Amiche, alle Orazioni delle quali pure mi raccomando.  Di vero cuore v'abbraccio, e sono

 

La Vostra Maddalena

 

Aggradite i complimenti della mia Amica di qui, e di tutte le altre.  Quando favorite scrivermi, ditemi come sta la Luisa d'Agèné, Priora della Stella la quale ch'era vicina al Paradiso.

 

S. Giuseppe: 21 febbraio (1)809.

                        207

            (Senza data, ma tra il 21 febbraio e il -15 marzo 1809).

  

Carissima Carolina

 

Per fare più presto, vi scrivo per altra mano, Mia Cara Amica, le mie nuove in ogni genere le saprete da chi vi porterà questa lettera. Ho parlato al Canonico del vostro ospedale come mi avete detto, non sono però discesa a certe minutezze alle quali penserete voi.  Per tutto il rimanente altro non vi dico, parlatene con lui, essendo io nelle sue mani come sapete.  Vi mando con quest'incontro i libri, se non tutti, almeno una parte, che voi e la Viscontina mi avete commesso, troverete uniti anche gli atti di Fede, che non mi sovviene se sia la Meda che me li abbia commessi.  Dite a questa che abbraccio di tutto cuore, che vedrà anche le mostre della maglia inglese di tutte due le lane, che veda se le accomoda e me lo faccia sapere perchè subito faccia fare i lavori che poi le spedirò.

Desidero sapere se avete ricuperato dal Signor Carlo Barbiellini, i merli donde vi avevo pregato, mi preme questo affare, anzi vi prego di vedere se qualche capo di quelli, credeste meglio il farli lavare per cavarne di più, fatelo pure, in somma tutto quello che vi pare, sicura che v'impegnerete con ogni premura per venderli il più che sarà possibile.  Il prezzo era scritto sopra, ma avendo fatto poi una qualche diminuzione, ditemi se di tutto vi ha informata il suddetto Barbiellini, altrimenti scrivetemelo che vi manderò i prezzi.

Non ho più scritto ne a voi, ne al Marchese Casati relativamente a l'affare della mia casa, perchè non ne potei sinora avere risposta da qui, essendo risoluta di tentare altre strade, ma mai il dono.  Vi occludo intanto un foglio sottoscritto e fra quattro o cinque giorni siccome avrò la risposta definitiva, sarò anche a darvi quest'incomodo.  Se posso nel pacchetto occludervi anche il denaro lo farò, altrimenti lo riceverete per mezzo di mio fratello.  La mia Amica vi riverisce ed io abbracciandovi con tutto il cuore, pregandovi de' miei saluti a tutte le amiche ed assicurandovi delle orazioni che bramate.  Sono con il più vero affetto

                                                                                                                             La Vostra Maddalena

208

Semplice accompagnatoria.

 

Mia Cara Carlina, vi prego di consegnare l'occlusa a chi è diretta, non sapendone io la direzione.  I miei complimenti all'uno ed all'altro dei due Religiosi vi abbraccio di tutto cuore, in somma fretta.

 

                                                                                            La Vostra Maddalena

S. Giuseppe 5 marzo (1)809

 

(Timbro partenza ovale) V E R 0 N A

(Timbro arrivo) DISTR.  III 7 mar.(zo)

MIL.(ano) MAR.(zo)

                                                     7

A Madame

Madame Durini, née Trotti

sul Durino

MILAN

209

Amatissima Carolina

 

