LETTERE DI S. MADDALENA DI CANOSSA

 

ALLA  CONTESSA CAROLINA DURINI

251

Carissima Amica

 

Mi affretto di darvi notizia della morte di Angela Brocciardi perché sospendiate le ulteriori ricerche per le Fedi, ringraziandovi. mia cara Carolina di tutti i disturbi, che per essa vi siete presa.  Non vi prendete pensiero che il ritardo di queste Carte abbia portato veruna alterazione nella cosa, che già se anche le Carte ci fossero state avressimo incontrato altri obbietti per i quali non si avrebbe potuto effettuare il matrimonio.  E' molto tempo ch’ io sono priva delle care vostre notizie, vi suppongo in campagna o prossima ad andarci. Ho sentito con vero dispiacere la gran perdita che avete fatto del Padre de' Vecchi. Il Signore però è quello che così ha disposto, egli sa meglio di noi ogni cosa. Datemi nuova come se la passa il Marchese Arconati, la Canonichessa e la Giulia Meda. Io sto bene, sono ancora a Venezia dove credo mi tratterrò ancora qualche mese. Se quest’anno voi verrete a trovare vostra sorella nell’ ottima stagione di gennaio credo che ci vedremo qui. Quando mi favorite datemi notizia della salute del Marchese Casati che tanto desidero sentire ristabilito. Sappiate che sono stata a Padova circa quindici giorni, essendo ivi andata per qualche piccolo affare coll’ intenzione di non fermarmi che quattro cinque giorni, ma le acque tanto alte mi obbligarono a fermarmi due settimane, onde vedete che ancor io feci la mia villeggiatura. Addio, cara amica, i miei complimenti a vostro marito, e tante cose alle amiche. Vi abbraccio di tutto cuore, e sono piena d’affetto, e di amicizia tutta vostra pregandovi molto di raccomandarmi, e farmi raccomandare al Signore. Il Signor Don Lorenzo mi commette i suoi complimenti. Addio, cara amica, sono di cuore

 

                            La Vostra Maddalena

Venezia 28 ottobre 1812                                                                  Canossa

 

P. S. Appena scritta la presente ricevetti una pregiatissima vostra lettera nella quale voi mi dite

         alcune cose di quelle che in questa vi ricordo, nondimeno ditemi specificatamente le notizie

         delle persone che vi domando qui sopra.

252

Carissima Amica

 

Due sole righe stando io colla speranza che perché sono io a Venezia in quest'anno non resterò priva del piacere di vedervi, lusingandomi anzi che finalmente potremo stare un qualche giorno assieme. Per non perdere l’uso d'incomodarvi, vi mando i nomi dei fratelli della Colomba  Dragoni, la  quale seppi altro che adesso essere nativa di Marignan, che suo padre si chiamava Giuseppe, ed i suoi fratelli, l'uno Pietro Antonio, l'altro Franco Antonio, un’ altro ancora Fermo Antonio, un'altro Carlo Antonio, finalmente un'altro Giovanni Antonio. Alcuni dei quali essa dubita sieno entrati nel servizio militare, li altri li suppone impiegati.

Non mi diffondo di più nella lusinga dettavi di sopra.  Cara amica, la Viscontina, che vi prego abbracciare per me, come anche le altre amiche, dovrebbe venire con voi, e stare in casa con me, sino che voi vi trattenete a Venezia, giacché  per voi, mia cara Carlina, conviene che mi contenti di avervi qualche giorno.  Raccomandatemi al Signore, e fattemi raccomandare, che vedrete quanto ne ho bisogno.  Vi abbraccio di tutto cuore. I miei complimenti, a  vostro marito, a vostra suocera, ed al Marchese Casati. Addio di cuore. Il Signor Don Lorenzo Piazza mi commette i suoi complimenti.

 

                                                                           La Vostra Maddalena

  Venezia 11  gennaio 1813                                            Canossa

                                                                                                                                                

 

       Mil. (ano)  GEN. (naio)                Distr. ….              VENEZIA

                            15                                               16   GEN.  ( naio)

                           

A Madame

                Madame Caroline Durini nèe Trotti

sul Durino

 

                                    MILAN

                                                                                                                                                   253

Carissima Amica

 

Riscontro subito la carissima vostra lettera, ringraziandovi di cuore, anche da parte della Signora Leopoldina della lettera di Lione, che avete favorito di mandarvi.  Vi confesso che ho ben pensato sareste stata occupatissima al vostro arrivo, ma avrei desiderato che mi diceste se il rimanente del vostro viaggio sia stato felice.  Cara amica, sempre mi ricordo quanto piacere io abbia provato nel nostro viaggio, vado divisando non nella ventura ma nell'altra settimana il mio ritorno in Venezia, già ve lo scriverò come siamo intese.  Vi occludo una lettera di una delle mie ragazze, la quale ha una sorella a Milano, maritata per quanto asserisce sua madre col Marchese Villani, e vi prego semplicemente a fargliela tenere.

