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LETTERE DI MADDALENA DI CANOSSA A DOMENICA FACCIOLI EPISTOLARIO VOL. III / 2 |
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1420 2 giugno 1824 La Bernardi è in procinto di andare a Bergamo o vi è già arrivata e la Canossa chiede per questo a lei le notizie della comunità. A sua volta esprime la sua gioia per l’ottimo svolgimento degli Esercizi delle Dame, le quali la vorrebbero " dipinta dove stanno loro". V.G. e M. Carissima Figlia Ricevo da Bergamo da quella cara Superiora la notizia, che la nostra Cara Elena fosse per colà recarsi jeri, perciò mia cara figlia penso scrivere invece a voi per esser certa di avere le vostre. Scrivo rubando i momenti sinché le Dame fanno quegli Esercizj di divozione, ai quali io posso far a meno di trovarmi presente. E prima di tutto vi dirò, che la mia salute è notabilmente migliorata, dacchè mi trovo qui. Queste Care compagne si trovano anch'esse tutte bene, un po' stanche però anche perché quando qui giunsi la Beppa Superiora, e l’Angioletta erano incomodate, onde come sapete in simili incontri, da chi stava bene conveniva operare doppiamente. Non potendo per la ragione a voi nota prendere meco per mio ajuto personale di scrivere cioè, e negli Esercizj la mia Cristina presi la Cara Beatrice, la quale mi assiste essa. Per vostra consolazione vi dirò che queste buone Dame li fanno con un fervore ed un assiduità edificante, ed il concorso delle medesime supera quello degli anni scorsi. Le raccomando però alle orazioni vostre ed a quelle di tutte, perché il Signore le benedica, e ne cavi la di Lui gloria. Io poi vi prego tutte di una carità, e questa si è non già per le Dame, ma per due anime che molto ne abbisognano di applicare tutte una Comunione, e dir per nove giorni 3 Gloria etc., e tre Ave Maria etc. secondo la mia intenzione. Dopo avere scritta una parte di questa lettera, ne ricevetti una della nostra Elena nella quale mi dice come lunedì contava di partire per Bergamo. Piaccia al Signore che possa rimettersi, almeno com'era prima. Questa lettera un altra ne conteneva dell’ottimo Marchese Casati. Se mai lo vedeste, o veramente aveste l’occasione di vedere il degnissimo Signor Conte Mellerio presentate all'uno, ed all'altro li miei più distinti doveri. Dite al prelodato Signor Marchese, che mi perdoni se oggi mi è assolutamente impossibile riscontrare la gentilissima di lui lettera, ma che spero poterlo fare coll'ordinario di sabato. Dico che spero, perché vi assicuro che queste Dame sono tanto buone e tanto umili, che mi vorrebbero dipinta dove stanno esse. Tanti rispetti al degnissimo nostro Signor Preposto. Supplicatelo quando ha un momento di rispondermi per mia norma su quanto gli domandai nell’ultima mia, peraltro quando aveste naturale occasione di vederlo. Addio mia Cara Figlia. Tutte vi salutano, ed io abbracciandovi tutte col più cordiale attaccamento tutte vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria. Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Venezia Santa Lucia 2 giugno 1824 NB. Firma autografa della Canossa. Lettera scritta da Beatrice Olivieri. Alla Signora La Signora Domenica Faccioli Figlia della Carità Parrocchia Santo Stefano Contrada della Signora MILANO 1500 4 febbraio 1825 La piccola comunità di Santo Stefano è esemplare e la Canossa ne gode; intanto aggiunge notizia delta sua salute e di quella delta Roggia. V.G. e M. Carissima Figlia Potete facilmente comprendere mia Carissima Figlia la mia consolazione nel sentire dalla cara vostra lettera i buoni diportamenti dell'amato mio piccolo gregge sopra del quale imploro dal Signore le più copiose benedizioni. Rapporto al muratore pagate pure, e poi in una lettera mandatemi il conto ch'io vi farò avere il danaro. La mia salute continua ad essere così e così per altro oggi mi sento un po' più bene solo assai stanca per la tosse avuta questi giorni. Onde non vi prendete pena, che già da un giorno all’altro non sarà altro. Addio mia Cara Figlia vi abbraccio unitamente a tutte di vero cuore lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Or ora li 4 febbrajo 1825 Vi sapro' dire domani per domenica se dovete condurmi la Cara Maddalena conforme sarà la mia tosse perchè sapete che quando l’ho grande non ho forza di parlare in lungo. La Teodora per l’intercessione di Maria il giorno della Madonna è andata a Messa e mi scrisse che si sentiva benissimo. Per la Maria sto molto più quieta perchè si sa che mal è. 1508 11 marzo 1825 Rapida notizia sul suo felice arrivo a Verona. Delle due postulanti attese una sola è entrata, ma fa benissimo. Andranno a Milano, di passaggio, i coniugi Padenghe. Li riceva bene, ma senza soggezione. V.G. e M. Carissima Figlia Due sole righe perchè neppur oggi mi è possibile di scrivervi lungamente come vorrei mia Carissima Figlia trovandomi soffocata dalle occupazioni. Vi dico dunque solo per vostra quiete che il mio viaggio per Verona fù felicissimo, e che mi trovo a salute discretamente bene anzi vi dirò che oggi mi sento proprio bene. Trovai anche le compagne di qui in buona salute, onde ringraziamo di tutto il Signore. Di due novizie che dovevo condur meco non potei combinare che per una sola cioè della bergamasca. Sin ora questa porta benissimo, e promette una buona riuscita. La raccomando alle vostre orazioni. Vi prego di darmi le notizie del ginocchio della Cara Maria e della salute di tutte voi. Vi raccomando di stare sempre allegre, e di correre nella perfezione come i giganti onde possiate piacere al Signore. Vi abbraccio tutte di cuore. Non vi scordate di me nelle sante vostre, orazioni e vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria. Vi avverto che vuol venire da voi una certa Signora Teresa Padenghe veneziana con suo marito. Venendo dunque vi prego di far loro tutte le buone grazie che potete. Serviteli di caffè. Insomma vi raccomando assai di trattarli con gentilezza. Non vi prendete soggezione perchè vi assicuro che sono persone assai buone e di libertà. Di nuovo sono Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona 11 marzo 1825 Firma autografa della Canossa. 1512 15 marzo 1825 Se la Canossa ha dimenticato di risponderle intorno ad una certa ragazza, sappia che le sue tante occupazioni le impediscono perfino di ricordarsi " di avere la testa attaccata al collo". Intanto non si preoccupi del suo ritardo: arriverà presto anche a Milano.V. G. e M. Carissima Figlia Vi ringrazio mia Cara Figlia di quanto favoriste spedire a Bergamo a quella Superiora per far poi avere a me. Alla medesima darò ordine che vi supplisca la spesa. Presentandomisi un incontro per Milano ne approfitto per ispedire alla stessa Superiora di Bergamo una lettera ossia piccolo plico che assai mi preme. Lo troverete qui occluso, e mi raccomando più presto che potete di spedirglielo per mezzo del corriere. Anzi se questo non viene da voi, informatevi dal Signor coadjutore Don Massimiliano in qual albergo il suddetto alloggi, acciò potiate mandargli a dire che gli volete parlare. Sento poi con sommo piacere come la vostra dottrinetta continui bene e quanto zelantemente si prestino le care compagne; cosa che in vero mi reca consolazione. Vedrete che sempre più Maria Santissima benedirà il tutto. Quello che mi sta poi a cuore si è che abbiate cura della vostra salute, e che davvero vi governiate; perché non vorrei che per prova del primo anno del vostro superiorato aveste d’ammalarvi. A voi fece sorpresa ch’io non v’abbi scritto per la ragazza Aurelia; ma non sapete che ne ho tante d’attendere, che non so nemmeno come mi ricordi di avere la testa attaccata al collo. Quando il Signor Preposto n'è persuaso ricevetela pure. Domanderò alla cara Angelina se ha gli esami che voi bramate ma temo che non tenga nulla di scritto. Mi faceste ridere sentendo che tanto vi pesa ormai la mia assenza, il tempo ben sapete ch'è galantuomo, e che presto passa onde tranquillatevi anche per questo che per i santi Esercizj ci rivedremo. Al mio ritorno dopo essere stata a Venezia, ove vi provvederò il Zucconi, ve lo porterò. La mia salute va bene come pure quella delle care compagne. Pel corriere già mi avete inteso informatevi dal signor Don Massimiliano dove il corrier di Bergamo va a smontare, che credo sia al Capello, e per mercoledì 23 marzo fategli dire che volete parlargli dubitando io che adesso, ch'io non sono più ne a Bergamo ne a Milano il corriere non verrà più e consegnate al medesimo quando verrà l’unito plico che contiene delle Carte d’impegno. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria abbracciandovi di vero cuore, e pregandovi tutte a raccomandarmi assai a Maria Santissima e vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria La Cristina vi abbraccia tutte distintamente, e vi ringrazia tanto, e poi tanto di tutto quello che gli avete mandato Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona li 15 marzo 1825 NB. Lettera scritta da due segretarie, di cui la seconda è Cristina Pilotti. Firma autografa della Canossa. 