Ho ricevuto la vostra Carissima lettera, ma vi prego in un'altra, scrivermi i prezzi distinti di quei capi che avete favorito prendermi. Non avendo potuto per essere troppo grosso il plico, consegnare il denaro al Signor Canonico, lo riceverete per mezzo di mio fratello.  Ho piacere che i nostri due Religiosi abbiano cominciato le loro fatiche, il Signore li benedica con abbondante frutto, favoritemi di fare i miei complimenti a Monsignor Canonico e diteli da parte mia, che se ha un momento scriva a mio fratello come se la passa costì, avendo inteso che nella mia famiglia molto desiderano le di lui notizie.  Cara Carolina, voi già vedete che io lo per procurare il maggior bene.  Diteli pure che si ricordi di Fusconi per il quale ebbe già un promemoria.  Riguardo il vostro Ospitale per parte mia, rimetto la cosa in mano del Signore e sono disposta a quanto Egli disporrà, ma lo trovo io pure un affare bisognoso di molta Orazione, che farò fare ancor'io, ma voi pure non tralasciate di farne e farne fare.  Nel ritorno del Canonico sentirò ciò che fu progettato.  La mia Amica, che vi presenta i suoi complimenti, vi prega anche di farli aggradire al Canonico da parte sua.  Vi ringrazio della premura che vi siete già data per i merli, fate il meglio che potete, e divisi ancora vendeteli, se a voi sembra non pregiudicare spezzando le guarnizioni, e come vi disse il signor Barbiellini rilasciate pure il 15 per cento del primo prezzo fatto.  Nel plico dei libri che mi dite avere dato alla Viscontina c'era la dottrina piccola del Bellarmino, e la novena di Gesù Nazzareno anche per voi.  Scusate se questa ultima non è nuova, non trovandosene in Verona.  Con altra occasione manderò alla nostra Amica i libri del Thesaurus. Sto con timore che sia morta la Priora della Stella vedendo che non me ne date notizia alcuna.  Vi abbraccio di cuore, e col più vero affetto mi protesto tutta vostra.

                                                                                                       La Vostra Maddalena

Verona San Giuseppe, 12 marzo (1)809

      210  

 

            Amatissima Carolina

 

Ho ricevuto l'ultima vostra in data del 22 aprile alla quale per oggi non potrò rispondere. Nulla mi dite se Casati abbia soddisfatto il mio debito cioè ad una parte, e il Conte Castiglioni all'altra, essendo così convenuta con il primo, e con mio fratello, quando avete comodo fatemelo sapere per mia regola. Sono a pregare d'impostare l'occlusa per Lione, come ancora mi sono presa la libertà di farvi indirizzare la risposta, la quale conterrà una cambiale che vi prego di riscuotere giacche sarà fatta pagabile a voi, e ritenete il denaro perchè gia vedete che sempre abbiamo conti, e non mi è così facile di soddisfarvi.      Vi avverto che nella risposta per voi non ci sarà che la sopra coperta, ma aprite pure la lettera che sarà diretta  alla Signora Sofia Gagniere.

Cara Amica, sto benissimo, e siamo tranquille.

 

Vi abbraccio di tutto cuore e sono tutta Vostra

                                                                                             La Vostra Aff.ma Maddalena

                                                                                                                     di Canossa

Verona 30 aprile 1809

 

 

PS. La mia Amica vi fa i suoi complimenti.

 

PS. La lettera che riceverete in luogo di avere l'indirizzo della Signora Sofia, avrà quello del Signore Giovanni Battista Verdari, ma in ogni maniera apritela e ritenete il denaro.

 

(Timbro   partenza ovale)       VERONA

(Timbro arrivo) MIL.(ano) Mag.(gio)

2

A Madame

            Madame Caroline Durini née Trotti   sul  Durino    

              à  Milan

211

Amatissima Carolina,                                                                           

Verona, 25 maggio 1809

                                                                                                                 S. Giuseppe

 

Ho molto piacere che finalmente siate stata rimborsata. P(er) carità scusate questo ritardo il quale è provenuto dagli affari che hanno fatto perder la memoria a mio fratello. La persona della quale mi domandate è in Verona, l'ho veduta dopo il ritorno una volta, ma con la febbre adesso si trova obbligata a letto, e sul principio del male dava da temere, adesso la malattia prende buona piega, e questa mattina ebbi  delle nuove sempre migliori.