Vi prego poi di dire al Marchese Casati al quale presenterete i miei complimenti, e quelli della Signora Leopoldina, che i due sposi delle giovani Valenti, trovando una spesa troppo forte l'atto notarile rapporto alla dote, venendo qui assicurati che farebbe lo stesso effetto una ricevuta legalizzata, e registrata bramerebbero che Donna Marianna ne fosse anche essa contenta.  Attendono su di questo una qualche risposta.  Io pure spero vorrà favorirmela sulla lettera che voi gli portaste perche  bramerei come voi sapete, nei cinque mesi che ho di tempo, combinare il detto affare.  Sappiate poi, che io stò con un poco. di péna, perchè nei plichi che mi avete consegnato mi pareva devesse esservici uno diretto al Marchese Carlo Sagramoso, e non ne trovai che quattro nella mia cappuccina, e nessuno diretto a questo signore, trovai solo una lettera per lui. Favoritemi di dirmi se mi sono ingannata e se il plico vi è restato. Addio, cara Amica, ricordatevi di me con il Signore, abbracciate le Amiche, e dite alla mia Giulia che mi faccia la grazia di ringraziare suo cognato il Marchese D’Adda della vita che ebbe la bontà di mandarmi della degna sorella della cara Giulia.  Ricordate Don Strambi alla Amica Canonichessa. I miei doveri al vostro marito, salutate la vostra Cecca, di nuovo ringraziandovi di tutto vi abbraccio di tutto cuore, e sono

                                                                              La Vostra Maddalena di Canossa

Verona San Giuseppe li 3 Marzo 1813

                                                                                 254

Carissima Amica

 

Non essendomi stato possibile scriverci prima di partire da Verona come desideravate e come io pure desiderava, lo faccio appena ritornata a Venezia per dirvi che grazie al Signore ho fatto un felicissimo viaggio.  Non vi posso ancora dare le nuove di vostra sorella, di veduta cioè, essendo appena arrivata, ma  state certa di tutta la mia premura, ed il  mio desiderio di servirvi, e che farò per quanto mi sarà possibile ciò che bramate, con tutto il cuore come se foste voi. Non so perché siate divenuta tanto laconica nello scrivere, suppongo già, ma nemmeno me lo avete detto, che abbiate fatto un viaggio. Vi ricordo quell’ affare di quella persona di Macerata che voi conoscete. Sono poi  a  pregarvi di darvi e se non potete voi, farmi qualche risposta di quell’affare di cui scrissi al  Marchese Casati, che vi prego di riverire e che forse non avrà potuto rispondere per la sua salute, perché il  tempo ci resta da terminare l’affittanza della casa in cui siamo si va stringendo, e se fosse possibile, vorrei  concludere l’ altro prima che terminasse. Veramente vedo che sempre vi do nuovi disturbi, ma già sapete che in ogni cosa nella quale il Signore si è degnato impegnarmi, voi avete sempre cooperato. Tanti complimenti a vostro marito, tanti saluti alle amiche ed alla Cecca. Vi scriverò poi un’ altra volta ciò che mi fu risposto relativamente al mio venire a Milano, il quale è condizionato, come poi diffusamente vi dirò. Intanto raccomandandomi molto alle vostre orazioni, e pregandovi anche di  farlo fare dagli altri, portandovi i complimenti del Signor Don Piazza, di vero cuore vi abbraccio, e sono per sempre

 

                                                                     La Vostra Aff. ma Canossa

Venezia 27 marzo 1813

.

 

          MIL. ( ano)   MAR. ( zo )          Distibuz. II                VENEZIA

                         29                                                 

( Segue il solito indirizzo)         

                                                                                                                                                      255

Carissima Amica

 

Forse direte che vi disturbo troppo presto mia Cara Carlina, ma trattandosi di una cosa che vi darà allegrezza mi sollecito a dirvelo. La Signora Maria è stata da me a portarmi quelle immagini di cui vi ringrazio anche voi e mi ha detto di scrivervi che ringrazia il Signore che sono quieti. Io poi vi dirò che sono stata a trovare vostra sorella e che siamo state sole un tratto di tempo, che l'ho trovata di ottimo umore e di buona salute assai meglio di quando eravate qui.  Ho veduto anche vostro cognato e sta anch'esso benissimo.  Vi assicuro che mi ha trattato con tutta l'ami(ci)zia, ed una di queste mattine verrà da me col Carlino e state quieta che io farò quanto potrò a norma di quanto mi avete detto.  Vi ringrazio della vostra risposta che oggi ricevetti, farò quanto mi dite per quel ottima persona che ha bisogno di orazione.  Ricordatevi di non dimenticarvi di me col Signore.  Vorrei sentire il  Marchese Casati rimesso fate al medesimo i miei complimenti come pure a vostro marito.  Vi abbraccio di vero cuore, e sono per sempre

                                                                                                                La Vostra Maddalena

Venezia 3 aprile   (1)813

 

PS. Devo aggiungere un nuovo ringraziamento dopo scritta la presente ricevei le cento immagini che voi mi avete favorito e delle quali vi ringrazio tanto. Vostra sorella me ne aveva favorito cinquanta delle quali vi ringraziava di sopra credendo che fossero quelle che mi diceste.  Se fosse possibile vorrei che sollecitaste Casati perché le località sono all'asta per la risposta.

