Figlie della Carità Canossiane

FdCC

     

LETTERE  DI  MADDALENA  DI  CANOSSA

 

A  DOMENICA  FACCIOLI

 

EPISTOLARIO  VOL. III / 1

1052

 

La Canossa le si rivolge come a Maestra delle novizie, ma  mantenendo il ruolo di educatrice, che vuoi suscitare in lei un forte amore a Maria e un santo distacco dagli affetti terreni.

 

V .G. M. Carissima Figlia

 

Molto mi consolo della confidenza che vi sentite in Maria Santissima nostra Madre e nostra speranza, non la perdete mai di vista essendo essa quel conforto che nessuno mai si può levare né in vita né in morte. Non riflettete sul dispiacere della nostra lontananza staremo poi unite per sempre in Paradiso, ed a questo mondo ancora quando Dio lo vorrà. Intanto continuate quando vi sentite angustiate ma fattelo con una vera fiducia a rimettere il vostro cuore nel Addolorato cuor di Maria. Riguardate Dio nella vostra presente Superiora, operate e trattate con essa in ispirito di fede nuda non riguardando quella soddisfazione che provavate nel trattare con me giacché la maggior perfezione è quella di non operare cercando sollievo ne soddisfazione che sembri anche spirituale, ma che, venga non da Dio, ma dalle creature. Io vi amo certamente come madre e per figlia di cuore vi riguardo ed appunto per questo vi desidero santa e più facilmente lo diverrete quanto più sarete spoglia d'ogni cosa non solo, ma anche di ogni soddisfazione. Rapporto alle novizie ricordatevi per vostra consolazione quello che San Francesco dicea intorno alla mansuetudine del santo Giacobbe del quale la Scrittura santa osserva che egli si adattava nel cammino al passo dei piccoli agnellini, così vedete conviene adattarsi alla debolezza delle giovani ajutarle molto coll'orazione e non istancarsi mai.

Per la Rosa poi se vedremo che non riesca a Milano la prenderò ancora qui, intanto Dio provvederà forse per costì di qualche altra. Io sto bene. Tutte qui vi salutano. Gli affari nostri spero in Maria che tutto presto andrà bene. Addio cara Figlia vi desidero la benedizione del Signore, vi abbraccio di cuore, e vi lascio nel cuor Santissimo di Maria nostra Madre.

                                                                                                                   Vostra Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità

San Giuseppe 15 dicembre 1817

 

NB. Come indirizzo soltanto: Mincola. Autografa la firma della Canossa.

 

 1059

28 febbraio 1818

 

La Canossa le dimostra come siano inutili le sue apprensioni, perché, se ha avuto un po' di febbre, ora tutto è superato. Piuttosto si abbandoni in Dio e lasci a Lui la soluzione di tutti i suoi problemi: se lo amerà davvero, riuscirà.

 

V.G.M. Carissima Figlia

 

Queste due righe non serviranno per rispondere a quello che bramate mia cara Figlia, ma solo perchè vi mettiate in quiete sopra ogni cosa. Sappiate che quando la nostra Angela la quale è fuori dal letto, stava male, una notte, dovetti alzarmi perchè temevano che morisse, e come era fresca del sangue dice il medico che mi sono costipata, mi è venuto un di febbre, e jeri mi hanno cavato sangue nuovamente. Oggi con tutta sincerità vi assicuro che mi sento proprio bene, e questa sera mi trovò il medico senza febbre; state dunque quieta ma capite perchè non posso rispondere come vorrei alle vostre lettere. Mia cara Figlia ditemi quando pensate di volervi davvero, e stabilmente abbandonare in Dio? perchè non lasciate a Lui la cura di tutto dentro e fuori di voi, stando ferma sul monte degli amanti cioè sul Calvario. In una sola parola, vi dico state quieta di tutto, scrivetemi voi che quando sono di vostro pugno le lettere, capisco meglio il vostro sentimento. Addio di vero cuore. Scriverò anche alla vostra secretaria, che abbraccio di cuore, quanto prima. Vi lascio l'una e l'altra nel cuor Santissimo di Maria.

Di Voi Carissima Figlia

    Vostra Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità

Verona San Giuseppe 28 febbraio 1818

 

NB. Firma autografa della Canossa. Lettera scritta da Teresa Spasciani.

1067

Alle sue proteste perché, in mancanza della presenza diretta della Bernardi oltre ad essere maestra delle novizie, deve presiedere anche alla comunità, la Canossa le invia una specie di vademecum per mantenersi serena, per seguire le giovani più con l'amore che con la severità e per trattare le religiose con spirito evangelico.

 

V .G. e M. Carissima Figlia

 

Voi siete sorpresa mia cara Figlia come io possa lasciarvi a presiedere per un di tempo a quattro gatti, ed io sono più sorpresa che vi fidiate tanto poco di Dio e della ubbidienza, che vi comanda di supplire ad una cosa in sostanza da niente considerate tutte le circostanze.

Voi mi dite che siete senza virtù ed io lo credo non solo perchè lo ma anche perchè me lo provate a non abbandonarvi in Dio, fidarvi di Lui e di Maria Santissima, nostra cara Madre. Voglio già credere che sia stata una cosa del momento e che vi metterete in quiete perfetta.

Anzi tanto me ne tengo certa che come a mia Figlia vengo a dirvi alcuni avvertimenti perchè vi regoliate almeno vi dirò qualche cosa e il rimanente ve lo dirò un altra volta essendo occupatissima per li nostri affari i quali grazia al Signore vanno bene, ma mi danno da lavorare assai; ed anzi mi raccomando caldamente alle orazioni di tutte voi. Ricordatevi dunque prima di tutto di non angustiarvi mai per cosa veruna, perchè perduta la pace anche le cose minime vi sembreranno montagne. Non vi agitate per i difetti delle compagne, che in sostanza sono poi tutte buone, e pensate che adesso richiedono le circostanze di fare più di quello che si può, che quello che si deve, parlo qui delle cose interne della casa. Animate più le novizie coll'amore al Signore che colla severità, e lasciate che s'impegnino a non fare difetti per non dare disgusto al Signore che tanto le ama. Del rimanente trattate tutte con eguale cordialità. Custoditele, ed avvertite di non dimostrar mai opinione differente da quella della Superiora. Per voi poi tenetevi in pace, ed in perfetto abbandono, come sempre vi ho raccomandato. Indegnamente vi raccomanderò in modo particolare in questo tempo alla cara nostra Madre. Trattate pur l'Angela come le altre, dattele coraggio, e non vi infastidite della sua timidità. Termino mancandomi il tempo, i miei doveri alla nota persona, abbracciate per me le care compagne, mentre io lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria nostra Madre vi abbraccio e mi protesto

 

                           Di Voi Carissima Figlia

 

Venezia  Santa Lucia 1 maggio                                                                          Vostra Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità

 

NB. Firma autografa della Canossa.