1515 24 marzo 1825 I rapporti col nuovo Preposto di Santo Stefano si stanno rasserenando e la Canossa dimostra che, quando si cerca Dio solo e il bene delle anime, tutto finisce per appianarsi. Le altre notizie di cronaca interna non hanno particolare rilievo. V.G. e M. Carissima Figlia Mi sono molto consolata ricevendo nella cara vostra lettera buone nuove di tutte voi sentendo anche come il Signore benedice sempre più la piccola sua casetta ed il mio caro piccolo gregge. Rapporto al vostro digiuno ubbidite al Signor Preposto, e non abbiate scrupolo alcuno. Già a me pareva impossibile, che aveste potuto fare la quaresima digiunando tre giorni alla settimana. Ho molto piacere anche di quanto mi scrivete della gentilezza del Signor Preposto di Santo Stefano. Vedrete che facendo come sempre vi raccomandai cioè servendo al Signore non cercando che Dio solo ed il bene delle anime senza curare nè l’aggradimento delle persone di questo mondo, ma andando sempre però col debito rispetto e deferenza coi Ministri del Signore, e massimamente co' Parrochi e Superiori, raddrizza tutto quantunque, anzi meglio, stando alla larga, e lontani da tutto e a tutti. Sento il desiderio del Signor Preposto di Santo Stefano, che riceviate la festa le Polti. Vi raccomando mia Cara Figlia di tenerle ai patti doverosi, e di avvertire che non facciano discorsi colle altre, perché già sapete la seconda in particolare che ha dell’aria di Montebaldo in abbondanza, onde mi preme che non porti danno alle altre. Tenetele colle buone, ma in soggezione del Parroco, ed anche di voi altre, perché così richiede il loro bene, ed il vostro. Molto mi consolai anche della decisione del Signor Paletta, intorno le due buone compagne nostre. Quando ultimamente fui a Bergamo feci visitare da uno dei migliori Professori anche il ginocchio della Maddalena, e si combina il pensiero di questo con quello di Paletta, che è di non farvi niente. Stò più quieta per ambedue. A dire il vero siamo noi Figlie della Carità molto piene d’impostura, la diamo da intendere, come stassimo in ginocchio molto, e non abbiamo tempo tante le volte per le nostre ragazze neppure di ascoltar Messa. Rapporto alle due che avete preso a scuola già sapete, che io mi rimetto subito a quanto giudica il Superiore. Solo vi raccomando in generale di non caricare troppo la scuola, perché sarà impossibile insegnar bene a lavorare, e se le donne non lavorano e non sanno farlo bene non si precipitano per un verso, ma si rovinano per un altro. Rapporto ai gradi della retta intenzione, certamente che sul Rodriguez non troverete tali gradi con questo nome, ma guardate nel tomo primo, ove parla degli esami e troverete i gradi di fare tutte le cose puramente per Iddio, questi sono i gradi della retta intenzione. Tutte le compagne qui se la passano in sostanza bene, come io pure, solo vado sentendo che bisogna che mi degni di farmi cavar sangue. Tanti rispetti al nostro Signor Preposto. Raccomandatemi a Maria Santissima,, che ne ho bisogno. La nostra novizia e ancora confusissima, raccomandatela a Maria nostra Madre. Vi lascio nel Santissimo suo Cuore, abbracciandovi col maggior attaccamento. Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Tanti complimenti alle mie Care Amiche Visconti e Durini. 24 marzo Verona 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1516 26 marzo 1825 Poiché non ha ricevuto conferma dell'arrivo e dell'inoltro del plico di carte, che le aveva fatto tenere, la Canossa ne chiede con una certa apprensione e prega che quando domanda simili piaceri, se ne faccia il necessario riscontro. V.G. e M. Carissima Figlia Questa volta debbo scrivervi mia Cara Figlia per la mia poca memoria. Aveva nel mio cuore ultimamente quando vi scrissi di domandare una cosa che tanto mi preme, e poi me ne dimenticai. Vorrei dunque sapere, se avete giorni sono ricevuta una mia con un occluso plico diretto alla buona Superiora di Bergamo, ch'io vi mandai per mezzo del Signor Giuseppe Caccia. Nella lettera che a voi scriveva vi diceva che v’informaste col Signor Coadjutore, ove poteste mandare a dire al corriere di Bergamo che vi venisse da voi, per consegnarli il plico, il quale conteneva Carte d’importanza. Non so dunque come la cosa sia, non vedendomi riscontrata di ricevuta di quanto vi dissi né da voi, né dalla Rosa Superiora di Bergamo. Oggi scrivo per lo stesso oggetto anche alla suddetta, bramando quanto prima aver nuova della cosa. Come già ben sapete mia Cara Figlia, io dò a voi ben volentieri i miei ordini, e vi chieggo dei servigj, sapendo benissimo quanto amiate fare a me cosa grata, ma desidero poi fatto il piacere, me ne diate notizia. Appunto per questo risparmio di pregare la cara Elena di molte cose, e piuttosto ricorro a voi, perché la stessa a motivo delle molteplici cose, a cui deve attendere spesso non si ricorda riscontrarmi di quello le scrissi. Se non aveste poi ancor ricevuto niente, mandate dal Signor Caccia a vedere. In ogni modo riscontratemi su di ciò, ed io vi scrivo a Bergamo, che ci mandino il corriere. Sappiate che ho molto daffare, onde non mi posso allungare di più. Negli entranti giorni della Settimana Santa io avrà uno speciale bisogno di orazione, e perciò mi raccomando alla carità del mio piccolo gregge. La mia salute va benino; anzi qui sono tutti contenti di me e della mia cera, onde consolatevi anche voi. Vi abbraccio tutte di vero cuore, lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria Addolorata. Di Voi Carissima Figlia Verona San Giuseppe 26 marzo 1825 1521 Chiedendole di darle riscontro ogni volta che la Canossa la prega di qualche commissione, non è per mancanza di fiducia e glielo dimostra subito, incaricandola di inoltrare., per mano sicura, un plico di carte che le allega. V.G. e M. Carissima Figlia Ho ricevuto la Carissima vostra, e sono più che persuasa mia Cara Figlia della vostra premura ed esattezza che avete di favorirmi; non m'intesi che d'avvertirvi che fatto che mi abbiate il piacere, tosto me lo significhiate, e questo vi servirà di regola anche per altri incontri. In attestato poi della mia persuasione ch’io ho di vostra esattezza, eccomi a darvene una prova. Unita a questa mia qui occluso, vi mando un plico diretto al Signor Preposto di San Giorgio; appena dunque ricevuto perché più sicuramente gli pervenga, ordinerete alla portinaja madre della Luigia, e per mio conto le donerete qualche cosa, che essa in persona lo porti e consegni al suddetto Signor Preposto, premendomi d’essere da voi presto assicurata, ch'egli abbi ricevuto questo plico, contenendo il medesimo Carte di molta importanza. Vi scriverò in lungo un altra volta avendomi fatto cavar un po' di sangue, ma v'assicuro che non è che un semplice bisogno. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria. Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità. 7 aprile Verona 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1525 Scambio di notizie interne, senza alcuna di particolare rilievo. V.G. e M. Carissima Figlia Spero, che col corriere avrete ricevuta una mia lettera mia Cara Figlia, ed io una ne ricevetti in questi giorni di voi per la posta, nella quale mi dite, che non sapete cosa scrivermi, e mi piacque assai la vostra schiettezza. Godo di sentirvi in buona salute unitamente a tutte le care compagne. Io ho una piccola visita della mia tosse, ma voglio sperare, che da un giorno all’altro, se ne anderà. Siccome si avvicina il tempo della mia gita a Venezia, cosi si avvicina anche il tempo del mio ritorno a Milano. Voi avrete già terminate le apostoliche vostre fatiche della Quaresima, e mi figuro, che avrete convertito i popoli. Dite alla buona Maddalena, che ho inteso tutto, e che godo di sentire i santi suoi desiderj, ma che alla mia venuta parleremo per l'affare ad essa noto, e che intanto, faccia orazione. Quando mi scriverete spero, che mi direte cosa avete fatto del plico che vi feci avere da consegnare al Signor Preposto. Similmente desidererei che quando, mi scriverete mi daste le nuove delle mie buone amiche Durini e Visconti. Venendo poi da voi la Durini, vorrei che con la vostra furberia, senza che la medesima si accorgesse, che io sono quella che bramo saperlo, indagassi se ha ricevuto una mia lettera. La mia salute sarebbe buona se non avessi la visita della mia tosse. Ma io voglio sperare che da un giorno all'altro se ne andrà tanto più che ora andiamo incontro alla buona stagione. Abbracciate per me tutto l’amato mio gregge ed abbracciando voi pure in fretta vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia Verona li 17 aprile 1825 Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
NB. Firma autografa della Canossa.