 

V E N E Z I A

                                                                                    D………

12 aprile

                A Madame                                                                                                                       

Madame Durini née Trotti

sul Durino

                   Milan

256 

Carissima Amica

 

Io credo che vi farò ridere, mia cara Carolina, perché direte, che Venezia è la città dei progetti, ed avete ragione, ma le necessità sono quelle che danno occasione di progettare, senza poi sapere l'esito dei progetti.  Siccome sapete che nell'Ospitale si trovano tante volte giovani, o donne di buona volontà, ma senza appoggio, e che d'altronde le famiglie di timor di Dio impazziscono per trovare donne cristiane, e di abilità per servire ad un Religioso, è venuto in pensiero che sarebbe necessario formare una Casa per le Convalescenti che non hanno appoggio quando sortono dall'Ospitale per ivi terminare d'istruirsi nelle cose del Signore, e stabilirle nella vera strada di cristiane, ed oltre ciò istruirle, ed abilitarle nei lavori e servigi addattati allo stato di servizio per cui devono essere formate.  Questo Religioso sapendo che l'aria del nostro Paese, ossia del Monte Baldo sente con piacere i progetti me lo raccontò, ed io come potete immaginarvi, benché ridendo, glielo approvai, e lodai molto, perché questa sarebbe una cosa assai consolante per chi deve frequentare l'Ospitale, dove poi, perché non abbiamo mezzi, ci conviene abbandonare la maggior parte di quelle, che sortono vedere che tutte le Convalescenti, che non hanno ricovero lo possono avere se vogliono.  Mi è sovvenuto esserci in una città una Casa dove si educano delle giovani per serve, ed ho un ombra nella mia mente che questa città sia Cremona, o Genova.  Se mai fosse la prima  sarei a pregarvi, prima d'informarvene, e se detta Casa c'è procurarmene le Regole, che detto Religioso addatterà poi alle circostanze di questo Paese, e di quest'Opera, ch'egli va ideando.  Se non fosse Cremona, e sapeste in qual città vi sia detta Casa, parendomi che siate stata voi che me ne abbia parlato.  Se poi  sarà a Genova, pregherò mia cognata di procurarmele.  Spero che avrete ricevuta un 'altra mia, nella quale ve ne aveva acclusa una pel buon Marchese Casati; se mai sapeste una qualche cosa relativamente quell'affare  per cui ho incomodato Casati favoritemi di dirmelo, perché avrei bisogno di saperlo, prima del termine della locazione di questa Casa ove sono.  Mia cara Carlina, ricordatevi che il mio bisogno d'orazioni è grande e che vi prego a non dimenticarvi col Signore la vostra amica, che vi assicuro ne ha un bisogno particolare.  Non posso darvi ulteriori notizie di vostra sorella, non avendola veduta dopo l'ultima lettera che vi scrissi, ma forse la vedrò per consegnarle ancora questa.  Salutate tutte le amiche. I miei complimenti a vostro marito, ed i miei rispetti a quella persona rispettabile che sapete.  Il Signor Don Lorenzo vi presenta  i suoi complimenti, ed ha il piacere di darvi buone notizie dell'Opera di Santa Catterina.  Di tutto cuore vi abbraccio, salutate la Checca, e credetemi per sempre

 

 La Vostra Canossa

 

Venezia  12 giugno 1813

                                           257

Carissima Amica

 

Ebbi nuova da Verona del passaggio del Marchese Casatti poco dopo avere ricevuto la carissima vostra lettera in data 8 luglio.  Egli pure disse alla Leopoldina che la (pe)tizione del Signor Alessandri non era ancora arrivata. Qui invece assi(curano) che da molto tempo è partita con una favorevolissima informazione per parte di questo Demanio, assicurandomi che se la data tale ha detto la verità, essendo quella località veramente scompaginata. Vedrò meglio la cosa e poi credo che farò come mi suggerite di scrivere cioè al medesimo a Valdagno. Intanto vi ringrazio di quanto mi scrivete, e vi confesso essermi giunta la lettera tanto tardi perché mi dispiaceva darvi tanto disturbo approfittando del modo da farvela avere sollecitamente. Mi r(alle)gro di sentire che la Canonichessa sia un poco rimessa, ditemi se è stata incomodata dal suo solito disturbo, pel quale so che aveva una cura che tanto le giovava, ma che difficilmente poteva avere, che se fosse quello, ricordatele il rimedio della corteccia del ramo delle rose rosse, la corteccia verde già s’ intende, colla quale cavata, che sia , si fanno delle pillolette, e si prendono due la mattina, e due la sera, ma con(vien) continuare. Abbracciatela per me, come per Giulia, e la Viscontina; quest’ ultima si vede che il Signore la vuole per lui solo. Ho ricevuto la lettera del degnissimo Padre de’ Vecchi, il quale mi  domanda due maestre per la casa diretta dell’ottimo vostro cognato, dalla Melzi, e dalla Canonichessa. Mia cara Carlina, ho già scritto al medesimo con quanto dispiacere con li passa  servire, ma voi avete veduto quanto siamo in piccolo numero, e come non possiamo ancora supplire nemmeno possabilmente all’Opera qui.  Vi prego assicurarli anche voi, che la sola impossibilità è quella che m’ impedisce il servirli, e voi ne siete stata oculare testimonio. Vi accerto, cara amica, che se fossimo tre volte di numero di quello che siamo, non potressimo, veramente bastare ai bisogni di qui, vedete poi se possiamo averne in così poche, due dar  poter dare. Assicurate quella rispettabile persona  della miserabilissima mia memoria dinanzi a Dio, e lo farò come mi dite, ma egli poi faccia la carità di ricordarsi di me, e di pregare il Signore che si degni d’esaudirmi. Vostra sorella so che sta bene, e la Maria fin’ora se la passa bene.