 

1069

La Canossa è giunta a Venezia, dove la Ghezzi sta sopportando un male ormai cronico. Il giorno 7 giungerà il Viceré, dal quale aspetta la soluzione del suo angoscioso problema.

 

V.G.M.            Carissima Figlia

 

Volendo scrivere al Reverendissimo signor Prevosto ma non mel permette quest'oggi il tempo, riserbandomi ad altro ordinario, è intanto le farà i miei doveri.

Il nostro viaggio è stato felicissimo, e siamo qui giunte giovedì, a pranso, dove non eravamo aspettate per conseguenza si può immaginare il giubilo delle compagne. Il male della superiora ora si può dir cronico, e lo sostiene con tutta pace. Questo viaggio mi ha piuttosto giovato alla salute sentendomi meglio di quando sono partita da Verona. Sto con gran desiderio di sentir le sue nuove. Per carità si governi quanto può o dirò meglio assolutamente si governi e niente risparmi per rimettersi. Domani farà il suo ingresso il nostro Vice Re. Io spero in Maria santissima di vedere il termine di tante burrasche. Mi assistino le altre coll'orazione e lei con la pazienza. In somma fretta l'abbraccio di cuore insieme con le compagne.

 Di lei carissima figlia

Sua affezionatissima Madre

Maddalena Figlia della Carità

Venezia Santa Lucia 6 giugno 1818

 

NB. Firma autografa della Canossa.

 

1070

IL Principe Ranieri è giunto anche a Venezia ed è già ripartito. La Canossa non ha chiesto nuova udienza, perchè egli aveva già assicurato un positivo intervento personale.

 

V.G.M.            Carissima figlia

 

Mi consolo di sentirla migliorata ma si ricordi di aversi tutta la cura che assolutamente io voglio che si governi e che non badi ad economia ma cerchi di provvedersi per mangiare, tutto quello che le va a genio. Ho piacere che l' Angiolina sia per entrar oggi l'abbracci con tutte le altre. Dica a Domenica che ammiro la sua creanza di non scrivermi mai. Per non perdere questa posta sono costretta ad essere brevissima. Il Vice Re partì jeri. Non so ancora l'esito degli affari nostri non avendo io domandato udienza pel motivo che con bel modo mi disse a Verona esser inutile nuove visite e nuove istanze perchè avrebbe egli avuto pensiero dell'affare giunto qui. Spero in bene però perchè spero in Maria santissima. Francesca Maria se la passa consolatissima di averci qui. Le scriverò tante cose anche risponderò a quello che mi domanda col primo ordinario mancandomi oggi il tempo, cose però consolanti. Continuino a pregare la nostra Madre e mi creda con sincero affetto quale me le protesto.

 

Di lei carissima figlia  

Sua affezionatissima Madre

Maddalena Figlia della Carità

Venezia Santa Lucia 13 giugno 1818

 

NB. Firma autografa della Canossa.

  1071

A lei, che si angustia troppo, la Canossa dimostra come non è possibile che una fondazione acquisti un ritmo di perfetta rispondenza alla Regola, quando le componenti la comunità sono tanto poche e la superiora è sempre ammalata. Le era pur stata compagna nei faticosi primi anni della fondazione di Verona, e aveva constatato che la Vergine l'aveva sostenuta fino in fondo,  nonostante tutte le opposizioni. Così avverrà anche per Milano.

V .G .M.          Mia cara Figlia

 

Queste due righette  perchè vi diate un di animo. Non vi angustiate come tanto vi ho raccomandato. Pensate a quello che tante volte vi dissi, e che mai non avete voluto credere, a piantare un Istituto ed anche una casa sola ci vuole il suo tempo, patire e pazienza. Fate quello che potete, non vi angustiate per quello che non potete fare. Credetemi che anche qui opero per Milano, ma desidero che vi mettiate in una perfetta tranquillità. Fondamentatevi nel Signore, fate replico quello che potete, e comprendete esser impossibile in cinque sole, occupate come siete, colla Superiora sempre ammalata che possa esservi osservanza. Quietate a nome mio anche la cara Angela, e state certe che più presto che posso verrò io a Milano, e faremo tutto quello che si potrà, ma sino che non abbiamo un numero maggiore, credete che non è possibile nemmeno con me, che facciamo un principio di quello che dobbiamo. Vi raccomando non perdete la pace interna per qualsiasi croce mandi il Signore, che anzi dovreste consolarvi grandemente vedendo ch'Egli ci manda da patire. Io so la vostra risposta, che non è il patire che vi dispiace, ma perchè vorreste vedere quell' ordine per ora impossibile, ma questa è la ragione che rispondono tutte le persone che vogliono la croce a modo loro.

Già vedete vi compatisco, voi, ed anche la buona Angela, perchè non sapete cosa siano principj. Voi però meno di lei, perchè vi siete scordata di quello che abbiamo passato insieme nella casetta. Vi ricordate l'Anna Maria, l'affare del Borgo, la morte di tante ragazze, e tutto quello che abbiamo passato? Vi ricordate colla Leopoldina, la Signora Cristina, e tutto il rimanente che sapete? Ditemi un poco cosa ha impedito tutto quel patire, la pianta dell'Istituto che Maria Santissima pianta ella sola qui a Verona, ed a Milano, dove poi finirà di stabilirlo. Vi ricordo tutte queste cose perchè prendiate coraggio e teniate lo spirito in pace stretta colla croce del vostro Sposo facendo tutto quel che potete ma aspettando tutto da Dio, le opere del quale eccettuate quelle della creazione nelle quali pure però volle impiegare sei giorni, le altre Egli le concluse a termine con fortezza bensì, ma con soavità insieme. Raccomandatemi a Maria Santissima che io lo farò per voi, confidate in ogni  cosa nel Signore, e state poi anche certa di tutta la mia premura per provvedere ed assistere per quanto da me dipenderà più presto di quello che credete anche alla casa di Milano. Vi abbraccio di cuore. Maria Santissima vi benedica insieme con Angela che pure abbraccio. Addio Cara Figlia.