1534 Terza lettera che ripete quanto la Canossa ha scritto il 29 aprile alla Dabalà e il 1° maggio alla Bernardi. Le aggiunge solo notizie dei suoi genitori che furono a trovarla. V.G. e M. Carissima Figlia Voglio darvi le mie nuove un'altra volta mia Cara figlia prima della mia partenza per Venezia. La mia salute dunque va' sufficientemente bene, anche la tosse è quasi cessata. Ma vi assicuro mia Cara Figlia che in questa settimana non ebbi per cosi dire un momento di respiro e perciò mi trovo un po' stanca. Ma già il viaggio che son per fare al mio solito mi farà bene. Domani mattina dunque a Dio piacendo partirò per Venezia, giacché come potete ben credere anche colà oltre gli Esercizj, mi attendono diversi altri affaretti da sbrigare, e fu per questo che procurai andarvi qualche giorno prima della Pentecoste dovendo subito dopo quelle sante feste ritornare a Verona, per passare indi subito a Milano. Onde mia Cara Figlia presto ci rivedremo. Brevemente vi voglio anche raccontare, come giovedì, giorno 28 ci onorò di sua visita l’Augusto nostro Sovrano, e trattò meco con indicibile bontà e clemenza, visitò la casa e le scuole, e il tutto andò bene. Il giorno susseguente poi fummo onorate della visita dell'amatissima nostra Sovrana la quale pure oltre avermi mostrato moltissima bontà, mi trattò quasi amichevolmente. Vi dirò poi tutto più distintamente in voce. Intanto vi prego di ringraziare di cuore la nostra Santissima Madre Maria, che tanto si degna benedire e prosperare questo minimo suo Istituto. Ringrazio anche voi tutte dell'orazione, che avete fatto per me, ma vi prego di continuarmi la carità, perché a Venezia pure avrò molto bisogno dell’ajuto del Signore, e di Maria Santissima. Vi dirò anche, che in uno dei passati giorni fu a ritrovarmi la vostra mamma, la quale non solo stà benissimo, ma è molto robusta nella sua età. La medesima vi manda molti saluti a nome anche di vostro padre, il quale ebbe un forte dolore in una gamba, adesso sta meglio, e non è per quel suo incomodo obbligato a letto. Le insegnai a riparargli la parte addolentata come uso io colle pelli, dovendogli ciò molto giovare; ma già andiamo verso la buona stagione, onde speriamo che il caldo lo libererà. Vi risponderò a tutto da Venezia, intanto vi abbraccio tutte di vero cuore, mi raccomando di nuovo alle vostre orazioni, e vi lascio nel Cuor di Maria Santissima. Di Voi Cara Figlia Verona San Giuseppe primo maggio 1825 Fatemi tutte la carità per 9 giorni di recitare 9 Angele Dei, un Magnificat, ed un Sub tuum Presidium, perché gli Angioli santi, che supplichino la Santissima nostra Madre e loro Regina perché benedica tutto. Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità NB. Firma autografa della Canossa. 1535 Da Venezia, dove è arrivata il giorno antecedente la Canossa scrive " al suo piccolo gregge" come chiama la comunità di Santo Stefano, perché è angustiato. Il sostituto di Mons. Zoppi avrebbe voluto che le Figlie della Carità si prodigassero anche di più, non rendendosi conto che di più non avrebbero potuto fare. Ora c’è stato un dialogo, che pare abbia sboccata la situazione e la Canossa le conforta, assicurandole che è proprio necessario dimostrare tutte le fatiche, cui debbono sottostare, perché si chiariscano i limiti, oltre cui non è umanamente possibile andare .V.G. e M. Carissima Figlia Dopo un ottimo viaggio arrivai jeri alle ore 6 in circa a Venezia, dove ritrovai una cara vostra lettera, che mi affretto di riscontrare sul punto comprendendo che tutto il mio caro piccolo gregge si trova alquanto angustiato. Questo è il momento di ripetere veramente, non vogliate temere o piccolo gregge, perché il Padre Celeste vi tiene apparecchiata la corona, ma parlando coll'affetto di madre, che vi porto debbo aggiungere, coraggio mio piccolo gregge, a non abbattervi tanto facilmente. Io ben capisco, che l’ardentissima e caritatevole premura, che ha il Signor Preposto del bene di tutto l’Istituto lo avrà reso tanto sollecito, che si veda la molteplicità delle vostre occupazioni. Voi però avete fatto benissimo a significargli tutto, e non solo per dovere ma anche perché sono certa ch'egli lo desidera, e molto brama che trattiate seco alla semplice e candidamente, umilmente s'intende, ma fategli sempre conoscer tutto quello che fate, quello che non potete fare, dove arrivano le vostre forze, e dove non si possono estendere, che già vedrete che egli subito si persuade come mi scrivete ha tatto questa volta, non potendosi meglio dichiarare le circostanze che da chi si trova tutto il giorno. Proponetegli anche il ripiego, che avete pensato voi rapporto allo scrivere, io credo gli piacerà, cioè di elegere o due, o quattro, o 6 se credete altre ragazze, oltre le solite 18 che vengono a scrivere alle quali insegniate solo quando mancano quelle stabili di ogni giorno cioè le 18 solite e ditegli senza scrupoli quanto e come frequentate l’ospitale, siccome anche il metodo giornaliero che tenete. Peraltro mia Cara Figlia non vi affliggete, nessuna di voi si perda di coraggio. Tutto quello che fate tutto lo fate per servire e compiacere il nostro buon Signore, poco dunque preme, che il poco che facciamo venga conosciuto e considerato. Anzi vedete mio caro e piccolo gregge dovessimo desiderare di operare dinnanzi a Dio quanto operarono gli Apostoli, e che tutti credessero, che giocassimo tutto il giorno, quantunque però io desideri, che abbiate tutto questo spirito, nello stesso tempo vi ripeto che facciate conoscere tutte le cose, umilmente al Superiore, come abbiamo dovere di fare, acciò egli possa farne quel giudizio ch'è il più accertato. Fatto questo poi dobbiamo amorosamente, e tranquillamente rimetterci nel beneplacito del Signore. Presto già come vi ho scritto, e come sapete, ci rivedremo, onde in allora concerteremo tutto il rimanente. Intanto vi raccomando tutte di pregare assai per me. il Signore e Maria Santissima, e abbracciandovi tutte di vero cuore vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria. State allegre. Addio Di Voi mia Cara Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Venezia Santa Lucia 4 maggio 1825 NB. Le ultime tre parole della lettera sono autografe, come la firma, della Canossa. 1537 Alla Canossa preme moltissimo che la lettera indirizzata a Don Burocco di S. Giorgio e che le acclude, arrivi sicuramente a destinazione. La mandi quindi e dia a lei un cenno di ricevuta. I preparativi che stanno facendo nella piccola casa per la visita, che pare prossima, dell’Imperatore saranno benedetti dal buon Dio e, intanto, si rasserenino, anche se debbono sopportare una certa visita settimanale, forse quella del Prevosto. V. G. e M. Carissima Figlia Eccomi mia Cara Figlia a darvi una nuova prova della mia persuasione, che ho della premura che voi avete di favorirmi. Vi prego dunque di far avere l’occlusa colla maggior sollecitudine che potete al Signor Preposto di San Giorgio, premendomi assai che gli sia consegnata sicuramente, e perché ciò segua gliela potete mandare dalla portinaja, raccomandandole che gliela consegni in propria mano. Sappiate che giorni sono con mio gran dispiacere mi è accaduto un in(c)aglio essendo andata smarrita un altra mia, che scrissi allo stesso Signor Preposto, e ch'io diressi all’Elena. E ne sono quasi certa ch'è andata perduta, perché è costume dell’Elena avvisarmi si della ricevuta, come della consegna. Vi prego dunque per mia quiete di scrivermi anche con due semplici righe, basta che mi diciate, che la qui occlusa fu consegnata. Posso poi darvi sufficienti nuove della mia salute, assicurandovi che proprio mi contento, eccettuato che mi trovo alquanto stanca, a motivo delle continue molteplici occupazioni che mi circondano. Sento i preparativi che avete fatto, e il buon ordine in cui vi siete mosse per l’arrivo di Sua Maestà. Avete fatto benissimo, vedrete che Maria Santissima vi benedirà ed assisterà, come sempre, in tutto. Riguardo ai perdoni, che mi chiedete, state pur quieta. Io già non sono per domandarvi perdono, perché avendo gran desiderio che diventiate santa, penso dirvi molte altre cose ancora, che vi facciano esercitare la virtù, ed avete bisogno di un po' di fortezza nel patire. Portate poi pazienza, se non potete veder risplendere nell’esterno la cara e santa nostra povertà, tenetevela invece più stretta ed attaccata al cuore, che il Signore gradisce il vostro e mio desiderio. Datevi poi coraggio, e rimettetevi anche per la visita che avete una volta la settimana; già conoscete che viene da buon cuore; onde non voglio per ciò, che nè voi, né nessuna del mio piccolo gregge si agiti, e perda la calma. Operate rettamente dinnanzi a Dio, e poi quiete tutte ed allegre. Venerdì mattina queste buone Dame cominceranno i Santi Esercizj. Mi raccomando assai alle vostre orazioni di tutte, avendone proprio non uno, ma molti bisogni. Vi abbraccio tutte di vero cuore, e salutandovi a nome di queste care compagne, in particolare della Beppa Superiora, vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria nostra cara Madre. Di Voi mia Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità. Venezia Santa Lucia 11 maggio 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1540 La Canossa ringrazia perché ha recapitato le sue lettere e si congratula con i Milanesi perché hanno onorato