Oggi anzi vado a vederla, e se sarà possibile ve ne aggiungerò qualche notizia. Ricordatevi anche in seguito di star quieta, per essa, che io cercherò di fare quello che potrò e secondo le circostanze; non dubitate che lascierò le altre cose per andarci  con frequenza se ci sarà bisogno. Addio, cara Amica, vi  abbraccio di tutto cuore, raccomandatemi al  Signore, aggradite i  complimenti  del Signor Don Lorenzo, presentate i miei a vostro marito, e a vostro marito, e a  vostra suocera, amatemi, addio

                                                                                                                    La Vostra Canossa

Venezia  17 luglio 1813                                              

 

P. S. Mi dimenticavo di dirvi che il  Padre Marco Marinelli, da voi ben conosciuto mi scrive dal Tirolo Trentino dove egli è a predicare, perché vi scrivessi di essere stato di fresco consegnato nel collegio, o Quartiere delle Guardie di onore certo Giovanni Battista  Valenti del Cagliano nel Trentino. Ed egli sarebbe a pregarvi della carità di farlo chiamare, ed una qualche volta il mese lo faceste da voi venire in qualche quarto d’ora solo per ricordagli le massime cristiane, e vedere che conservasse quelle che ha. Vi confesso che io pensai che forse tal cosa non vi piacesse tanto, ma pensando dall’altra parte che trattasi di un vero bene, pensai altresì che se non vorrete parlargli  voi, gli farete da qualche persona parlare, e tra queste mi passò per pensiero anche il Canonico Tosi, che non so poi se sia opportuno.

                                                                                                                                                                                                                 

258

Amatissima Carolina

 

Rispondo a due carissime vostre lettere, mia cara Carlina, e prima ma di tutto vi dirò che vostra sorella sta bene, e come già saprete la signora Maria se l'ha sempre passata bene.  Sono stata a trovarla, e se il Signore non avesse voluto farci la grazia che ci ha fatto di far star bene la Signora Maria, ci sarei andata molto più  ma lo trovai superfluo, nondimeno come vi dissi ci sono stata, e ci anderò.  Vedete, mia cara amica, che a poco a poco il Signore vi consolerà intieramente.  Perdonatemi però, mia cara, ma non vorrei che ancor voi aveste la bontà di agitarvi per le agitazioni di vostra sorella.  So bene quanta forza vi farete per non farlo, ma credetemi, state tranquilla per ogni rapporto.  Ho avuto. il contento di vedere qui il buon Marchese Casati, il quale, come pure saprete, è venuto a trovare vostra sorella.  Abbiamo parlato dei miei affari, i quali, come egli vi dirà, ho tutto il motivo da sperare in bene, solo perché sono in un termine che nessuno di noi possiamo giovare in niente, ed io spero che il Signore facendo adesso solo, accomoderà tutto.  Ricordatevi per questo oggetto qualche Ave Maria, perché il Signore faccia la santissima sua volontà.  Molto mi rincresce la morte del Canonico Mozzi, benché non avessi l'onore di conoscerlo, dite bene, mia cara Carlina, che .molti santi vanno alla Patria, e che noi restiamo privi di tanti conforti, e stimoli per la nostra conversione.  Per verità ci accomoderebbe anche a noi di andare dove essi vanno, ma bisognerebbe che anche noi  avessimo fatto quello che hanno fatto loro.  Anche quella compagna di San Giuseppe che si chiamava Annetta è andata come spero in Paradiso, facendo una morte da santa, come visse, nondimeno la raccomando alla vostra carità.  Vi ringrazio di quanto avete fatto per servire il Padre Marinelli, al quale significherò quanto mi dite.  Ci vuole pazienza se era partito.  Dalla Dama Michieli ho ricevuto l'altra vostra lettera contenente quelle due sante immagini, delle quali vi ringrazio.  Ammirate, mia cara, la debolezza della vostra amica, ma sappiate che con tutte quelle croci voi mi avete spaventato.  Ho trovato la Michieli come me l'avete descritta; vale a dire molto buona.  Sappiate anzi che quando fu qui S.A.I. la Vice Regina, detta Dama raccontò alla medesima questa istituzione, e la Principessa mostrò molto aggradimento.  Rapporto alle Regole dello Stabilimento delle Serve di Genova, mi farete un singolar favore a procacciarle a chi il Signore ha dato il pensiero, ed a mandarmele.  Se poi vi saranno bisogno d'ulteriori lumi per verità, io non ho in quella città carteggio veruno, conosco solo la sorella più giovane della mia buona cognata, la quale, come sapete, vi si è da pochi mesi maritata.  Non mi pare, benché  come pure sapete sia anch'essa tanto buona, un affare per una giovane sposa.  Sapete chi potrebbe essere in istato di darvene delle cognizioni, o di procurarcele, la Dugnani che deve essere amicissima di una Dama genovese di gran pietà che credo sia la BalbiMa anche alla Dugnani conviene che abbiate il disturbo di parlarci voi, giacché  sapete come abbiamo sempre avuto la sfortuna di non poterla trovare né vedere quando io fui a Milano. Il signor Don Lorenzo mi commette i suoi complimenti. Io vi prego dei miei a vostro marito, come anche dei miei a vostro marito, come anche  dei  miei rispetti a quella persona che sapete, raccomandandomi caldamente alle sue orazioni. Quando mi  scrivete, ditemi  come se la passa l’amica Viscontina, riveritemela, come anche tutte le altre. Aggradite i doveri delle mie compagne, ed abbracciandovi di vero cuore mi protesto