 

                                                                                 Aff.ma Madre Maddalena

                                                                                          Figlia della Carità

1 luglio (1818)

 

NB. Lettera scritta da Teresa Spasciani. Firma autografa della Canossa. Per indirizzo: MINCOLA.

1132

Se avesse scelto lei di sostituire la superiora assente, potrebbe anche essere compatita per i suoi turbamenti, ma se si fida dell'ubbidienza, non deve temere nulla. Così la Canossa maternamente rimprovera la Faccioli, che si lascia dominare da una tentazione di diffidenza.

 

V .G .M.          Carissima Figlia

                                                                                                                        Santa Lucia 7 maggio 1819

 

Mi sorprende che non abbiate ricevuta una mia lettera mia cara Figlia scrittavi oggi saranno otto giorni. Queste due righe le mando all'amica Visconti perchè  vi giungano sicure e dalla stessa intenderete la direzione che faccio alla vostre lettere, per farle ricercar in posta. Io vi confesso che avrei voglia di scridarvi un poco per la poca confidenza che avete nel Signore.

Tutto il male si è che non vi abbandonate in Dio, e tanto vi agitate per una cosa in sostanza da niente. Se foste stato voi che vi foste messa nell'impiego di cui siete provvisoriamente vorrei compatirvi, ma pensando che l'ubbidienza vi ci ha posta contro la vostra volontà pare impossibile che non vi fidiate nè di Dio, nè dei Superiori. Tanto vi affannate per le ragazze della Cresima sembra che voi dobbiate impartir loro lo Spirito Santo. Quasi che non ne aveste istruito mai nessuna dacchè siete nell'Istituto. Insomma mia cara Figlia credete a me questa e una gran tentazione che avete, ed il diavolo sotto l'apparenza di umiltà vi tenta di diffidenza. Vorrei sperare che dopo ricevuta questa mia vi metterete in pace, e che comprenderete che vi agitate senza motivo. Voi vedete come le compagne si portano troppo bene come mi scrivete, vedrete che continueranno a far bene e che tutto sarà condotto e benedetto da Maria Santissima, nelle di cui mani e possente patrocinio ripor dobbiamo ogni nostra difficoltà. Abbracciandovi di cuore unitamente alle care compagne vi lascio nell'amabilissimo Cuore della nostra Madre. Ringraziamo il Signore che benedice la medicatura della nostra Elena.

                                                                                                     Vostra Aff.ma Madre

       Maddalena Figlia della Carità

 NB. Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa.

 1133

[17 maggio 1819]

L 'obbedienza davvero fa miracoli e la Canossa si congratula con la Faccioli, che si è ormai rasserenata.

 

V .G .M.          Carissima Figlia

 

Siccome credo che già avrete ricevuto l’ultima mia nella quale vi dicevo che mi era venuto alcuni termini di febbre, così per vostra tranquillità prima di tutto vi dirò che ne ho impedito affatto il progresso, e che rimane solo di riacquistar le forze, le quali pure vanno crescendo. Dimani conto d'incominciare a levarmi, ed in breve essere già nel primiero mio stato. Sento con piacere che abbiate molto da fare per le confessioni delle ragazze della Cresima, giacche è un gran vantaggio che si piantino .bene in quell 'età.

Vedete mia cara Figlia se il Signore vi assiste e che avete consolazione anche delle novizie, e un ajuto speciale del Signore nella presente vostra situazione e voi vedete se è vero quanto vi dicevo, che quanto ordina l'ubbidienza viene sostenuto da Dio, e dovreste imparare a fidarvi di Lui. Avete fatto benissimo a prevalervi ora dell’una, or dell'altra delle compagne, e dite alla cara Checchina che sono molto contenta di quanto mi ha scritto e che desidero lo metta in pratica. I nostri affari sono sullo stesso piede, e questo piccolo incomodo mi ha ritardato il mezzo di sollecitarli. Non vi stancate tutte di pregare la nostra santa Madre. Date le mie notizie anche al Signor Prevosto al quale pure presentate i miei più distinti doveri. Vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria. Abbracciate per me le care compagne, spero che presto si vedremo. Tanti saluti alle care amiche.

Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità

 

(Timpro partenza) V E N E Z I A

{Timbro arrivo) M I L A N O

17

Alla Signora

La Signora Domenica Faccioli

Presso la Signora Elena Bernardi

MILANO

 

NB. Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa. La data è quella di arrivo.

1134

 

La Canossa, nella sua ultima lettera, non ha risposto alla domanda rivoltale dalla Faccioli, che vorrebbe Padre Casimiro come predicatore temporaneo della Comunità, perché, come scrive, non vuole altra direzione che quella di Mons. Zoppi. Se Mincola ha bisogno di un predicatore straordinario si rivolga al Crocifisso e alla Vergine santa.

 

V. G .M.          Carissima Figlia

                   Venezia Santa Lucia 18 maggio 1819

 

Stiano quietissime per la mia salute. Mia cara Figlia sin da quando le scrissi son senza febbre, e vi scrivo non solo alzata ma anche fuori di camera, mi resta solo della debolezza, e parlando umanamente mi pare che giovedì vado a Messa e venerdì a spasso. Non mi sono mai ricordata di rispondervi a proposito delle prediche che bramavate del Padre Casimiro, già il mio silenzio vi avrà servito di risposta ed avrete inteso che non ne sono niente persuasa e che nella nostra casa non ho genio che c'entri per lume, direzione, ed ogni cosa altro che il Signor Prevosto.   Se bramate una

predica andate ai piedi del nostro Amor Crocefisso, e supplicatelo a nome anche di me ultima ed indegnissima sua serva che vi faccia una predica Lui, e state certa che una di Lui parola farà più frutto di un quaresimale. Non vi dimenticate di andar anche dalla cara nostra Madre che predica anch'essa tanto bene come sapete per esperienza essendo la sede della Sapienza, ed il fonte della Misericordia. Mi consolo delle buone nuove dell 'Elena, che speriamo che continueranno sempre migliori. Sento pur con piacere che sian terminate felicemente le istruzioni della Cresima, ma io vorrei che andaste alla buona col Signore e che foste persuasa che già non siete buona da niente, e che certamente in tutto quello che avete fatto, che fate e che farete, in tutto vi sono dei difetti, onde umiliatevi bensì, ma fate tutto per amore, e confidate nel Signore ch'Egli rimedierà a tutte le vostre mancanze, e vi pagherà il poco che per Lui avrete fatto. Tutte queste compagne salutano voi e tutte le compagne di costì ed io pure le abbraccio con voi. I miei doveri al Signor Prevosto. Tanti saluti alle amiche compresa la cara Giovanina Mellerio, e l'ottima Signora Antonietta. Continuate a raccomandarmi a Maria Santissima.