splendidamente l’arrivo dei Sovrani. Se per caso andassero a Santo Stefano, non si sgomenti. La metteranno essi stessi a suo agio. V.G. e M. Carissima Figlia Vi sono obbligatissima mia Cara Figlia della vostra premura, nel ricapitare la lettera, che vi occlusi, e nel significarmelo. Oggi spero sentire da voi il risultato. Anticipo intanto a scrivervi sinché le lettere giungano, per darvi intanto le nostre notizie, le quali grazie al Signore continuano ad essere buone. Ho sentito con quante feste, e magnificenza i Milanesi si sono maneggiati a ricevere Sua Maestà. Cose fatte tutte giustamente atteso il gran merito del Sovrano, e della Sovrana. Anzi se mai li medesimi, (che ciò forse non succederà) venissero anche da voi a Santo Stefano, non vi perdete punto, ma anzi fattevi animo, perché vi assicuro che tanto il Sovrano, che la Sovrana, hanno tanta bontà, clemenza, e pietà, che molto si compiacciono di vederci nella semplicità che porta il nostro Istituto, onde non vi turbate, né vi perdete. Oggi dopo avere scritto quasi tutto questo, ricevo un'altra Carissima vostra lettera, della quale molto vi ringrazio. Ho molto piacere che il Signor Preposto abbia ricevuto tutte le mie lettere. Sappiate però, che tre gliene scrissi. La prima, tre o quattro giorni prima che giungesse il nostro Sovrano a Verona, un altra poco dopo essere qui arrivata, e la terza fu quella che vi mandai. Quando lo vedete comodamente, cioè senza cercare di vederlo per questo, ma quando verrà a confessarvi, domandategli se ha ricevuto tutte tre queste lettere, presentandogli i miei rispetti. A Dio piacendo giovedì ho intenzione di partire per Verona. Scrivendomi da qui innanzi dirigetemi colà le lettere. Siamo grazie al Signore qui sul finire dei Santi Esercizj, cioè si concluderanno questi domenica di mattina. Non posso dunque in questi ultimi giorni trattenermi di più. Vi abbraccio di vero cuore lasciandovi tutte nel Cuor Santissimo di Maria, e raccomandandomi alle vostre orazioni. Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Venezia Santa Lucia 21 maggio 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1543 La Canossa a Verona. Probabilmente andrà presto a Bergamo e quindi anche a Milano. Intanto "il piccolo gregge" si faccia coraggio perché il Signore le tratta " da vere spose del Crocifisso". I rapporti col Prevosto sono ancora piuttosto tesi per la di lui incomprensione. V.G. e M. Carissima Figlia Appena giunta jersera dopo aver fatto un felicissimo viaggio, ricevetti la cara vostra, che qui era arrivata da pochi momenti. Vi ringrazio mia Carissima Figlia di quanto mi comunicate intorno al Signor Preposto. Quantunque al presente gli Esercizj di codeste buone Dame siano ritardati per altro tempo, pure sono nella lusinga, di abbracciarvi fra non molto. Già con altra mia vi avvertirà del giorno che facilmente mi partirò di qui per Bergamo. Intanto vi esorto, a ringraziare il Signore, ch' Egli si degna volere che voi caro mio piccolo gregge operiate puramente per la di Lui gloria, senza concedervi umana riconoscenza. Qui veramente sta il forte della vera virtù, quando però si procuri contentarsi delle divine di Lui disposizioni, ed intieramente uniformarvisi. Noi intanto continuiamo ad operare ed a fare il nostro dovere. Mi consolo però tanto con voi e con tutto il mio piccolo gregge, e tutte meco vi dovete consolare, che il Signore vi cominci a trattare da vere spose del Crocifisso. Non avete voluto che vi comperassi due soldi di stoppa, onde state ferme a pie' della Croce. Coraggio, e poi coraggio dico a voi e a tutte, non vogliate rifiutare questo poco di patire, se volete giungere a' que' troni reali, che vi stanno preparati in Paradiso. Tutta l’entrante settimana spero fermarmi in questa Casa, onde sino sabato prossimo potrete indirizzarmi le vostre lettere qui a Verona. Trovai qui tutte le care compagne in buona salute; io sto benino, sono pero' un po' stanca. Continuatemi vi prego la carità e l’assistenza delle vostre orazioni, avendone in ogni luogo e in ogni tempo sommo bisogno. Mi riservo a dirvi molte altre cose in voce, intanto vi abbraccio di vero cuore, e vi lascio tutte nel Cuor di Maria Santissima. Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia, della Carità Se sabato mi scrivete dirigete la lettera a Bergamo. Verona San Giuseppe 29 maggio 1825 NB. Poscritto e firma autografi della Canossa. 1551 Buono il suo ricorso alla Madonna per calmare la sua angoscia, ma poiché la causa era il ritardo del suo arrivo, non valeva la pena provarla. V.G. e M. Carissima Figlia Dal Signor Pedrino avrete sentito le mie buone notizie, che ora io vi confermo. La Cristina jeri stette un poco bene, ma oggi grazie al Signore sta meglio però vi prego di tenerla raccomandata al Signore, e così vi prego tutte di farmi sette Comunioni quelle che avete in libertà per tante cose. Rapporto poi alle vostre angustie per la mia partenza, avete fatto benissimo di andare dalla Madonna, ma anche umanamente parlando non vi era motivo di tanto angustiarvi perchè già sapete che presto devo ritornare a Milano per gli Esercizj delle Dame, onde ci rivedremo. Mercoledì a Dio piacendo vi scriverò più in lungo mia Cara Figlia e scriverà alla Cara Maria, ed alla Cara Maddalena,e se potrò una righetta la farò anche all'Angela ed alla mia Luigia se non potrò mercoledì, lo farò un'altra volta. Addio mia Cara Figlia coraggio ed abbandono in Dio, che il Signore da tanti anni te lo domanda. Ti lascio nel Cuor Santissimo di Maria. Di Te Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Bergamo li 25 giugno 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1552 [Tra il 25 e il 29 giugno 1825] La Canossa aveva promesso uno scritto meno laconico, ed ora mantiene, ma ripete, in gran parte, quanto aveva già detto nella lettera precedente. V.G. e M. Carissima Figlia Comincio dal dirle le nostre buone notizie, ed in particolare quelle della Cara Cristina. Sappiate che nei giorni passati non stette molto bene, ma jeri le abbiamo dato un pezzetto di velo della nostra Cara Madre Lauretana, e sul punto cominciò a star meglio, e continua per grazia del Signore, è già in piedi in somma sta benino. Io grazie al Signore mi sento bene, così pure è di tutte queste compagne che di cuore tutte vi abbracciano. Questa volta sarete contente, perchè ho procurato di scrivere a tutte, ma poi fino al mio ritorno costi che sarà già in breve tempo, non potrò più scrivere a tutte avendo, in questi giorni molto da fare. A questo proposito vi raccomando a tutte di tenermi molto raccomandata al Signore ed a Maria Ssantissima avendo bisogno della loro assistenza. Rapporto poi all'Acqua di Nocera ho procurato di far il possibile per poterne avere. Prima ho domandato se ve ne fosse stata qui, ma non se ne trova, ho scritto dunque a Verona, ed anche a Venezia, e vedremo se potremo averne. Se vedete Don Angelico presentategli i miei doveri, ed assicuratelo che scrissi, e che se a Verona di quell’acqua ve ne sarà la spediranno a Milano subito colla diligenza. Nello stesso tempo feci domandare al nostro Dottor Roveli il quale diede quell’istesso rimedio a sua sorella, ed alla nostra Stella, che guarì, se lo fece fare per questi coll’acqua di Nocera, o con quella del pozzo in mancanza della prima, e subito che avrò la risposta ve la manderò da dargliela. Mi aveva scritto anche l’Elena ma manderò la risposta a voi perchè siete più vicina di casa. Voi vedete che Cristina termina questa lettera, onde state quieta, che vedete che sta meglio, e la medesima vi prega tutte a ringraziare Maria Santissima della grazia che le fece. Mia cara Figlia vedete, che bella testa che ho. Non mi ricordo se vi abbia promesso una carta che parli del voto d’ubbidienza al confessore. Sul dubbio ve la occludo, e se m'inganno ritenetela sino al mio ritorno. Presentate i miei rispetti al Signor Preposto al quale voleva scrivere per fare un atto di dovere, ma mi riservo ad altro momento, ed intanto fatelo voi per me. Addio mia cara Figlia, vi raccomando assai alle orazioni di tutte. Vi abbraccio di vero cuore, e vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia Troverete qui una lettera per la nostra Elena farete il piacere di fargliela avere subito, perchè se mai mi vuole scrivere col corriere abbia tempo di farlo giacchè il corriere viene a smontare alla vostra casa. Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità NB. Lettera scritta da due segretarie, di cui, la seconda, Cristina Pilotti. Firma autografa della Canossa. 1557 Semplice preghiera di far bene la sua commissione: mandare per via pri vata una lettera a Mons. Zoppi di Massa e un involtino alla Bernardi, poi mandarle la risposta.6 luglio V.G. e M Mia Cara Figlia Dovendoci rivedere tra pochi giorni vi dirò solamente ch'io sto bene e Cristina sufficientemente. Vi occludo una lettera per Monsignore di Massa. Mandate a pregare il Signore di lui Fratello Commissario di favorirci un momento, e consegnategliela in proprie mani a mio nome presentandogli i miei complimenti. Pregatelo di consegnarla al Padre Preposto Pranca pre- mendomi vada per occasione privata. Vi occludo una lettera per la Cara Elena che favorirete mandarle sul momento e ricordatevi che se non mi mandate la risposta io non posso venire a Milano. Mando anche un fagottino che farete tenere all'Elena. Addio il mio caro piccolo gregge. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Mandate il fagottino come sta senza aprirlo all’Elena essendovi dentro la lettera, e mandate all’Elena pure la scatola. NB. L'ultima parte del poscritto e la firma autografi della Canossa. 1558 9 luglio 1825 Altra rapidissima commissione: mandare una lettera al signor Piero Porta. Il resto a voce perché arriverà entro pochi giorni. V.G. M. Carissima Figlia Nella lusinga di abbracciarvi tra pochi giorni oggi altro non faccio se non che salutare con voi il nostro caro piccolo gregge e pregarvi di far avere l’occlusa al buon Signor Pedrino. Vi abbraccio tutte di cuore e vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità NB. Firma autografa della Canossa. 1562 L'esercizio di meditazione sulla Passione del Signore attutisce la sua pena per l’assenza della Canossa, la quale però la sollecita a godere di trovarsi sola con Dio solo. Descrive poi l’arrivo delle maestre di campagna, per gli Esercizi, accompagnate da altre contadinelle che, con le loro effusioni di simpatia, la " favoriscono come la favorirebbe l’orso". Carissima Figlia Erami molto consolata mia cara Figlia sentendo dalla lettera che mi scriveste a Milano, che l’esercizio suggeritovi intorno alla Passione del Signore vi dava tanto conforto, e vi teneva affatto tranquilla sulla mia partenza, ma molto bramerei che ciò continuasse, e che facendo compagnia al nostro appassionato Sposo foste se non consolata almeno contenta di trovarvi sola con lui solo. Voglio dunque conservare la speranza che lo farete. Vi ringrazio delle nuove che mi date della Poli. Continuatemene quando mi scrivete le notizie. La mia salute va bene. Domani a Dio piacendo, dassi qui principio ai santi Esercizj. Se vedeste mia cara Figlia questa nostra casa certi momenti pare il presepio venendo queste Care Contadinelle chi ad accompagnare qualcuna che resta, chi per salutarmi e parlarmi di Dio, che vi assicuro servono d'argomento da profondarmi non saprei in che luogo sotto i loro piedi, e però una grazia particolare, che non resti soffocata perchè mi favoriscono alcune come mi favorirebbe l’orso, ma è una gran consolazione. Vi prego, ma non per oggi, ma per la settimana ventura di, farmi comperare dalla Teresa portinaia una svanzicher di color scajolo da fare il color di rosa. Vi ringrazio della lettera che mi avete spedito, e vi prego tutte in questa novena di Maria Santissima Assunta al Cielo di ricordarsi di me ch'io mi ricorderò di voi altre, e se potrò vi scriverò una cartina come l’avete da fare. Sono già qui entrate sei figlie ed a momenti ne aspetto altre dieci e poi verranno le altre. Assisteteci coll'orazione onde ne cavino frutto. Vi occludo una lettera pel Signor Preposto. Vi raccomando di fargliela avere con sicurezza. In fretta vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
Se il Signor Proposto vi consegna qualche lettera custoditela che poi me la manderete col corriere. Bergamo li 3 agosto 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1568 Prova. ancora sgomento a sentirsi sola e lontana dalla Fondatrice, per cui la Canossa la incoraggia con il sollecitarla a tendere a "Dio solo, e poi Dio solo". V.G. e M. Carissima Figlia Due sole righe tante per dirvi mia cara Figlia, che la mia salute è buona, e che a Dio piacendo venerdì ho intenzione di partire per Verona. Vi ringrazio mia cara Figlia dell’aver parlato al Signor Preposto per via di qual danaro, e che il medesimo si sia preso l’incomodo di parlare al Dottor Castiglio. Rapporto alla lettera di quella Figlia di Maria del Padre Bellavite avete fatto benissimo a non mandarmela per la posta. Consegnatela pure al corriere che la Superiora me la farà avere. Ma cara Figlia da brava coraggio e poi coraggio. Gli anni passano e ci avviciniamo alla beata eternità. Egli è pur tempo che ci distacchiamo una volta, e non ci spaventiamo di alcune miglia di maggior distanza. Dio solo, e poi Dio solo. Ricordatevi del vostro Sposo abbandonato nell’orto degli ulivi, e fategli un po' di compagnia, ma di buon animo, giàcchè essendo in agonia in un mare di pene, non ha bisogno per conforto di vederci rattristate per inezie da nulla. Vi assicuro per altro che col cuore non mi allontano da Milano, e che nel cuore di Maria sempre ci troveremo. Vi accludo una lettera, ed un libro della pratica d'amar Gesù Cristo l’uno, e l’altro consegnatelo al Signor Preposto. Vi accludo poi una carta per la quale ho bisogno d'avere da voi un servizietto, cioè, che mandate a chiamare il Signor Giovan Battista Cogliati, e che le consegnate da leggere tal carta, indi pregatelo a darvi a nome mio la risposta in una carta volante, e poi fatela avere col corriere a quella Superiora. Il tempo non mi permette di più trovandomi come potete credere affollatissima d’imbrogli. Riveritemi tanto tutte le care compagne che di cuore, con voi abbraccio, e lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria sono Di Voi Carissima Figlia Tua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Mandate i dodici zecchini all'Elena. Mercoledì manderò a voi il mio debito. Bergamo li 17 agosto 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1571 La Canossa vorrebbe davvero poterle mandare qualche giovane in aiuto, ma le novizie sono da formare e non ha nessuna libera. Cerchino di non fare più del possibile. Tratta poi del come farle avere il danaro della novizia Caccia. V.G. e M. Carissima Figlia Due sole righe mia cara Figlia in riscontro della cara vostra che ricevetti col mezzo della Durini. Godo di sentire che tutte voi siate in buona salute. Io me la passo discretamente. La Cristina pure va rimettendosi. Non dubitate però ch'io mi scordi del mio piccolo gregge, che anzi continuamente l’ho nel cuore. Vi assicuro che vorrei potervi sul punto dar ajuto, come mi dite con qualche compagna, ma credetemi mia Cara Figlia, che in tutte le Case siamo talmente soffocate d’imbrogli e di occupazioni che non si sa come difendersi perchè quantunque qui in noviziato abbiamo molta gioventù sono tutte d’allevare e vi assicuro, che le poche vecchie hanno il loro dafare. II Signore vedrete con un po' di pazienza provvederà. Intanto datevi coraggio cercate di governarvi per aver forza di fare il poco che potete. Vi ringrazio delle lettere che mi avete spedito delle compagne che mi furono tutte assai care. In somma fretta abbracciandovi tutte di vero cuore vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona li 24 agosto 1825 [NB. Nella contropagina, a foglio piegato in diagonale, la stessa segretaria scrive: ] Mia Cara Figlia, scriva al Signor Caccia di portarmi del danaro delle due figlie, che qui abbiamo, affinchè la metà alla volta, col mezzo del corriere di Bergamo, che vi sta piu' vicino, che alla Certosa, lo mandiate con una vostra riga a quella Superiora di Bergamo. Il Signor Caccia vi dirà se ha piacere, che la ricevuta gliela mandi dirigendogli una mia lettera. Voi scrivetemi subito la somma che avrete ricevuto per mia norma, e per la ricevuta. Non faccio il cambio di questo danaro con quello che ho ancora a Bergamo di ragione della Casa di Milano, per non fare imbrogli nelle monete che mi furono consegnate per Milano tutte di una specie. Di cuore vi abbraccio nuovamente Tua Madre Alle altre care compagne scriverò un po' alla volta. NB. Firma autografa della Canossa. 1572 Solo in prova le permette di accogliere nella scuola una certa ragazzina, evidentemente troppo vivace e solo, dopo un periodo di esperienza, ella stessa darà il permesso di tenerla o meno. Si preghi ancora per sua nipote, contessa Ravignani, perché in continua alternativa di riprese e di ricadute. V.G. c M. Carissima figlia Vi scrivo due righe in somma fretta mia Cara Figlia, intanto che vi dico che adesso prendiate pure quella ragazza Feri in iscuola. Ditele prima però, che prima ne avete scritto e domandato a me, e ch'io vi ho permesso di prenderla intanto solo in prova per un mese, e che secondo si diporterà vi dico poi io in seguito, se vi dovrà restare o no. Vi ringrazio tanto mia Cara Figlia per l’orazione che procuraste all'ottima mia nipote Ravagnani la quale stà bensì meglio, ma non si può dire ancora che il male sia fuori di pericolo. Pensate voi, adesso, anzi in questo punto ho avuto la nuova che la miliara le diedi fuori per la quarta volta. Insomma vi prego di continuare a farla assai raccomandare al Signore ed a Maria Santissima. Per quella carta del Signor Cogliati non si saranno espressi bastantemente, ma vi ringrazio che già ho ripiegato. Consegnerete quanto prima, e favorirete far tenere sicuramente l’occlusa al Signor Pedrino. La mia salute, e quella di Cristina va discretamente., già Cristina è vacillante ancora. Non posso allungarmi di più, onde vi abbraccio tutte lasciandovi nei Cuori Santissimi di Gesù e di Maria Di Voi mia Cara Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona San Giuseppe 29 agosto 1825 Vi occludo mia Cara Figlia le 38 lire milanesi, che vi debbo, giacché ho un privato incontro che mi favorisce. Tanti rispetti al Signor Preposto. Fate pesare i due zecchini, per vedere se sono a marco perché dicono che in coscienza a Milano, vi dirà poi il Signor Preposto, ma se calano l’Elena dice, che Monsignore di Massa diceva che conviene tagliarli, ma voi poi ditemi se calano non avendo moneta comoda da mettere nella lettera altra che questa. NB. Firma autografa della Canossa. 