                                                                                                           La vostra Amica Canossa

Venezia  7 agosto 1813

259

Carissima Amica

 

Io vi debbo mille ringraziamenti, mia cara Carolina dei libretti che mi avete favorito, singolarmente di quello del Santo Crocifisso. Non posso dirvi quanto mi sia stato caro e quanto ve ne ringrazio.  Sono piena di affari, perché sabato sono per passare nella nuova casa dove spero potremo assistere molte povere.  Ricordatevi che molto mi  raccomando alle vostre orazioni   perché il Signore, faccia

quello che voi supponete sia fatto, cioè mi metta l'originale del libro nel cuore.  Fate i miei complimenti al Marchese Casati, assicurandolo che sempre nelle nostre povere Orazioni ci ricorderemo il bene che ci ha fatto.  Vostra sorella, come già saprete, non è a Venezia da un po' di tempo, ma credo abbia intenzione di ritornarvi in questo autunno.  Mi sono trovata alla necessità di approfittare della di lei bontà e come conoscete la mia superbia potete credete che fù per l'unione delle circostanze, anzi io non voleva acosto d'ogni cosa incomodar essa, ma fu la Maria che lo fece di sua testa ed io le sono obbligatissima, vedete quanto sono lontana dall'avere quel originale nel cuore. La Maria mi raccomandò che quando scrivete alla Paulina calmiate e facciate coraggio.  Aveva questa ultima un estremo desiderio di venire a Brescia, datele speranza che tanto non i'starete a vederla, insomma procurate scriverle in lungo e allegramente.

Debbo poi incomodarvi nuovamente per la figlia della Brocciardi la quale essendosi trovata persona che per lei s'interessa sarebbe per essere collocata probabilmente in un ritiro se fosse

possibile avere la sua fede di battesimo.  Figuratevi che questa bambina si ritrova peggio che su d'una strada. Essa nacque a Vercelli e si chiama Giuseppina Maria o Maria Giuseppina, figlia di Angela Brocciardi e di Carlo Gravina.  Il padrino del Battesimo fu l'oste dell'ostaria grande sul corso.  Ha l'età di circa sei anni.  Se vi fosse dunque possibile rinvenire questa fede e mandarmela anche per la posta mi fareste una gran carità.  Vi ringrazio della risposta che mi date di Genova, speriamo però che la Dugnani potrà dirvi delle cose più dettagliate col mezzo della Balbi e quando le avrete e potrete (scrivermele) mi saranno molto care.  Se anche non potrete avere un dettaglio minuto, ditemi tutto quello che saprete.  Le compagne vi presentano i loro doveri; state certa che debolmente non vi dimenticheremo, ma voi pregate e fate pregare per noi.  I miei soliti complimenti e i miei rispettosi doveri alla persona a cui portaste quella santa immaginetta e raccomandatemi molto ma molto in particolare adesso nelle sue orazioni. Vi abbraccio con tutto il cuore e sono col più vero attaccamento, addio.

 

Venezia 7 ottobre (1)813                                                              La Vostra Maddalena Canossa

 

                                                                                                               VENEZIA

A Madame                                                                                              Distrib.  (zione) IV

Madame Caroline  Durini  nèe                                                               11 OTTOBRE

Trotti                                                                                                    

Sul Durino

                                           MILAN

 

 260

Carissima Amica

 

Ricevetti la Carissima vostra in data 6 ottobre.  Mia cara Carolina, vi assicuro, ed assicurate voi per me quella buona giovane che non mancheremo di raccomandarla al Signore, perché, come mi dite, si adempia in lei la Divina Volontà.  Potreste, se non l'avete fatto, regalare alla medesima uno di quei libretti che mi furono tanto cari perché intanto studiasse bene l'originale che ha da copiare.  Sono passata sabato ad abitare nella nuova casa dove, tra qualche settimana, apriremo la scuola per le ragazze di Canal Reggio.  Veramente per il daffare che abbiamo avressimo bisogno di qualche altra compagna, ma che sia veramente come voi dite sia questa.  Ricordatevi di raccomandarmi e farmi raccomandare al Signore.  I miei complimenti al Marchese Casati, ed alle amiche.  A vostro marito già s'intende.  Mi dicono che vostra sorella si fermi tre mesi in villeggiatura, onde non la potrò vedere per molto tempo.  Il Signor Don Lorenzo vi presenta i suoi complimenti. Vi abbraccio di tutto cuore, e sono piena di attaccamento