Ieri anzi mandò altra persona amica da me p(er) darmi commissione di scrivervi la sua riconoscenza, e la gratitudine che sente p(er) tutto ciò che avete operato in suo favore, e nello stesso tempo vi prega ad unirvi col degnissimo Signor Canonico Tosi p(er) quell'affare che sapete.

Io poi mia Cara sono a pregarvi p(er) risparmiare il tempo che mi ci vorrebbe a scrivere alla Canonichessa di significare alla medesima che mi viene proposta da persona che molto stimo una donna la quale verrebbe giudicata opportuna p(er) Superiora o capo delle Convertite questa si ritrova a Venezia dove da 20 anni a questa parte, ha sempre esercitato l'uffizio, o l'impiego di sotto Priora nel Ritiro delle Convertite di Venezia; non vi sarà difficile di capire chi me la proposta, ma ciò che è necessario si è che si desidera una pronta e decisiva risposta, essendo questa ricercata in qualche altro luogo.  Carissima Amica, accettate i complimenti della mia Amica di Verona, pregate il Signore p(er) me, e credetemi col più vivo affetto: tante cose alla Viscontina, alla Meda, alla Canonichessa, insomma a tutte.

 

                                                                               La Vostra Maddalena

                                                                                        di Canossa

  212

 Amatissima Carolina

 

Mi fate ridere coi vostri rubbamenti, Mia Cara; voi e la Viscontina nei vostri conti trovate sempre che avete debiti invece di crediti.  Il denaro della cambiale di Lione fatemi la grazia di consegnarlo al Signor Marzorati, al quale se non m'inganno avete consegnato anche l'abito che avete favorito provvedermi, e consegnateglielo per conto del Signor Giovanni Battista Verdari di Verona. Se al Marchese Casati accomoda può consegnare a Marzorati anche quel denaro che mi dite che abbia da spedirmi che m'imagino sarà per i Valenti, per conto pure dello stesso Verdari. Fate a questo, come anche alla nostra Viscontina , e a tutte le Amiche i miei distinti complimenti. Vi abbraccio con tutto l'affetto presentandovi quelli della mia Amica di Verona ed assicurandovi delle deboli nostre Orazioni, mi protesto di cuore

                                                            La Vostra Maddalena Canossa

 

PS. Aspetto la risposta per quella sotto Priora di Venezia, Don Pietro sta meglio.

 

(Timbro partenza ovale) V E R 0 N A

(Timbro arrivo)     3 GIU(gno)

 

A Madame

Madame Durini, née Trotti

sul Durino

             MILAN

                                                                                    213

(Tra i primi di giugno e il 26 luglio 1809)

 

Amatissima Carolina

 

Vi ringrazio del denaro che ho ricevuto secondo la vostra minuta, Mia Carissima Carolina.  Ho questa volta da incomodarvi per terminare quel certo affare della casa di cui tanto abbiamo trattato quando sono stata a Milano

Ma prima d'ogni altra cosa, ditemi vi prego, come sta la nostra cara Meda, che la Canonichessa mi scrive essere gravemente ammalata?

Voi altre Milanesi vi sbrigate tanto a santificarvi, che quando vi ammalate, mi fate tremare.  Ritorniamo agli affari.  Vi occludo la supplica per Sua Ecc.za il Signor Ministro Pensa, come me l'hanno fatta fare qui.  Notate che qui  non ho debito alcuno, riguardo ai frutti del capitale, avendo tutto pagato prima di spedirvi l'annessa supplica.  Notate di più che mi venne qui, da persona conoscente di cotesto Signor Ministro, fatto credere ch'egli abbia buona disposizione per questa Opera di carità, e la stessa persona non dubita ch'egli non la sottoscriva.  Avvertite pure, che venendo io da questo nostro Demanio pressata nuovamente per l'affrancazione del capitale, domandai un poco di tempo onde poter ricorrere a Milano; mi fu accordato, ma allora tutto in voce; mi fu bensì detto di domandare la stessa cosa in iscritto, come feci aggiungendovi anche la domanda d'esser sostenuta a Milano, unendo a questo nostro Direttore la copia della supplica, che vi occludo.  L'altro giorno dovetti scrivere al Marchese Casati per le Valenti, gli accennai questa petizione che vi mando e lo pregai di prestarsi colla solita sua bontà. Direttore Generale del Demanio

Credo quando avrò concluso questo che avrò terminato i miei affari con questo Reggio Demanio.  Salutatemi cordialmente tutte le amiche, raccomandatemi al Signore che ne ho più bisogno del solito, piena di obbligazioni e di affetto vi abbraccio di tutto cuore.