1578 [Data di arrivo: 9 settembre 1825] La nipote Ravignani va migliorando, ma la sua salute esige ancora preghiere. La contessa Durini ha tanti desideri e anche la Canossa vorrebbe mandare un aiuto al" suo piccolo gregge ", ma per ora è solo un sogno. Poi fa i conti di quanto è stato speso a Santo Stefano e dimostra che quello che le ha dato non corrisponde per difetto. V.G. e M. Carissima Figlia Vi ringrazio mia Cara Figlia dell'orazione che fate continuare per la buona mia nipote, che grazia Dio va migliorando, non pero è guarita affatto ma la teniamo fuori di pericolo. Godo pure che voi tutte stiate bene. Anche la mia salute continua ad essere buona, e proprio mi contento potendo anche fare una qualche volta la Santa Comunione. Cristina poi è sempre vacillante, oggi è di nuovo allettata co' suoi dolori nervali. Raccomandate con essa anche me al Signore, acciò faccia di noi quello ch'è meglio. La buona mia Amica Durini è piena di santi desideri, ch’io più che volentieri vorrei poter effettuare ma lasciamo fare alla nostra Santissima Madre Maria, Essa ci penserà a suo tempo a provvedere anche al vostro bisogno col darvi un ajuto. Intanto voi mia Cara Figlia non vi stancate tanto a contare i mesi, già il tempo passa velocemente, non dubitate che assai presto ritornerà il tempo in cui ci rivedremo. Quanto stanno mai a passare altri pochi mesi!... Provate pure la ragazza Ferri, e continuate a darmi nuova dei suoi diportamenti, ciò che ad essa direte spesso, ch'io voglio cioè sapere come si porta, per tenerla così in freno. Ho piacere che abbiate ricevuto il danaro speditovi, ma vedrete se fate meglio i vostri conti che gli spesi saranno più di 26. Intanto le braccia 12 velo a L. 2 il braccio fanno L. 24 quindi l'eletuario, avrà certamente costato L. 8 in circa, che sono 32 poi spendeste qualche svanzigher per i fiori di Cristina, onde in tutto poco vi mancherà alle L. 38. Non trovo più in questo punto la polizza del conto che mi mandaste, ma già voi presto farete a sapermi di nuovo dire cosa spendeste. Cristina jeri l’ebbi sempre a letto co' suoi dolori, ma oggi sta assai meglio ed è alzata. La mia salute fa prodigi, basta che vi dica che in otto giorni , anzi in sei potei fare tre volte la santa Comunione. Addio mio caro piccolo gregge, mi raccomando a voialtre in questa novena di Maria Santissima Addolorata. Quando mi scrivete datemi nuove separate della Margì e Maddalena. Coraggio. Tanti rispetti al Signor Preposto. Le lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria nostra cara Madre Di Voi Cara Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità NB. Firma autografa della Canossa. 1582 [Data di arrivo: 16 settembre 1825] Trasmissione delle notizie del miglioramento fisico di Cristina; soddisfazione per quelle discrete delle ammalate di Milano; richiesta di nuove preghiere per la nipote, per la quale si teme un rincrudimento del male. V.G. e M. Carissima Figlia Riscontro la cara vostra lettera mia Cara Figlia, e prima di tutto vi dirò che la Cristina va stando qualche poco meglio, onde continuate a raccomandarla a Maria Santissima. Sento con piacere che abbiate trovato l’ultima volta che fu a confessarvi il Signor Preposto più tranquillo intorno al noto affare. II Signore voglia tutto benedire. Voi altre intanto pregate molto e fatte pregare quanto potete Maria Santissima che ci voglia benedire, ed assistere in tutto. Per la Canonichessa non vi prendete pena, che sia venuta, ed abbia da soffrire per vostra cagione giacche la stagione è buona e sarà venuta in fiacche onde niente paura. Rapporto all'avanzo delle 12 lire sono contenta contentissima, e più che contenta mia cara Figlia che le adoperate pei vostri bisogni non solo, ma se queste non vi bastassero basta, che me lo scriviate che con tutto il cuore vi farò avere quello che avete bisogno. Ho piacere di sentire che il ginocchio della buona Maria benché con più dolori, vada meglio. Sono mali già, che ci vuole pazienza consumandosi a poco a poco. Anche la cara Maddalena con un po’ di governo si rimetterà. Dite alla Maria, che quest'anno il giorno del Nome Santissimo di Maria, non potei pei soliti miei incomodetti fare la Santa Comunione, ma che uno di questi giorni farò la Santa Comunione mi ricorderò di essa Dite pure alla Carissima Luigetta, che non mi scorderò di pregare anche per essa il Signore, perchè le doni quella virtù, che giustamente desidera. Termino col pregare il Signore a discendere sopra di voi tutte colle più copiose benedizioni. Vi prego di fare ancora qualche piccola divozione a Maria Santissima per la mia nipote Ravagnani dubitandosi che le ritorni la migliora. Pregate anche San Giovacchino essendo l’inferma tanto devota di questo Santo. Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità 1583 La Canossa sta discretamente bene; Cristina migliora, tanto che se le continuasse ad aumentare l’appetito ci vorrebbe "l'arco baleno pieno di mortadelle". La nipote Ravignani sta meglio, ma il suocero di lei soffre sempre più. V.G. e M. Carissima Figlia Approfitto dell’incontro che l’ottimo Signor Marchese Casatti si rimpatria per darvi le mie nuove mia Cara Figlia. Io dunque grazie al Signore sto sufficientemente bene, ho bensì un poco della mia tosse, ma già spero che non sia per crescere. Mi trovo qui tanto affollata d'affari e d'imbrogli, che non avrei proprio tempo da perdere dietro la tosse. Cristina pure si va rimettendo, essendo qui in una cura che assai le giova, e mangia allegramente e di buonissimo appetito, che se avesse ad aumentarsele ogni giorno come adesso la voglia di mangiare, ci vorrebbe sicuro per saziarla l’arco baleno pieno di mortadelle. Quello che vi prego si è, non potendomi questa sera per tanto allungare, essendo la festa della Santissima nostra Madre Addolorata, che vogliate voi e tutte le altre molto raccomandarmi al Signore e a Maria Santissima. Succintamente vi significo anche, che le vostre orazioni furono esaudite per la mia nipote Ravagnani. E' naturalmente ancora ferma in letto, ma le cose vanno bene. Vi prego però di continuare a pregare per lo suocero della medesima, che pena con dolorosissimo incomodo. In somma fretta vi abbraccio tutte, lasciandovi nel Cuor di Maria Santissima. Vi prego più presto che potrete di far tenere sicuramente l’occlusa al Signor Pedrino. Di Voi mia Cara Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona San Giuseppe 18 settembre 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1593 Sta per arrivare a Milano Don Cesare Bresciani, come la Canossa aveva già annunciato alla Bernardi il 4 ottobre. Ora avverte anche lei perché a sua volta, avvisi il signor Piero Porta. V.G. c M. Carissima Figlia Quantunque vi abbia appena scritto l’altr'jeri mia Cara Figlia, per mezzo d'un degno Religioso veronese, che partì jeri mattina per Milano, pure non sapendo quanto egli starà ad arrivare costi, vi scrivo due righe anche con quest'ordinario premendomi avvertirvi di due cose. La prima si è, che del denaro che vi ordinai di mandare a Bergamo, vi leviate lire 26 di Milano, che consegnerete poi all'Elena in mio nome, che sarà da me di ciò avvertita. L'altra cosa di cui vi prego si è, che appena si presenterà da voi il Religioso suindicato, che vi consegnerà un mio plico, lo aprite subito, nel quale troverete una lettera da me diretta al Signor Pedrino, che favorirete di mandarlo a chiamare e consegnarli tosto la mia lettera, avendo molto desiderio, che il Signor Pedrino conosca questo buon Religioso, e se il medesimo avrà genio, che lo conduca dalle nostre compagne alla Certosa, gli faccia compagnia. In somma fretta, ma di vero cuore vi abbraccio tutte, e vi lascio nel Cuor di Maria Santissima. Di Voi mia Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona San Giuseppe 6 ottobre 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1595 Richiesta del materiale per certi lavori di scuola, e l'augurio che la comunità possa supplire all'assenza del confessore con una vita più fervorosa. Carissima Figlia Approfitto dell’incontro, della buona Dama Priuli di Venezia per darvi un abbraccio mia Cara Figlia. Con quest' incontro sono a pregarvi di mandarmi nel ritorno della stessa Dama due svanziche di scajolo, e tre cento foglie di rose verde. Mi scriva cosa costano che le farò avere il danaro. Io ho una delle mie tossi, ma spero che già da un giorno all'altro si consumerà. La Cristina continua bene. Vi prego di tanti rispetti al degnissimo Signor Preposto. Addio mia Cara Figlia. In fretta vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria. Se siete brave di non far peccati desidero che i confessori stiano in campagna sino l’anno venturo. Ho piacere tanto, che la Maddalena sia guarita dal suo incomodo. Di nuovo vi abbraccio. Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona li 10 ottobre 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1599 La Posta da Verona a Roma molto più lenta di quella da Milano, per cui la Canossa le spedisce una lettera per la Durini, perché possa giungerle più rapidamente. V.G. e M. Carissima Figlia Sento dalla Cara vostra il felice arrivo a Milano di quell'ottimo sacerdote. Vi ringrazio di tutto quello, che pel medesimo avete fatto. Sappiate mia Cara Figlia, che la vostra esattezza nell’eseguire le commissioni che vi do, fà, che continuamente vi disturbo. Questa volta sono a pregarvi di un nuovo piacere. Vi occludo una lettera diretta alla mia Amica Durini diretta per Roma. Vi prego di mandarla alla posta facendola affrancare. Il motivo per cui la mando a voi si è, perchè quando mando la lettera a Roma da Verona, mi viene ritardata la risposta, molto più che quando le spedisco da Milano. Ho piacere di sentire, che tutte voi stiate bene, ma mi dispiace l’angustia della mia cara Maddalena. Sappiate, che non vedo l’ora di sapere cosa ha. Dite alla stessa intanto a nome mio, che qualunque sia la cosa ch'io voglio, che abbandoni tutto nel Cuor Santissimo di Gesù, e che si metta in quiete. La mia salute va meglio, ma ancor mi trovo indebolita alquanto dalla tosse avuta la scorsa settimana. Tutte le altre qui pure stanno bene. Mi raccomando quanto posso alla carità delle sante vostre orazioni., ed abbracciandovi di cuore, vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona li 15 ottobre 1825 Non vi dimenticate d'affrancare la lettera della Durini. Credo che ci vorranno dai 60 agli 80 centesimi. Scrivo alla stessa che diriga a voi la risposta e subito che l’avete occludetela in una vostra e mandatemela. NB. Firma autografa della Canossa. 1604 Riconoscente per i molti favori che le ha fatti, la Canossa li elenca e ringrazia. Chiede dell'altro e da alcuni permessi richiesti. Vorrebbe Sapere se davvero, in mancanza del confessore, hanno risolto non facendo peccati. V.G. e M. Carissima Figlia Debbo rispondere a molte vostre lettere mia Cara Figlia, e lo farò per quanto mi sarà possibile, giacchè se potessi vorrei dire due parole anche alla povera Maddalena. Prima di tutto vi ringrazio anche per parte del Signor Don Bresciani di tutte le attenzioni che le avete usato, e riverite anche il Signor Pedrino. Poi vi dirò che la buona Dama Priuli mi diede anch'essa le vostre notizie di tutte, e vi ringrazia come Cristina pure vi è obbligatissima delle scarpe e calze, foglie e scajolo che le avete mandato. Quest’è la lettera dei ringraziamenti, onde vi ringrazio anche della lettera mia per la Durini, che avete messo in posta. Sento che la Dugnani ed il Conte Andreani vanno, o sono andati anch'essi a Roma. Se mai quest'ultimo non fosse ancora partito e che si trattenesse ancora dei giorni a posta corrente scrivetemelo, che vorrei mandargli due righe per la mia Durini. Se poi è partito o fosse per partire fra due o tre giorni, non mi scrivete altro che al vostro solito. Per la ragazza Crespi, ricevetela pure sulla parola del Signor Don Pietro. Per la Rosalinda Besozzi se questa fosse la parente del nostro Giuseppe ortolano, non vedrei qui difficoltà quando peraltro appena compita l’ora dello studio vada a casa sua, nè s’ingerisca con voi altre, nè assolutamente la prendiate a scuola. Fatele pure quel bene che potete, ma sempre regolatevi con prudenza, perché non vi siano parole, che già m'intendete, e come ripeto finita l’ora dello studio a casa sua, a casa sua. Mia Cara Figlia debbo farvi ridere, sono curiosissima di sapere come l’avete finita col confessore. Già la vera sempre ed anche in simili casi è di non far mai peccati. Mi figuro, che il Signor Preposto se non è ritornato, lo sarà a momenti, e presentatigli i miei rispetti, quando lo vedete. Dite alla Cara Angela, che lessi tutta la sua lettera, che le risponderò poi subito che potrò. Leggendo la lettera della nostra Maddalena ho sempre più capito, come veramente certe povere donne vivono senza testa. Già non sarà vero niente affatto, ma se disgraziatamente lo fosse ci vuole una gran semplicità per andar a fare simili racconti di una madre ad una figlia. Addio mia Cara Figlia, la mia tosse se ne è andata. Cristina dacché prese il latte di somarella cominciò a migliorare, ed ora va proprio benino, e vi assicuro si è nutrita ed avvezzata anche all'altro latte, onde sono consolatissima. Fatemi la carità voi e tutte le altre di raccomandarmi assai al Signore, ed alla nostra Santissima Madre, avendo gran bisogno di orazione per i molti affari che mi circondano. Vi abbraccio tutte di vero cuore, e vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria. Mi dimenticava di dirvi che la nostra Elena vi manderà una lettera per la Superiora di Bergamo, con un po' di danaro, e scrivo alla Superiora di Bergamo che mandi a voi il corriere al quale consegnerete una cosa e l’altra. Di Voi mia Cara Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona San Giuseppe 26 ottobre 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1606 Era stato chiesto alla Canossa se le religiose potevano uscire di casa con gli zoccoli. Poiché, non piacendole, aveva risposto negativamente a Verona, così lo fa per Milano. La nipote Ravignani è colpita per la quindicesima volta dalla febbre miliare, ma pare non ci sia pericolo di morte. E’ invece assai grave il suocero di lei. V.G. e M. Carissima Figlia Riscontro la Carissima Vostra lettera mia Cara Figlia del giorno 5 corrente, e prima di tutto vi ringrazio della vostra premura di far avere sul punto la mia lettera alla buona Visconti. Sappiate che la vostra esattezza nel farmi le cosette di cui vi prego è causa, che continuamente vi do degli imbrogli. Se mai ricevete lettere a me dirette, aspettate pure l’ordinario per farmele avere, non essendo io persuasa, che le lettere vadano sicuro collo straordinario andando spesse le volte smarrite, ma col primo ordinario dopo che le avete ricevute speditemele accompagnandole voi con una vostra lettera. La lettera della cara Rosa la ricevetti. Ho molto piacere che la Cara Maddalena siasi confortata colla mia lettera. L'abbraccio cordialmente con tutte voi. Molto mi consola il sentirvi così tranquille, e quiete. Il Signore vi conservi sempre unite in carità questa bella unione fa provare un paradiso in questo mondo, ed un altro nell'altra vita. Non mi meraviglio punto che abbiate provato il bene dell'ubbidienza anche per via del confessore. Vi debbo una risposta rapporto ai zopelli. Sentite mia Cara Figlia siccome io considero il mio caro piccolo gregge unito come lo è col cuore anche colla somiglianza a questa prima Casa di Verona, così non piacendomi, che neppure queste care compagne sortano colli zopelli così non sono persuasa, che sortiate neppure voi altre. Vi prego de mici rispetti al degnissimo nostro Signor Preposto. La mia salute va bene. Cristina pure se la passa e vi ringrazia delle orazioni che avete fatto per essa. Mia nipote Ravagnana per la decima o quarta o quinta volta ha la migliara. Si tiene per certo sia senza pericolo. Faccia il Signore la sua santissima volontà, ma continuando a pregare speriamo in Maria Santissima ed in San Giovacchino suo suocero, è spedito però oggi hanno cominciato le nostre ragazze una novena a San Zeno. Accompagnatela voi pure con tre Gloria. Addio mie Care Figlie abbracciandovi di vero cuore vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria
Di Voi Carissima Figlia Verona li 9 novembre 1825 NB. Manca la firma della Canossa. 1611 La Canossa vuol sapere se i Padri Barnabiti, che sono rientrati a Milano dopo la soppressione, siano ritornati nelle due sedi o in una sola di esse. Nella settimana entrante, ci saranno senz'altro le elezioni della superiora e della sotto superiora. Preghi e faccia pregare, poi gliene darà il resoconto. Infine comunica la sua gioia perché già diciassette religiosi hanno aderito al suo invito di celebrare mensilmente una S. Messa per l’intenzione che ha comunicato. V.G. e M. Carissima Figlia Voi mi dite che quantunque non abbiate niente da scrivermi non volete lasciar settimana senza farlo, e lo stesso vi dirò anch'io, ma per altro qualche cosa vi scriverò. Prima di tutto vi ringrazio della notizia che mi date del Signor Conte Andreani, ma siccome mi avete favorito di mettere la lettera in posta e suppongo, che vorrete dire che l’avete affrancata, avendomi invece scritto che l’avete fermata in posta, cosi non iscrivo alla mia Durini. Con questa occasione, voi mi dite mia Cara Figlia come sono tornati i Padri Barnabiti, quando avete occasione di scrivermi, e che abbiate veramente tempo ditemi se sono ritornati a Sant'Alessandro, o a San Barnaba, o veramente in tutti due luoghi. Io poi vi dirò, che lunedì cominceremo un Triduo in preparazione all'elezione della novella Superiora. La mattina avremo un Religioso, che ci farà un discorso sopra questo argomento; la sera io, come famosissima predicatora farò la conferenza. Vorrei credere che giovedì potesse seguire l’elezione della Superiora, solo un certo affaretto mio che vi dirò un'altra volta, potrebbe farlo prolungare, ma speriamo che si farà, e sabato vi scriverò l’esito di tutto. Essendo certa della vostra premura per l’Istituto, per me, e per questa Casa, non dubito che non ci assistiate colla orazione, e vivo certa anche che tutto il mio caro piccolo gregge pregherà la comune nostra Istitutrice e Madre perché i benedica, ed assista in tutto. Vi assicuro, che mi è di un particolar piacere di vedere l’impegno di queste buone compagne, per impegnare coll'orazione Maria Santissima a tutto condurre in conformità del divino volere. Presentate i miei rispetti al vostro degnissimo Signor Preposto, e raccomandatemi a lui pure, come alla buona mia amica Visconti. Rapporto a quella