Date le mie buone nuove all'Elena perche mi manca il tempo.

         Vostra Aff.ma Madre 

Maddalena Figlia della Carità

 

NB. Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa.

1136

Più quiete nell'intimo di Domenica, ma la Canossa la esorta a perseverare, affidandosi all'aiuto immancabile del Signore. Se non può scrivere, non si preoccupi. Dia solo rapidamente le notizie di tutte. Buona cosa che Elena stia migliorando.

 

V .G .M.          Carissima Figlia

      Venezia Santa Lucia 21 maggio 1819

 

Per vostra quiete vi continuo le mie buone nuove. La terzana non è più ritornata onde da qui innanzi per non  perder tempo in parole superflue non ve ne parlo più. Quando mi scrivete non vi agitate se le occupazioni v'impediscono di scrivere di vostro pugno. Se mi scrivete mi sono care le vostre lettere, se non potete farlo tanto che sappia le vostre notizie di tutte io sono contenta. Ho piacere che l'Elena vadi migliorando, se così piace al Signore sarebbe una gran consolazione che alla. mia venuta la trovassi rimessa. I nostri affari non sono ancora finiti, tutto però va con ordine ma assistetemi presso Maria Santissima pel felice compimento di tutto.

Vi raccomando la pace interna non basta che abbiate cominciato, ci vuole la perseveranza Fidatevi di Dio. Abbandonatevi in Lui e state certa ch’Egli vi aiuterà. Abbracciate per me le care compagne. I miei doveri al Signor Prevosto al quale direte pure che la mia salute e buona. Tanti complimenti alle mie amiche. Vi lascio nel Cuor Santissimo della nostra Madre. Vi raccomando di far tenere l'occlusa all' Elena più presto che potete.

Vostra Aff.ma Madre Maddalena  

              Figlia della Carità

Alla Signora

La Signora Domenica Faccioli

Presso la Signora Elena Bernardi

                                                  MILANO

NB. Lettera scritta da Teresa Spasciani, firmata dalla Canossa.

1139

La Canossa è contenta che abbia seguito le sue direttive, scegliendo come predicatore d'eccezione il Crocifisso. Dà ordinazione di un determinato metraggio di veli, dì cui vuol vedere prima un esemplare, chiede altre no- tizie della Bernardi, che sta per tornare a Milano e pare stia davvero meglio.

 

V.G.M. Carissima Figlia                                                                      

Santa Lucia 26 maggio 1819

 

Benchè brevemente per la ristrettezza del tempo pure mia cara Figlia vi voglio continuare le mie notizie per vostra quiete. La mia febbre dunque non mi è più ritornata, e fuori che ancora non ho riprese tutte tutte le mie forze, forse del rimanente state quieta che i miei famosi mali sono passati. Spero che non istaremo tanto tempo a rivederci. Ho piacere grande che il Predicatore che vi ho insegnato vi faccia quelle prediche che già mi aspettava; crediatemi mia cara Figlia, che le Figlie della Carità devono a questo Predicatore unicamente appoggiarsi, e dite alla cara Tonina che queste sono quelle prediche che santificano da vero, non vi agitate però col pensiero che eravi venuto di pregare il Signor Don Pietro Leonardi, ma solo vi serva di regola per altre volte.

Ho bisogno che mi facciate un piacere di provvedermi 27 braccia di velo simile a quello che portiamo in testa, se lo trovate di seta cotta come i nostri prendete di quello altrimenti prendete ,di quello più leggiero cioè la stessa opera ma di seta cruda. Potete pregare o la cara Visconti, o l'amica Durini  o se credete la nostra Maria Cavagnera di trovare delle mostre e mandatemele in una lettera scrivendomi l'altezza ed il prezzo che scieglierò quella che troverò

migliore, e vi manderò la mostra in dietro ed il danaro da comperarlo, e vi dirò anche come e dove dovete mandarlo.

    Continuatemi le notizie della nostra Elena , la quale sento da voi possa presto ritornare a Milano, veramente sono alcuni giorni che non ho sue lettere, onde datemi le sue notizie voi. I miei doveri al Signor Prevosto della carità del

quale non so che dire se non che il Signore ce l'ha dato nella sua misericordia e che abbiamo un gran obbligo di pregare per lui. Abbraccio la vostra secretaria e tutte le compagne, lasciandovi tutte nel Cuore amorosissimo della nostra amorosissima Madre 

                         Di Voi Carissima Figlia

           Vostra Aff.ma Madre

        Maddalena Figlia della Carità

NB. Firma autografa della Canossa.

 

 1140

La Canossa ha scritto da poco, ma deve ora rispondere a due sue lettere e la conforta a continuare nel suo comportamento con le novizie, anche se diverso da quello della Bernardi. Dà notizie della propria salute ancora incerta e dell'imminenza del compimento delle pratiche.

 

V.G.M.            Carissima Figlia

Santa Lucia 28 maggio 1819

 

Vi risponderò brevemente mia cara Figlia avendo tante altre lettere da scrivere. Ieri col mezzo di quella persona ricevetti la cara vostra, ed oggi un'altra col mezzo della posta. Molto mi consolo di sentire che tutte state bene e siete tutte tranquille. Per la nostra Elena non vi agitate che già il Signore ancorchè le dia da patire la sostiene però come vedete. Rapporto al modo di contenervi colle novizie senza scrupolo alcuno continuate nel modo che fate. Elena fa bene a regolarsi in quel modo ma per voi giudico meglio che vi regoliate nel modo che mi avete scritto.

Per farvi vedere che veramente potete star quiete e che vi scrivo con tutta sincerità vi dirò essermi ritornata un po' di febbre per la quale oggi sto prendendo la china, e fuori dell'abbattimento che sapete portare la china mi sento bene e tanto jeri con la febbre quanto oggi che sono senza ho potuto stare alzata e fare alcune cosette. Vi faccio tutta questa descrizione perchè comprendiate che non è niente, e siccome il medico credeva che per essere primavera fermata una volta la febbre non mi tornasse più trascurai di prendere la china ed intanto fece ritorno. Questa volta non mi burlo altro e sino i quaranta giorni continuo la mia china. Dunque ricordatevi di star quieta, e ricordatevi che ancorchè non me lo scriviate se vi agitate me ne accorgerò e un altra volta poi non vi dico più niente. Fate aver presto l'occlusa col mezzo della Contessina.