 

                                                                                                                   La Vostra Canossa

Venezia  14 ottobre 1813

 

 

                                                                                                          VENEZIA                       

MIL.(ano) OTT.(obre)                                                                           Distribuzione  II                                                    

                                                                                                               19 OTTOBRE

          A Madame

         Madame Caroline Durini

          née Trotti

         sul Durino

                                 MILAN                 

261

Carissima Amica

 

Sono piena di desiderio di sapere le vostre notizie.  Mia Carissima Carolina, non potete pensare quanto mi stiate al cuore.    O' avuto vostre nuove col mezzo di vostra sorella due mesi circa sono, m'adesso le voglio da voi.  La vostra amicizia avrà desiderato le mie ne’ mesi scorsi. O' il piacere di darvele ottime, ed il Signore mi fece la grazia di passarmela sempre bene.  Dovreste fare adesso il viaggio che non faceste questo gennaio, e procurare a vostra sorella e alla vostra Maddalena il piacere di abbracciarvi.  Ditemi come sta la cara Viscontina?  Le altre amiche? il buon Marchese Casati? vostro cognato? La famiglia Castiglioni, ma prima di tutti, ditemi come sta il vostro buon marito e tutta la vostra famiglia?  Vi abbraccio, Cara amica, di tutto cuore.  I miei complimenti a tutti , ed i miei rispettosi doveri all’ Arcivescovo di Macerata.  Amatemi e credetemi di cuore , ma scrivetemi subito, dirigendo direttamente la lettera a Santa Lucia.

 

                                                   Di Voi Carissima Amica

                                         

La Vostra Aff. ma Amica

Maddalena di Canossa

Venezia 4 maggio 1814                                                     

                                                           VENEZIA    Distrib. I

 A Madame                                              7MAG. (gio)

A Madame Caroline Durino

 Nèè Marquise Trotti

Sul Durino

À MILAN

262

Amatissima Carolina

 

Finalmente ò ricevuto una carissima vostra lettera, amatissima Carolina, ma quanto cara mi fu questa, altrettanto mi è dispiaciuto di sentire che avete sofferto con raffredore si lungo.  Ditemi se avete preso il vostro Lichen colla china e col latte che sapete avervi tanto giovato l'altra volta.  Qui pel raffreddore così lungo adoprano, per quanto mi dicono, con molto vantaggio, la lagrima d'abete, fate poi quello che il vostro medico, il quale conosce il vostro temperamento ed il vostro clima, vi suggerisce.  Potete credere quanto m'abbia dispiaciuto il buon Don Lorenzo, il Signore à voluto coronare la di lui carità sollecitamente, raccomandatelo al Signore, benché io creda ch'egli preghi per noi.  Riguardo a quest'opera, il Signore ci á assistito tanto, che non posso dirvi di più.  Sappiate che sono obbligatissima anche a vostra sorella, e a vostro cognato, essendosi anche di essi servito il Signore per assisterci.  Pregatelo, cara amica, perché corrispondiamo alle sue misericordie.

M' immaginava che il santo Vescovo di Macerata sarebbe partito da Milano, e m' immaginava anche la vostra dispiacenza, ma già vediamo per esperienza che conviene veramente essere distacati da tutto.  Avete veduto quanto vi è costato il degnissimo Padre Fontana eppure egli à suplito a tutto.  Ditemi un poco, s'egli è stato liberato insieme col Santo Padre, e se lo à seguito nel suo trionfo. Del Canonico Paccetti non ne ò notizia diretta, ma ò saputo ch'egli era a Loreto dove fece il quaresimale.  Credo, che non mi abbia scritto perché sono stata del tempo dopo la liberazione di Venezia senza sapere dov'egli fosse, e per conseguenza, non potei mai scrivergli, se non che tre giorni sono, non so dunque cosa pensi.  Soltanto questa mattina, ò saputo essere ritornata a Venezia vostra sorella, domani anderò a vederla e se potrò, vi aggiungerò una riga.  Se mai poi per la posta non potessi farlo in tempo, ve lo scriverò un'altra volta.  Gli incomodi della vostra salute dovrebbero essere un motivo di più per farvi viaggiare, per verità, ò voglia di vedervi, ma se non altro vorrei sapere che foste veramente rimessa.  I miei complimenti a vostro marito, abbracciate per me le amiche, riveritemi anche il marchese Casati, e ditegli che è stato per me un massimo sollievo trovarmi in questo convento il tempo del blocco, e che sempre gli sarò obbligatissima .