 

P.S. Se mai la petizione non andasse bene per mancanza di qualche legalità, a tanti altri disturbo, abbiate quello di farla ricopiare che già avete il mio foglio segnato.

                                                                                                               La Vostra Aff ma

                                                                                                               Maddalena di Canossa

214

Amatissima Amica

 

L'altro giorno scrissi alla Meda che le avrei rimandate le miniature, avendomi gentilmente esibito un modo di esitarle.  Mi si presenta questo incontro, onde, mia cara, ve le indirizzo perchè mi facciate il piacere di consegnargliele.  La persona che ve le consegnerà è il Signor Annesio Fusconi, persona di gran virtù, il quale passa per Milano per i suoi affari, ve lo raccomando in caso che egli si trovasse in qualche circostanza ove avesse bisogno de' vostri lumi.  Vi abbraccio di cuore e mi protesto tutta vostra.  La Mia Amica vi presenta i suoi complimenti.

 

Verona 26 luglio 1809                           

                                                                   La Vostra Aff.ma Amica

                                                                    Maddalena di Canossa

215

Amatissima Carolina

Vi mando la lettera per Carlotti che leggerete e farete il piacere di mettere voi l'indirizzo che non so.  Ho avuto una lettera del Demanio qui, nella quale mi si dice avere ordinato il Ministro delle Finanze, che dentro un anno paghi tutto il capitale della casa, in tre rate donde la prima entro il mese di dicembre prossimo, la seconda in aprile dell'anno venturo, e finalmente l'ultima in settembre del medesimo anno.  Siccome dunque non sono in caso di fare nessun di questi, penso quando sia per passare il Vice Re per queste parti (ciò che si dice probabile stante l'armistizio) presentarli io stessa una petizione per una proroga maggiore, alla quale possi soddisfare, di ciò non dico niente a Carlotti, pensando che sia meglio, in caso però, Cara Carolina, che voi giudicaste altrimenti, bruciate la lettera che per lui v'invio, e con un  vostro avviso ne scriverò un'altra.

Vi devo poi tanti ringraziamenti per quanto faceste per il signor Annesio Fusconi che vi raccomandai, egli ne ha scritto pregando che vi si facesse questi anche a nome suo, per me non mi sono meravigliata conoscendo la vostra amicizia per me, la quale era sicura che v'impegnerebbe per una persona che vi raccomandavo.  Addio, Cara Amica, salutatemi la Meda, la Canonichessa Melzi, la Viscontina e credetemi di cuore.

            La mia Amica vi presenta i suoi complimenti.

                                                                                                          La Vostra Aff.ma Amica

                                                                                                              Maddalena di Canossa

            Verona,  3 luglio 1809

 

            (Timbro partenza ovale)         VERONA P.P.

         (  Timbro  arrivo)                       MIL.(ano) AGO.(sto)

                                                               5

 

                  (Segue il solito indirizzo)

216

 

Amatissima Carolina

 

Ricevetti una risposta così compita dal Senatore Carlotti col rimprovero gentilissimo di non averli detto la risposta del Ministro siccome la venuta del Vice Re da queste parti non è succeduta, ne pare vicina, pensai di scriverli la lettera che vi occludo, pregandovi al solito di mettervi l'indirizzo, non sapendo i titoli di Carlottiperchè vi confesso che non sono in istato di potere  pagare mille ducati fra 5 mesi.  Al primo incontro vi manderò un giupponino fatto.  Fatemi il piacere di fare i miei complimenti al Marchese Casati e di dirli che ho ricevuto le 1100 lire milanesi di ragione Valenti e che le ricevute le manderò al primo incontro, riserbandomi a scriverle ad' altra occasione. Salutatemi le Amiche e credetemi di cuore.  La mia Amica vi presenta i suoi (complimen)ti.  State di buon animo, addio