I nostri affari vanno bene ma non sono ancora ultimati, continuate pure a pregare e confidare, il mese della nostra gran Madre non è ancor terminato. Chi sa? io tengo imminente il compimento. Abbracciate per me le care compagne, state di buon'animo, e credetemi quale lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria.

                               Di Voi Carissima Figlia

    Vostra Aff.ma Madre       

Maddalena Figlia della Carità

 

PS. A proposito di quanto mi dite della Signora Lucia io pure penso come voi. Se viene non le fate cattive grazie, ma non eccitatela mai a venire. Ripeto non le mostrate dispiacere che venga ma non la invitate a venire, e procurate che le nostre giovani attendano a loro parlando di restare sole con essa. Non vi dia pena se viene, e se qualche volta vi succede quello che vi dico di schivare perchè poi sapete che è un angelo, ma differente dal nostro pensare. I miei doveri al Signor Prevosto.

 

NB. Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa.

1142

Debole e oppressa da troppe lettere, la Canossa non sarà puntuale, nella settimana entrante, con le sue notizie. E' soddisfatta del responso del medico di Vedano per Elena, che d'altra parte è davvero migliorata.

V.G.M.                        Carissima Figlia                                                       Santa Lucia 1 giugno 1819

Io spero che avrete tutte ricevuto il Santo Divino Spirito, mia cara Figlia, ed il Signore vi ha dato il mezzo di prepararvici coi Santi Esercizj. Intanto per primo frutto non parlate altro di ospitale lasciate che la Canonichessa e la Durini dicano quel che vogliono. Voi fate quello che vuole il Signor Prevosto, e quando egli vorrà che ci andiate ci anderete. Mi consolò assai quanto mi avete scritto della nostra Elena tanto riguardo alla sua ciera, e molto più riguardo all'opinione del medico di Vedano, essere un effetto convulsivo quel dolore. Già tanto sangue che le hanno cavato, è naturale che il dolore sarà cresciuto, e dall'altra parte non potevano farne a meno. Riguardo poi alla carità che tutti ci usano veramente abbiamo un gran motivo di confonderci, e di animarci ad esercitare sempre più la carità. Rapporto al velo avete fatto benissimo a pregare la Signora Checca. Voi però vi siete dimenticata di dirmi l'altezza che io suppongo abbiate voluto intendervi alto come il nostro.

Già prenderò quello di seta cotta, ma non lo fate provvedere sinchè non ve lo scrivo. Quando voi mi scrivete, ditemi se avete ricevuto le mie lettere ed anche quelle in esse contenute. lo sono nella mia medicatura di china per conseguenza non essendo avvezza come sapete a prendere rimedj resto abbattuta qualche poco; ma già non è niente perchè non si può a meno. Non vi prendete pensiero della mia salute riguardo al viaggio di Milano, che sinceramente se avessi terminato gli affari potrei partire anche domani. Ma per questi quando credo sia tutto finito, o per finirsi, insorgono sempre circostanze nuove per cui convien operare ancora. Io però sto allegra, e lo stesso fate anche voi.

Non posso scrivere come bramerei a tutte le care vostre secretarie, abbracciatele voi per me, e dite loro che non è per mancanza di affetto o di premura che non iscrivo ma che sono sempre affollata da moltissime lettere, anzi se sabato non vi scrivessi non attribuitelo alla salute ma a questo motivo. I miei doveri al signor Prevosto, alla cara Durini ed alle altre amiche tante cose. Il tempo mi manca. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria abbracciando voi pure di vero cuore. Spero che presto ci vedremo.

 Vostra Aff.ma Madre Maddalena

                                                       Figlia della Carità

 

NB. Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa.

 

1144

Le notizie che le sono pervenute sulla sua salute piuttosto precaria, preoccupano la Canossa, che le impone un determinato metodo di vita per riprendersi subito. Intanto la sostituisca presso Monsignor Zoppi e la Bernardi, ai quali momentaneamente non può scrivere.

 

V .G .M.          Carissima Figlia

9 giugno 1819 Santa Lucia

Due sole righe per la gran fretta tanto che non vi agitiate se non vedete mie lettere. La mia salute va bene e molto mi consolo di sentire buone notizie anche della nostra Elena. Io non voglio ne totalmente credere ne non persuadermi di quanto la cara Angela mi dice intorno alla vostra salute ma solo vi dico che assolutamente voglio che la mattina quando venite a casa dalla Santa Messa e che la colazione è all'ordine che mangiate prima che andiate ad insegnare, e che vi ricordiate che il maggior dispiacere che possiate farmi si è quello di non governarvi. Lunedì o martedì alla più lunga a Dio piacendo partirò per Verona andando qui le cose nostre bene. Fate i miei doveri i più distinti col Signor Prevosto e ditegli che trovandomi quasi oppressa dalle occupazioni mi è impossibile lo scrivergli oggi come vorrei ma che spero poterlo fare col prossimo ordinario. Date le mie notizie anche alla cara Elena, alla quale pure un'altro ordinario , scriverò potendovi facilmente immaginare come mi trovo affollata avendo tanti affari, ed essendo così vicina a partire da qui. Voi mi dite che sperate di divenir santa quando io verrò a Milano ma io vorrei che subito cominciaste perchè chi ha tempo non aspetta tempo. Addio cara Figlia, abbracciate tutte le care compagne. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria nostra Madre.

Vostra Madre Maddalena

 

NB. Scritta dalla Spasciani, firmata dalla Canossa.

1904

Da Bergamo è stato descritto alla Canossa l'esito ottimo della ritintura di un abito, per cui prega se ne adoperi la stoffa per rifarlo alla Carminati. La stoffa nuova, donata tue  da Milano, non solo durerebbe poco, ma è necessario la si adoperi per lei, perché altri menti le Dame donatrici non gliene offrirebbero più e l'Istituto è povero.