 

Addio, Cara amica, vi abbraccio di tutto cuore, raccomandandomi alle vostre orazioni , vi protesto, che sono, e sarò sempre

 

                                                                   Di Voi  Carissima Amica

  Venezia Santa Lucia li 17 maggio 1814

                                                                        

                                Ho trovato vostra sorella bene   e di buonissimo umore

                                                                                                                      La Vostra Amica

                                                                                                               Canossa                                    

           MIL.(ano)MAG.(gio)

                             27                                                                                          Distr……..

  A Madame                                                                                                  27 MAG. (gio)   

Madame la Comtesse Durini

Nèè Marquise Trotti

Sul Durino

             À MILAN  

263

Carissima Amica

 

Vi occludo due righette di risposta alla Signora Maria.  Ve la raccomando, mia cara, cercate di formarla nella negazione della propria volontà, e soprattutto avvezzatela a vivere in un vero spirito di fede, che non cerchi altro che Dio solo in tutto, altrimenti non si troverà contenta in questa vocazione la quale, credetemi, non ha umani sollievi e se sarà contenta essa, non sarà contento il Signore, come succede alla vostra amica.  Ho poi da lamentarmi con voi perché niente mi dite della vostra salute, né di ciò che tanto vi domandai delle altre amiche, di Casati e di vostro cognato, tanto più che da vostra sorella ho saputo che avete sofferto oltre la vostra malattia, anche per la altre combinazioni.

Voi già soffrite a scrivere, ma fate come faccio io, che prego qualche persona di farlo per me.  Vi confermo le buone nuove di vostra sorella, state allegra, raccomandatemi al Signore, vi prego dei miei soliti complimenti ed abbracciandovi di cuore, piena d’affetto mi professo.

    La Vostra Canossa

Venezia  li 28 maggio 1814

                                                

P. S. Vi ricordo la Fede di Maria Giuseppina figlia della fu Angela Brocciardi, e di Carlo Gravina, nata a Vercelli, essendo riuscito durante il blocco il collocamento di questa bambina in un luogo Pio, ma vogliono la sua Fede.

 

VENEZIA

Distrib(uzione) I

                   

(Segue il solito indirizzo)

                                                       264

Carissima Amica

 

Poche parole ò intenzione di scrivervi, mia amatissima Carolina, essendo al momento di partire per Verona.  Questa volta non farò il viaggio così aggradevolmente come lo feci con voi, essendo differenti le circostanze.  Io già aveva fissata da molto tempo questa gita, ma non potei adempirla per molte ragioni prima d'ora, ed il Signore dispone, che la faccia in un momento che per me mi costerà avendo a lui piaciuto di prendermi mio zio padre del mio Carlino, che vi prego raccomandare al Signore. Ricordatevi anche di me, e ditemi come ve le passate di salute. Voi già sarete tutta santificata dal Padre Fontana, il quale a tante sue qualità aggiunge quella adesso di confessore di Santa Chiesa. Ebbi notizia del buon Vescovo di Macerata, il quale vide il Canonico Pacetti, e vi saluta. Il Canonico pure mi mette i suoi complimenti per voi,  e per vostro marito, al quale pure vi prego dei miei. Rapporto alla Maria Ballorello, non mi fa grande obbietto quanto mi dite rapporto al suo attaccamento al sistema monastico, se Dio continua a darle lo stimolo di impiegarsi nelle opere di carità, perché conoscendo il merito di queste tali opere con facilità si lascierà impiegare sempre che lo spirito venga da Dio. Se credete salutatemela tanto; addio cara amica . Vostra sorella sta bene,  è un po’ di tempo che non la vedo, avendo io avuto una delle mie compagne attaccata dalla malattia epidemica detta il tifo, la quale grazie al Signore si rimise, e per di lui misericordia, il male non si comunicò a nessuna di noi. Vi abbraccio con tutto il cuore. Quando mi scrivete dirigete le lettere a Verona dove mi fermerò spero solo circa un mese. Vi abbraccio addio

 

La Vostra Maddalena

Canossa                                              

Venezia  12 corrente luglio 1814

 265

  Carissima Amica

 

Egli, è ormai tanto tempo, che non so nulla di voi, che quasi temerei che di me vi foste dimenticata. Per me certamente non vi dimentico mia cara. Vostra sorella è tornata come saprete da così pochi giorni che ancora non mi fu possibile aver il piacere di rivederla ma spero di averlo domani.  Voi siete stata a viaggiare per quanto mi venne detto, e mi scrisse anche la nostra cara Viscontina. Sarete mezza santificata per la vostra visita fatta alla Santa Casa, e spero vi santificherete affatto quando farete il viaggio  di Venezia. Per me certo, è una consolazione il pensare, che tra un mese vi abbraccierò immaginandomi che non defrauderete vostra sorella delle vostra visita.

Io pure ho viaggiato ma facendo un viaggio più corto del vostro essendo stata solo a Verona da dove qui ritornai per la metà di settembre.  Grazie al Signore adesso sto bene, ma ho avuto una delle mie solite tossi, che mi lasciò sempre in piedi, e che adesso se ne andata a far i fatti suoi.  Potete immaginarvi, che ho da fare quanto voglio come voi stessa vedrete.  Come sta il buon Marchese Casati e le Care nostre Amiche, le quali prego di abbracciare di tutto cuore per me.  E la giovane Ballarella come sta? riveritemela anche essa.

Raccomandatemi alle Orazioni di tutte avendone sommo bisogno, a voi non lo dico tenendomi sicura, che lo farete.  I miei Complimenti a vostro marito, addio Cara Amica ci troverete in dieci.  Vi abbraccio di cuore, e sono piena di attaccamento.

 

    Di Voi Carissima Amica

                         La Vostra Amica

Venezia Santa Lucia 28 dicembre (1)814                                        Canossa

 

P.S. Vi desidero un anno felicissimo, e che il Signore vi ricolmi delle sue Benedizioni.