                                                                                                                     La Vostra Maddalena

Verona S. Giuseppe 17 agosto 1809

     

(Timbro partenza ovale)        VERONA

( Timbro arrivo)            Mil. (ano).     AGO. (sto).

                                               19

A Madame                           

Madame Durini, née Trotti

Sul   Durino 

       Milan

  217

Amatissima Carolina, vi prego di consegnare l'occlusa a Casati, presentandoli i miei complimenti e pregandolo di consegnarla alla Signora Valenti. Quando vedete la Meda abbracciatela per me, e diteli che non creda che mi sia dimenticata della sua commissione, ma che per quanto abbia ricercato sinora non ho potuto trovare quel marangone che cerca. lo continuo però ad indagare e le scriverò ciò che potrò rilevare.  Ditele altresì che per i fiori non le scrissi io stessa che non era possibile servirla, perché il Signor Pinali mi disse che glielo faceva sapere lui, con quell'incontro le manderò i giupponini  finiti.  Vi abbraccio di tutto cuore.  Ricevete i complimenti della mia Amica, e credetemi di cuore

 

                                                                                                  La Vostra A ff.ma Maddalena

Verona 1 ottobre 1809

                                                           VERONA

                                                                  MIL.(ano) OTT.(obre)

                                                                                    3

                                                A Madame

                                               Madame Caroline Durini née Trotti

                                                  sul Durino

                                                               à  MILAN

218

Carissima Amica

 

Vi occludo una lettera che mi farete consegnare alla Canonichessa. Sono stata pregata da chi è scritta di raccomandarla alla medesima.  Diteli          facendole anche i miei complimenti, che ho sentito buonissime nuove della sua condotta.  Vi prego poi di dire a Casati, che so che il Signor Antonio Valenti ha scritto a sua madre e gli ha credo mandato una ricevuta nella quale vi è il riassunto di tutte quelle che ho io, e che gli spedirò alla prima occasione, fate anche a questo i miei doveri.  Cara Amica, è presto un'anno che ebbi il piacere di vedervi, ricordatevi di me col Signore, giacchè in questo non potrò avere il piacere di abbracciarvi.

Addio, Cara Amica, mille cose a tutte.  Gradite i doveri della mia Amica qui e credetemi di cuore

  

 Verona 25 ottobre 1809                                                      La Vostra Aff.ma Amica

                                                                                                 Maddalena Canossa

 

                                             VERONA

                                              MIL.(ano) OTTO.(bre)

                                                                     27

A Madame

Madame Caroline Durini née

Trotti

                        VERONA

 

                    à MILAN

nella contrada delle ore

nella canonica del Duomo

             219

            Carissima Amica

 

Sono desiderosa di sapere se siete ritornata dalla campagna, Mia Cara Carolina, non sapendo più se a Milano siete vive o morte.  Ho mandato i giupponini alla Meda, ho scritto alla Canonichessa e a Casati ma non so se la prima abbia ricevuta la roba, ne cosa ne sia di tutti gli altri.  Colla vostra solita bontà, favorite di qualche vostra notizia.  Con quest'incontro vi avverto che il Marchese Casati mi scrisse due mesi fa che aveva del denaro da consegnarvi per le figlie Valenti e pel loro padre.  Quando ve lo avrà consegnato, se non avete occasione pronta, vedete cosa sia di minor discapito il darlo a Marzorati, se può per altro spedirlo subito, o veramente mandatemelo per la posta.  Con voi, Cara Carolina, parlo con tutta la libertà ciò che non ardisco con altri, ma come sapete chi è alla testa di un'Opera di carità anche povera, come pure vi è noto, vi sono dei momenti nei quali non è possibile avanzare qualche somma benchè piccola, e dall'altra parte le persone che hanno da riceverlo, sono in tale necessità, che conviene darlo assolutamente.  Perciò mi raccomando alla vostra amicizia e destrezza, perchè senza scoprire ciò che vi ho detto, essendo io povera e superba, vedete che quando Casati ha del danaro si solleciti a mandarlo.  Aggradite i complimenti della mia Amica, fate i miei a tutte quelle di Milano, in particolare alla Visconti, ricordatevi di me col Signore, amatemi e credetemi tutta vostra.