V.G. e M.        Mia Cara Figlia

Sì egli è verissimo mia Cara figlia che grazie al Signore feci un felicissimo viaggio, e che mi trovo anche secondo il solito passabilmente bene. Domani a Dio piacendo partirò per Venezia. Le mie faccende veramente esigerebbero che più a lungo qui mi trattenessi, ma d'altronde poi quello pure che colà mi chiama, mi costringe a partire sollecitamente. Desidero sapere quanto di danaro Valsecchi vi consegnò, e se egli ha pagato la tassa, falla portare presso di te, che mi sarà comoda per altre volte.

Avendo inteso dalle compagne di qui che quell'abito ritinto che ti hanno mandato riuscì così bene che sembra nuovo, così ho pensato che potrà servire per la Cara Cattina, e tanto più che già quello che mi fu donato da quelle di Milano, come tu già il vedesti, le farebbe poca durata, e poi anco per farmelo io allorché andrò a Milano, affinché non se ne abbiano a male quelle di colà, e non andasse loro via la voglia di donarmene altri.

Noi siamo povere, e ci accomodiamo come possiamo, ma esse qualche volta fanno anche qualche quattrino di più di noi, ed essendo signore non mi torna il conto disgustarle.

Le 9 lire e 8 soldi milanesi della Domenica Carminati li terrai a conto pe' giornali, che io qui poi glieli rimborserò.

A primo incontro farai cosa gratissima alla cara Rosa che ti abbraccia se le spedirai il bordetto, e ti raccomanda altresì tra gli altri capi che costì restarono, di non dimenticarti la pianetta della Rosmini, che anche questa restò presso di te. Il fagottino che mi chiedi l'ho ricevuto.

Compra pure le legne siccome mi dici. Ti abbraccio a nome anco di tutte di qui, e mi raccomando alle tue orazioni ed a quelle di tutte le care compagne, insieme alle quali ti lascio nel Cuor Santissimo di Maria, e mi dico con tutto l 'affetto

 

Verona, 22 aprile 1828

      Vostra Aff.ma Madre

                                                     Maddalena Figlia della Carità

 

NB. Firma autografa della Canossa. Molte inesattezze ortografiche.

 

1146

Poiché  la Canossa è a Padova, ospite temporanea della Fanzago, ha pregato lei di farle da segretaria per darle discrete notizie della sua salute, per annunciarle che sta andando a Verona e per incaricarla di acquistarle un certo metraggio di velo, da inviarle subito.

 

V .G .M.          Carissima figlia

           Padova li 15 giugno 1819

Trovandomi a Padova ad incomodare la mia cara amica .Fanzago, la quale non voleva assolutamente scrivere queste parole, già come può figurarsi, in viaggio per Verona, ove spero arrivare domani sera. Colgo questo momento di tempo, per darle le mie nuove, e quelle del mio viaggio, le prime sono buone eccettuata un di debolezza, essendo in necessità di andare tratto tratto ripigliando la china, ed il mio viaggio non poteva esser migliore sin qui. Lasciai commisione alla cara Irene di scriverle in quest'ordinario, ma sul dubbio che se lo dimentichi la prego io a provvedermi subito trentatre braccia di velo nero simile ai nostri, che già la signora Checca dell'amica Durini lo aveva già trovato, e subito me lo mandi con la diligenza, indirizzandolo al signor Giovanni Battista Verdari. Mia cara figlia il ritardo di questo velo, può decidere di farmi ritardare la mia venuta a Milano. Mai per far torto al suo scrigno, che credo sia molto pieno di danaro, ma non ostante quando sarò a Verona le manderò subito il denaro. Abbraccio di vero cuore tutte le compagne, giunta a Verona il primo momento libero scriverò a lei, ed al signor Prevosto al quale intanto farà i miei doveri. Il Padre Bortolo Carnet qui presente la riverisce e si raccomanda che si ricordi di lei nelle sue orazioni, com'egli fa per lei. Cosi pure la Fanzago fa lo stesso e si raccomanda a lei. L 'abbraccio di vero cuore, lasciandola nel cuor Santissimo di Maria.

Sua affezionatissima Madre

Maddalena Figlia della Carità

Alla Signora

La signora Elena Bernardi

MILANO

NB. Scritta da Anna Fanzago, firmata dalla Canossa.

1147

19 giugno 1819

 

Arrivata a Verona, la Canossa è come soffocata da moltissimi affari per cui neppure può dettare alla segretaria, che ha ben poca familiarità con la penna, ma si sforza di segnalare le varie ragioni di assillo della Marchesa.

 

V.G.M.            Carissima figlia

    Verona San Giuseppe 19 giugno 1819

Di poi che sono arrivata a Verona ho ricevuto, le due di lei care, lettere, e lei mia cara figlia, ne avrà ricevuta una da me scrittale  da Padova; le confermo che il mio viaggio e stato felicissimo, ma  sappia che mi ritrovo tanto affollatissima dei nostri affari, che , nemmeno mi lassiano rispirare, e questo è  il motivo pel quale non posso scriverle e poi oltre al gli affari appartenenti all'Istituto nostro abbiamo molto d'affaticarsi colle ragazze ha motivo che alli 4 del prossimo luglio Monsignor Vescovo viene alla visita della venerabile chiesa di San Zeno  perciò abbiamo l'istruzione per la Cresima e per la santa Comunione ed anche pel' una Disputa di diverse ragazzette.

Si può dunque immaginare come si troviamo tutte quasi oppresse ed affollate da tante occupazioni tutte in un gruppo. La prego di fare le mie scuse e i miei doverosi doveri con il signor Prevosto accennandoli le mie grandi già sopra dette occupazioni per le quali non mi è possibile di potergli scrivere come sarebbe il mio dovere. Già comprenderà che faccio scrivere dalla secretaria mancandomi il tempo di poterle dettare ne meno queste poche righe; ma già conto di potere venire presto a Milano ed allora le racconterò il tutto in voce che molto si consolerà.

La di lei lettera nella quale mi avvertiva della giovane di Schivo non mi arrivò se non dopo esser partita da Venezia perciò non ho potuto avere il contento di vederla; per quelle di costì, che desiderano di venire con noi, venendo io prestissimo come le ho detto di sopra, alor si parleremo di tutto. Se mai il P. Casimiro avesse occasione di passare per Verona, le dia una riga che così avrò l'onore di vederlo.

Se mercoledì non potessi scriverle non istia in pena perchè è per mancanza di tempo materiale. La mia salute va bene solo mi ritrovo non poco stanca; le compagne stanno tutte bene e tutte la salutano e si raccomandano alle di lei orazioni e a quelle di tutte.