 

MIL.(ano) GEN.(naio)                                        Distrib.(uzione)..

6                                                        6 gennaio

(Segue il solito indirizzo)

266 

                                                                      

Carissima Amica

 

Mi sono lusingata di poter ancora rivedervi, mia Cara Durini, credendo di poter pure trovare un momento da potermi procurar questo piacere, ma essendo oggi festa non mi fu possibile. Vi desidero un viaggio felicissimo, e vi abbraccio con tutto il cuore.  Vi mando le lettere di cui vi pregai.  Per l'affare della moda mandai le lettere della Corsini alla Leopoldina ma vi occludo il paragrafo che più importa perché lo mostriate alla Canonichessa, che certo sarebbe un bene incalcolabile il trovare un rimedio.  Vi occludo il Piano Generale dell'Istituto, che vi prego far leggere all'Arciprete Galvani.  Così pure vi occludo quella carta delle indulgenze, che desiderano le Signore dell'Ospitale pregandovi a parlarne a nome mio o alla Dugnani o alla Castiglioni come meglio credete.  Addio, Cara Amica, i miei complimenti a vostro marito, alla Contessa ed al Conte Taverna.  Salutatemi tanto la Signora Checcha.  Raccomandatemi al Signore vi abbraccio di cuore, e sono sinceramente, portandovi i doveri della secretaria.

                          Di Voi Amatissima Amica

 

 

Santa Lucia 5 febbraio (18)15                                           La Vostra Aff.ma

                  Canossa

    267

       Carissima Amica

 

Eccomi Mia Cara Carlina, a darvi finalmente una definitiva risposta intorno all’affare che mi proponeste quando ebbi il piacere di qui vedervi. Mi perdonerete se non potei darvela prima, ma già ne sapete il motivo, onde senza altro preambolo veniamo all’argomento. Io sono dunque dispostissima a venire, mia Cara, solo siccome troppo desiderio mantenervi quello che vi prometto non posso impegnarmi determinatamente pel principio di ottobre, potendo accadere delle circostanze per cui, io dovessi tardare qualche mese, siccome potrebbe essere altresì .che in ottobre io venissi. Se mi permettete, mi riservo ad un’altra volta a dirvi qualche cosa di più preciso riguardo al tempo, salvi sempre i casi eventuali ed impreveduti. Stabilita però la massima, voi vedete, mia Cara Amica, che non già perché non abbia, come ben sapete, tutta la persuasione e confidenza nella vostra bontà ed amicizia, ma appunto perché siccome non saprei trattare in altro modo meno sincero con altri, così mi sembrerebbe doppiamente fallare se lo facessi con voi, mi trovo in necessità di parlarvi intorno al modo dell'esecuzione della medesima, per soddisfare parimenti al mio dovere, ed al mio cuore.  Non posso egli è vero negarvi che la infinita Carità del Signore non siasi sin ora degnata come già vi è noto, di far riuscire i disegni della sua Misericordia sempre con armonia, intelligenza, e soddisfazione della persona, con cui ho dovuto trattare, e spero col divino aiuto, che continuerà ad assistermi come ha fatto, e che 'mi darà altresì la grazia di prestarmi in tutto ciò, che mi sarà possibile pel suo servizio, e pel bene dei prossimi.  Ma non saprei, né potrei farlo se non che secondo lo spirito, ed il. perfetto sistema di questa Istituzione, la quale già come sapete è tutta per operare ma, che per farlo bene conviene che lo faccia secondo è stabilita; non già che non sia persuasa che non si possa operando in altro modo, farlo assai meglio di quello che facciamo noi, ma voglio dire sol tanto, che io non potrei prestarmi a servirvi se non che nel modo che già conoscete. Non voglio dire con questo neppure che appena cominciato debbasi sullo stesso punto mettere in attività ogni ramo di carità da questa Istituzione abbracciato, si sa bene che conviene andar crescendo a poco a poco secondo l’ incremento che al Signore piacerà di dare a questa nuova Casa, se Egli disporrà che si apra, ma voglio dire che, nella situazione nella quale Dio mi ha collocata non potrei venire a Milano per fermarmi quel tempo, che verrà giudicato necessario, quando non fosse per uno stabilimento secondo lo spirito nostro. Perdonatemi per carità, mia Cara, questa dichiarazione; vi è già ben noto che se il Signore non mi avesse fatto la grazia di legarmi, mettendomi, benché indegnissima, questa Opera tra le mani, e che fossi quando ci siamo conosciute in libertà, vi servirei in qualsiasi modo; perdonate, vi replico, e considerate tutto questo un semplice atto di dovere, che la vostra Maddalena rende alla sua buona Amica. Vi ottime nuove di vostra sorella, che vidi jeri l’altro, vi assicuro che non può star meglio. Le mie compagne vi presentano i loro doveri, spero che mi avrete favorita delle lettere per la Contessa Castiglioni, e che vi ricorderete l’indulgenze per la Signora di quest’ Ospitale.

Addio, Cara Amica, vi abbraccio di tutto cuore più d’ogni vi prego di fare, e di trovare Orazione.

I miei cordiali