 

                                                                                                                   La Vostra Maddalena

Verona 5 dicembre 1809

 

P.S.  Dimandate a Casati se sa niente che vi sieno disposizioni di ristringere Monasteri  per l'affare che gli scrissi tempo fa.          

220

Amica Carissima

 

Mi lusingo che sarete felicemente arrivata a Milano e che continuerete a godere buona salute.  Per risparmiare due lettere per  mancanza di tempo, v'incomodo voi alla quale voleva già scrivere. Favorite di dire alla  Canonichessa che il baule è stato gradito assai dalla Ferranti, dalla quale riceverà anzi una lettera, per parte mia poi ditele che l'abbraccio, e che la ringrazio distintamente della lana provistami, e de' libri della vita della vostra Cara Sorella la quale viene letta con gran profitto spirituale.  Ditele altresì che mi aveva scritto che me ne mandava una copia per me e una per Don Pietro, ma che ne ho trovato quattro, per conseguenza mi dica se sono nostre, acciò possiamo diffonderle per maggior bene.  Dite poi al Marchese Casati presentandole i miei complimenti, che ho ricevuto sollecitamente il danaro della famiglia Valenti che dica a Donna Marianna che io non mancherò di fare il possibile pel loro vantaggio.  Ditegli altresì, che quando vedrà il momento opportuno, farà una gran carità a procurare, come mi dice, l'assicurazione della dote alle ragazze.

Ciò che mi avete detto avervi significato il Canonico rapporto alla mia andata a Venezia, se altro non succede, è al momento di verificarsi, avendomi scritto essere necessario che mi trovi colà al fine di questo mese.  Che bella cosa sarebbe stata, se fosse stato un mese fa, che avrei potuto unirmi con voi, e godere la Cara vostra compagnia.  Non ne fate però parola con nessuno, atteso che la mia famiglia non sa niente di quest'affare, e aspetto ancora alcuni giorni per parlarne.  Solo vi prego se mai sapeste che qualche buona Signora milanese, avesse in questo tempo occasione di portarsi a Venezia, mandatemela con qualche scusa d'una vostra lettera, o altro che così se dovrò partire, vedrò di unirmi con questa, senza suo incomodo s'intende, ma solo per la compagnia, benchè  come potete credere, prendi meco una compagna.  Sarei anche a pregare di una lettera di raccomandazione per vostra sorella, niente per altro s'intende, senon che perchè in un paese forestiero, si ha piacere di avere una conoscenza di più; ma in questo caso si tratta d'avere quella della sorella della mia Carolina, alla quale sono tanto attaccata, e alla quale ho tante obbligazioni.

Ho ricevuto la cara vostra lettera, mentre aveva scritto la maggior parte di questa.  Sarete servita colla possibile sollecitudine, e vi  unirò anche l’orazione funebre  dell’arciprete Balestra.