L'abbraccio unitamente a tutte le care compagne e lasciandola nel santissimo Cuore di Maria Addolorata sono

Di lei carissima figlia

 Sua affezionatissima Madre

 Maddalena Figlia della Carità

 

PS. Le raccomando i veli e di non dimenticarsi di pregare e far pregare per me gli affari nostri impieno vanno bene, ma il locali ancora finiti. Termineremo io spero alla mia venuta costì.

 

NB. Lettera molto sgrammaticata. Firma autografa della Canossa.

                                                                                                                     1195

La cerimonia per l'erezione canonica dell'Istituto di Bergamo avverrà davvero la festa dell'Addolorata. Lo si comunichi a Mons. Zoppi e alle amiche di Milano. La Canossa poi dà indicazioni sul come far copiare e farle avere l'Appendice  alle Regole.

 

V .G .M.          Carissima Figlia

 

Essendo io la Superiora di Neve, che dura sino, che viene il sole, voglio scrivervi subito mia cara Figlia, per darvi le nostre buone notizie, nella speranza domani di sentire dalla nostra Elena a confermarmi buone anche le vostre, come pure quelle delle care compagne. Sin ora Dio non dispone il cambio della Margì colla nostra Angela, in progresso farà Dio, ne io stessa so se succederà neppur nell' avvenire. Nondimeno in ogni modo, mi lusingo che sarete sempre abbandonata nella volontà del Signore per questo, e per tutto.

Fatemi il piacere di far dire al Signor Pedrino ed al Signor Cogliati che la funzione è realmente fissata per domenica tanto qui e dapertutto della nostra Santissima Madre Dolorata. Scriverò poi la funzione oggi otto che sarà fatta. Spero che domenica voi altre pure pregherete molto per noi. Supplicate anche il Signore Preposto di questa carità presentandogli i miei rispetti come anche la mia Cara Durini. Tutte le compagne vi salutano in particolare Cristina ed io lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria vi abbraccio tutte e mi protesto.

 

                                            Di Voi Carissima Figlia

 

Ritroverete qui unita la Appendice alle Regole. Mandate a chiamare il Signor Carlino  e fategli gliene fare subito una copia e se viene a Bergamo o il Signor Pedrino, o il. Signor Cogliati o, il Signor Francesco fate che me la portino appena sono  arrivati. Se non vengono essi e non abbiate mezzo da  farmela avere entro sabato non me la mandate e non vi prendete pena. Avvertite che la carta sia di quella simile al Libro delle Regole che mi porterà l'Elena. Il motivo per cui la domando di nuovo si è perchè dubito che il Signor Carlino abbia fatto legare quella che ha fatto nel Libro delle Regole come mi pare di averli scritto e dubito che avrò bisogno d'una copia sciolta di modo che se l'Appendice è unita ma non legata colle Regole non me ne occorre altra copia, se è legata nel Libro mandatemela se potete e non vi prendete pena non potendo che già supplirò in altro modo.

Vi avverto che per la appendice non mi occorre altro onde state quieta che ho accomodato tutto.

 Vostra Aff.ma Madre

         Maddalena  Figlia della Carità

Bergamo 12 settembre 1820                                                                

                                                     

                                                        Alla Signora

                                                        La Signora Domenica Faccioli

                                                        Figlia della Carità

                                                        MILANO

 

NB. Probabilmente  scritta da Cristina Pilotti . Firma autografa della Canossa.

1244

[gennaio 1822]

 

Probabilmente la Bernardi sta assistendo la contessina Mellerio, gravissima, per cui la Canossa scrive a lei manifestandole tutta la sua partecipazione all'angoscia del Conte, ma anche a Verona c'è una causa di forte pena: la novizia Lucia Martini è peggiorata del suo male.

 

V.G. e M.        Carissima Figlia

Sul dubbio che la nostra Cara Elena possa trovarsi ancora presso la Cara Damina Mellerio scrivo a voi mia Cara Figlia queste quattro righe. Vi assicuro che noi pure siamo afflitte per la buona Giovannina, come per l'ottimo suo Signor Padre e non manchiamo d'orazione per ambedue. Quando la nostra Elena viene a casa, ditele a nome mio che si governi, e si riposi quanto può. Vi assicuro che se fossi a Bergamo invece che a Verona, vorrei fare il carnovale con voi altre per potervi assister tutte, ma non è possibile, onde vi assisterò col Signore. La nostra buona Lucia che sembrava rimettersi è ricaduta, e vi dico il vero non sono senza pensieri per essa. Vi prego di raccomandarla al Signore perchè le doni la grazia di adempire con ogni perfezione la santissima di Lui volontà, fatte anche pregare per essa. Se l'Elena non mi può scrivere continuatemi vi prego le nuove sue, e quelle della Mellerio, come pure le vostre. Termino perchè vi assicuro, che noi pure tra il carnovale e l'ammalata siamo soffocate d'occupazioni.

Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria abbracciandovi di cuore.

 

Di Voi Carissima Figlia

   Vostra Aff.ma Madre

Maddalena Figlia della Carità

Favorite di far avere l'occlusa al Signor Preposto.

 

NB. Firma autografa della Canossa.

 

1255

La Canossa è spiacente per la ricaduta di Elena, ma convince la Mincola a vedere tutto in una proiezione di divina economia. La Stella Cacciatori, l'antica cameriera dei Canossa, è passata al Signore con una morte rapida e tranquilla.

 

V .G. e M.       Carissima Figlia

 

Non posso dirvi quanto mi dispiaccia il sentire, che la nostra Cara Elena questa volta abbia tanta difficoltà a rimettersi.

Cara Figlia, si vede che il Signore vuole trattarvi tutte da spose, rendendovi partecipi della santa di Lui Croce. Io penso per altro, che non avendo noi altra mira nel bramar la salute, che quella di operare per la Divina Gloria, e pel divino servizio così possiamo ricorrere dalla nostra Santissima Madre, rappresentarle i nostri bisogni, e domandarle ajuto, onde vi assicuro, che io lo farò fare dalle nostre buone compagne, e voi ravvivate la fede, e ricorrete a Maria Santissima di cuore, e vedrete ci esaudirà. Quando non può scrivermi la nostra Elena, vi prego di darmi le sue notizie, e sta(t)e certa, che pregherò non solo per essa, ma indegnamente anche per voi. Qui pure ha piaciuto al Signore di visitarci, prima abbiamo avuto la buona Lucia, la quale ebbe un male di petto acuto catarrale, o umorale. Adesso è senza febbre, ma come sapete le continue sue indisposizioni dubito possa passare in un cronico. Forse chi , che non si rimetta, ma lo temo. Giovedì poi la nostra vecchietta Stella, è passata a miglior vita. Il Signore ha soddisfatto a tutte le sue brame, avendole concesso un brevissimo male di petto, che la lascio sempre in sentimenti, di modo, che poté ricevere i santi Sacramenti in pienissima cognizione, che conservò fino alla fine e credo, che Maria Santissima della quale come tanto divota, le abbia ciò ottenuto dal Signore.