Gradite  i  doveri  della  mia  Amica  e  credetemi  con  tutto l’affetto

 

  La Vostra Maddalena

Verona  7   Aprile   1810                                                 

                                                                                                                                                                   221

Amatissima Carolina

 

Dopo avervi scritta l'ultima mia, credetti dovere significare alcuni riflessi al Canonico prima di fissare la mia partenza, perciò, Mia cara, non posso dirvela certa sino che non ho una risposta decisiva, allora ve lo scriverò con sollecitudine, e con quell' jncontro vi scriverò anche ciò che la Canonichessa brama sapere intorno all'importo del baule spedito da Marzorati.  Ho uno dei libri che mi avete commesso, e mi danno lusinga di darmi l'altro prima dell'Ottava di Pasqua, ma vedrò di sollecitare possibilmente per averlo.  Riguardo al passaggio della sorella di vostro cognato, a me nulla impedirebbe se deve andare né il proseguire che essa fa per Venezia per la posta, nè il non avere luogo nella propria carrozza, giacchè io pure per non fermarmi in veruna locanda, bramerei continuare dirittamente col legno mio, e colla posta per Venezia, onde se pernottasse una notte sola in Verona, potressimo accommodarci per unirci, ma sull'incertezza, se questa Dama come vi dissi restasse una notte, datele una lettera per me, ma aspettate a dirle niente sino che non vi scrivo.  Voi ci fate delle bellissime supposizioni, Mia Cara, sul mio coraggio e sulla mia generosità.  Vi assicuro con quella confidenza che come Amica vi porto, che se si trattasse di parole ne sarei piena, ma che per i fatti non ho nè uno nè l'altra, e se vi scrivo che il Canonico m'abbia detto di non andare, credete che è la mancanza di ciò che voi supponete, che glielo fa dire, e che se sentite che vado, dite che avendo egli supposto dalle mie parole, che io avessi quello che voi credete, è andato avanti ne' trattati ed essendo per cominciare mi prende per un poco per ripiego.

Raccomandatemi al Signore perchè mi conceda quello che ho bisogno, e che mi perdoni l'opposizione che feci, quando fui al momento forse di servirlo. La mia Amica vi presenta i suoi doveri.  Addio mia Cara, amatemi e credetemi

 

                                                                             La Vostra Amica Maddalena

   Canossa

Verona 15 aprile 1810                                                                                                 

               

222

Carissima Amica

 

Dal Signor Marzorati riceverete le due Orazioni funebri dell'Arciprete Balestra.  Non ho potuto consegnargli gli altri due libri che mi avete commesso, l'uno perchè non l'ho potuto ancora avere, l'altro perchè era di troppo volume.  Non ho approfittato dell'occasione della Marchesa Saporiti che tanto gentilmente mi avevate procurata, essendo la mia partenza ritardata, forse sino alla metà di maggio.  Raccomandatemi molto al Signore in questo tempo avendone assai bisogno.  Sono a pregarvi nuovamente d'informarvi, pregando dello stesso il Marchese Casati, se le novità che qui si dicono di restrizioni o soppressioni di Monasteri sia vera, e favorite di un riscontro il più sollecito potete. Le mie Terese si raccomandano a voi e a Casati. In somma fretta, abbracciandovi di tutto cuore, vi porto i complimenti dell'Amica e mi dico

 

                                                                                               La Vostra Aff.ma Maddalena

S. Giuseppe: 27 aprile (1) 810                                                         Canossa

 223

Amatissima Carolina

 

Vi scrivo al momento di partire, e affollata di affari come potete credere. Venerdì sera sarò a Venezia a Dio piacendo, e sabato, essendo il giorno ove si comincierà qualche bene, raccomandatemi e fatemi raccomandare al Signore, accio ogni cosa riesca bene. Vi scriverò quando sarò arrivata. La mia Amica qui che lascio in mio luogo, vi manderà  i libri col primo incontro, e vi prego, Mia Cara, se avete qualche nuova da darmi sopra quello che vi dimandai  de' Conventi, di scriverlo alla medesima come farà ancor essa se lo permettete, in qualche caso, ove la vostra Amicizia per se sempre si adopera. Vi prego ancora, Mia Cara amica, d'informarvi dalla Viscontina che mi saluterete, se rice­vette quella mia lettera, nella quale la pregavo di diverse informazioni per quell'affare di Lione,