Lo scrivo a voi, e non all' Elena perchè essendo tanto indebolita dal male temo, che ogni cosa anche piccola le dia pena. Raccomando la mia vecchietta alle vostre orazioni. Fatela pure suffragare per quanto potete, e ditelo anche alla mia amica Durini ed alla Signora Checa perchè anch'esse preghino per la medesima. La mia tosse è migliorata molto, e parmi tra pochi giorni che sarà finita. Addio mia Cara Figlia, vi lascio col più vero attaccamento nel Cuor Santissimo di Maria.

                                                  Di Lei Carissima Figlia

 Vostra Aff.ma Madre       

Maddalena Figlia della Carità

 

Verona 9 febbraio 1822

                                           Alla Signora

                                           La Signora Domenica Faccioli

                                           Figlia della Carità

                                           MILANO

 

 

NB. Firma autografa della Canossa.

1256

Sono tante le cause che la rendono ansiosa e turbata, ma la Canossa le dimostra come tutto si possa risolvere con un sereno abbandono nella Divina Volontà e nel mettersi nella proiezione esatta del Divin Crocifisso.

 

V.G. e M.        Carissima figlia

     19 febbrajo 822

 

Ancorchè vi risponda poi formalmente e perchè possiate mostrare alla nostra Elena la lettera che vi scriverò mi prendo la libertà di occludere queste due righe al veneratissimo signor Preposto per dirvi due parole mia cara figlia parlandovi col  cuore in mano e con quel vero desiderio che ho di vedervi santa.

Mia cara figlia quanto mai desidero di vedervi più abbandonata in Dio, più distaccata dai conforti umani e più ripiena di confìdenza ma vera e totale nel Signore. Ricordatevi che chi più spe- ra più ottiene. Voi vedete che avevate angustia per timore che 1'Elena facesse un viaggio, e Dio l 'ha rimessa. Adesso temete che la signora Antonietta se viene alcuni giorni si disgusti dell'Istituto, e vedrete che Dio illuminerà il signor Preposto e quello che egli giudicherà sarà ciò che riuscirà meglio. Voi sentite il peso delle occupazioni, ed in ciò vi compatisco e se potessi volare a Milano questi giorni per assistervi lo farei con gran piacere, ma ricordatevi che non valete i due soldi di stoppa da formare l'immagine del vostro Sposo, ma dite che siete sposa del Crocifisso, onde se questo deve essere come bene io pure spero che realmente sarete, conviene che pensiate che dovete tenirgli compagnia nei patimenti e nelle fatiche se volete essere a parte della corona che vi tiene preparata. Coraggio dunque mia cara figlia abbandonatevi nel Signore e non dubitate che vi assisterà certamente. Governatevi quanto potete e cercate di sostenervi. Non abbiate scrupolo di prendere qualche cosa di caldo la mattina a letto; e sopratutto state di buon animo fidatevi di Dio e non vogliate adossarvi la croce passata presente e futura essendo noi tanto piccoline che basta che portiamo la croce d'ogni giorno. Indegnamente non mancherò di pregare per voi, fatelo .per me salutatemi la cara Angela vi lascio nel Cuor  santissimo di Maria.

 

Vostra affezionatissima Madre Maddalena Figlia della Carità

 

NB. Firma autografa della Canossa.

    1357

Poiché lamenta che lei e le sue consorelle lavorano molto più serenamente quando non c'è la superiora, la Canossa ne dà due ragioni: timore naturale o amor proprio. Tutto da superare in una proiezione divina.

 

V .G. e M.       Carissima Figlia

 

Ricevetti la Cara vostra lettera mia Cara Figlia, che mi porto sommo piacere rilevando dalla medesima le vostre buone notizie, come quelle delle buone compagne, che di cuore abbraccio.

Rapporto a quanto mi dite intorno al provare tanto voi, che le compagne negli impieghi vostri, maggiore tranquillità quando la Superiora è assente, di quello che sia quando essa è presente. Sentite mia Cara Figlia ciò può provenire da due cose, l'una da un certo timore naturale, che proviene alle volte nell'operare alla vista dei nostri Superiore, e questo non è niente quando si cerca di fare il nostro dovere, procurando di riguardare sempre nei Superiori la persona di Gesù Cristo.

L 'altro motivo poi può provenire dal nostro amor proprio, il quale vorrebbe fare sempre la sua volontà, e non essere mai coretto, ancorchè con pretesti buoni, e questo tanto voi, che le compagne dovete fuggirlo, anzi vi raccomando quanto potete di cercare, che coteste buon compagne, si innamorino delle umiliazioni, facendo loro riflettere, che in fine le Superiore hanno obbligo di cercare la santificazione d'ogni una, coll'esercizio delle virtù, quindi si rende necessario per arrivare a questo, che le esercitino nell'umiltà, e nell'annegazione della propria volontà. Onde cercate, che tutte amino assai il Signore, e che lo cerchino nel patire, e nell'amore alle umiliazioni, se volete, che in breve facciano gran profitto. Già bene. Già so bene che tutte coll'ajuto del Signore vogliate farvi sante, ma io bramerei di vedervi presto,  perche in allora potrete fare un gran profitto, anche nei prossimi.

La Superiora se la passa discretamente bene.

In somma fretta pregandovi di non iscordarvi di me col Signore, e di far anche fare orazione per me abbracciandovi di vero cuore, vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria unitamente a tutte le care compagne.

                                                            Di Voi Carissima Figlia

Addio Mia cara Domenica sono Vostra

Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità

Bergamo 12 novembre 1823

                                                               Alla Signora

                                                               La Signora Domenica Faccioli

                                                               Figlia della Carità

                                                               MILANO

NE. Firma autografa della Canossa.