figliuola, ch’egli vi disse di mettervi, lo avrà detto per ischerzo, e sono certa che sino alla mia venuta egli non permetterà novità alcuna. Già mia Cara Figlia voi vedete, che il tempo maggiore della nostra lontananza è passato, onde non ci vuole più tanto. Qui tutte ce la passiamo bene fuori di qualche garelletta. Mi tengo certa, che nessuna di voi altre vi dimenticherete le 3 Comunioni in ringraziamento alla Santissima Trinità, dei doni e privilegj conceduti a Maria Santissima, per ottenere quelle tre grazie che mi pare avervi detto, e la protezione della nostra Cara Madre al povero nostro Istituto, per voi altre e per tutte le persone, da me unite in questa divozione, e per vostra consolazione sappiate che sin ora ho diciassette Religiosi, i quali celebrano una Messa ciascheduno ogni mese per tale oggetto, e non sono contenta sinché non ho ridotta la cosa come m'intendo, ed in voce poi vi dirò. Intanto vedete, che bella cosa avere diciassette Messe al mese, e voi altre pregate facendo queste tre Comunioni per tutti, e se non vi ricordate altro, applicate le tre Comunioni secondo la mia intenzione, e domandate la grazia, che io m’intendo per voi altre e per noi e per tutti gli aggregati. Addio mia Cara Figlia, vi abbraccio di vero cuore, e vi lascio col più sincero attaccamento tutte nel Cuor Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona San Giuseppe 29 novembre 1825 NB. Firma autografa della Canossa. 1613 Anche a lei la descrizione della avvenuta elezione della superiora e della sotto superiora, che le ha dato la gioia di misurare la virtù delle sue figlie. Si ringrazi il Signore e si preghi ora per lei che difetta di quella virtù che sarebbe tanto necessaria per organizzare bene 1’Istituto. Carissima Figlia Verona li 2 dicembre 1825 Oggi sarò più breve del solito mia Cara Figlia, trovandomi occupatissima di affari anche per la seguita novella elezione della superiora. Jeri dopo pranzo alle ore quattro circa dopo fatti tutti i preparativi voluti dalla nostra Regola, alla presenza del nostro Superiore, del confessore, e di un altro sacerdote, fu fatta l'elezione. La Superiora eletta è la nostra Angelina Bragato. Vi assicuro mia cara Figlia, che una cosa per me consolante, ed insieme assai edificante il vedere la contentezza di tutta la Comunità per la nuova eletta, e l'umiltà grande della deposta, la quale è giubilante per non essere più Superiora, e dà a tutte una grandissima edificazione. Dopo fatta l’elezione della superiora, fu fatta quella della sotto superiora. In questa elezione fu confermata la sotto superiora, che era prima, cioè la Beatrice Olivieri, di cui più volte vi parlai. Ringraziamo dunque il Signore, che tutto sia andato con tanto buon ordine, anzi vi prego di recitare unitamente il Te Deum. Già prima dell’elezione, potete figurarvi quanta orazione io feci fare, ed oltre a ciò tutte le compagne fecero un giorno di ritiro, e poi unitamente un Triduo e tutti i giorni ebbero un discorso, fatto da un eccellente oratore. Raccontate tutto questo alle care compagne. La mia salute va benino, ma mi trovo un po' stanca. Cristina pure se la passa. Il Maestro di Casa Buri vi prega di riverire a suo nome il buon Francesco e il Signor Pedrino Addio mia cara Figlia, vi abbraccio di cuore, e vi lascio unitamente tutte nel Cuor Santissimo di Maria. Di Voi Carissima Figlia Dopo aver scritto sin qui ricevetti la Carissima Vostra lettera del giorno 29 dello scaduto novembre nella quale trovai occlusa una lettera di Roma. Vi ringrazio della sollecitudine colla quale me l’avete fatta avere, vi ringrazio altresì sommamente delle molti orazioni, che avete fatto fare per la elezione della Superiora. Mi dispiace poi assai di sentire che alcune di voi altre, siete state incomodate di salute. Vi raccomando di avervi cura, avete fatto bene a lasciare la Santa Comunione per governarvi. Vi prego di continuarmi le vostre notizie per mia quiete. Con molto piacere intesi le notizie che mi date dei Padri Barnabiti. Addio Cara Figlia. Ti abbraccio Tua Madre Di nuovo vi abbraccio. Tanti rispetti al Signor Preposto ringraziatelo senza fine di tutto, e ditegli che appena potrò respirare un poco, mi darò l’onore di scrivergli lungamente. Intanto voi raccontategli tutto. Continuate vi prego tutte a pregare per me, perché possa fare il mio dovere potendovi assicurare, che vedendo tutte queste compagne così bene disposte, provo molto più pena, a non essere buona da niente. Intendiamoci non parlo della salute, che questa da molto tempo va bene, ma della virtù che ci vorrebbe per istabilire ogni cosa. Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità NB. II notaio Albasini, che ha fatto copiare la lettera, appone la firma e dichiara che essa "Concordat cum originali". 1617 La Canossa è angustiata perché la Bernardi non ha scritto e, temendo della sua salute, prega gliene mandi notizia. E' molto stanca anche perché deve istradare in tutto, la nuova superiora, cercando insieme di organizzare l’Istituto secondo la Regola. V.G. e M. Carissima Figlia Anche questa volta dovrò essere brevissima mia Cara Figlia e quel che più mi dispiace si è non aver potuto trovar momenti da poter fare almeno due righe al nostro degnissimo Signor Preposto. Come vi potete figurare sto mettendo in mano della novella Superiora la casa, e tutte le compagne che non sono novizie, una per una, e si combina che quantunque nei giorni scorsi abbia piovuto smisuratamente nondimeno sembrano d'accordo quei di fuori di non lasciarmi mai quieta, o per un affare, o per un altro. Vi dirò dunque mia Cara Figlia, che la mia salute va bene eccetto che mi trovo stanca, e se potessi vorrei pure poter operare anche la notte per isbrigarmi, ma le forze a questo non reggono. Fatte voi i miei rispetti al nostro Signor Preposto ad anche ditegli la mia dispiacenza per non potere scrivere io sollecitamente. Debbo rispondere anche alla Cara Visconti, ma sono proprio una bestia. Per altro conviene ch’io mi scusi non essendo la volontà ma una vera impossibilità trovandomi talmente soffocata dalle occupazioni che non ho momenti liberi da soddisfare ai più precisi doveri. La mia salute va bene. Vi scrivo perchè non istiate in pena, se non vedete mie lettere. Sono in qualche angustia perchè non ho avuto questa settimana alcuna lettera della mia Elena temo, che sia ammalata perciò vi prego di scrivermi per mia quiete. Addio mia Cara Figlia vi lascio nel Cuore Santissimo di Maria Di Voi Carissima Figlia
Verona li 14 dicembre 1825 Tua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità
NB. Firma autografa della Canossa. 1624
Anche a lei l’assicurazione che l’Adige in piena non ha provocato danni nè alla popolazione, nè al convento.
V.G. e M. Carissima Figlia Due sole righe mia Cara Figlia tanto per dirvi, che mi trovo in buona salute fuori di qualche garella prodotta dalla stagione. Ho anche alcune compagne incomodate, ma non ho mali seri, solo come vi potete figurare le occupazioni si raddoppiano. Vi ringrazio tanto della lettera, che mi avete spedito del Signor Preposto. Già tra poco dovrò nuovamente replicargli il disturbo, collo scrivergli. Presentate intanto al medesimo i miei più distinti rispetti. Non vi prendete pena per quanto sentite a dire dei danni portati qui dalle acque. Per grazia del Signore non è vero niente non avendo fatto qui in Verona alcun danno. Oltre di che state quiete, che se anche l’Adige venisse alto abbiamo il modo di fare i suoi ripari, onde di nuovo vi prego a non prendervi alcuna pena. Tanti cordiali saluti a tutte codeste Care compagne. Vi lascio in fretta nel Cuor Santissimo di Maria. Di Voi Carissima Figlia Verona li 5 gennajo 1826 NB. La Canossa non vi ha apposto la firma. 1626 Nella prossima Quaresima, la Canossa andrà a Milano. Intanto annuncia come ha fatto alle altre Superiore l'attesa entrata in convento della figlia, del medico Ravelli e della sorella della postulante Biadego. V.G. e M. Carissima Figlia Nevegando qui allegramente vi do le nostre nuove mia Cara Figlia. La mia salute va discretamente bene. Delle altre compagne poi ne abbiamo più d'una incomodata, ma grazie al Signore son tutte piccole cose provenienti dalla presente stagione. Oggi se a motivo del tempo non cambiano pensiero aspetto una novizia veronese, e credo voi resterete sorpresa sentendo essere questa la figlia del nostro Signor medico Ravelli, figlia unica non avendo che un fratello religioso; un angelo di costumi, e giovane dell'età d'anni 22. Fra pochi giorni ne entrerà un'altra, pure veronese, sorella di un'altra novizia, che già abbiamo tra noi sono 15 mesi, che è la Biadego. Vi consolerete che anche le veronesi, dopo essersi per gran tempo arenate, adesso si destano. Raccomandate vi prego ambedue le nominate al Signore. Altro non succedendo spero anch’io come vi disse il signor Preposto nella prossima Quaresima di venire a Milano; è vero che per gli Esercizj dovrò andare nella casa grande alla Certosa ma non vi dubitate, che ci rivedremo anche con voi, e come ho fatto l’ultima volta, o prima o dopo gli Esercizi, staremo qualche giornata assieme. Termino mia Cara Figlia dovendo mandare le lettere inposta, abbracciandovi tutte di vero cuore, e lasciandovi nel Cuor di Maria Santissima
Di Voi mia Cara Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona San Giuseppe 12 gennajo 1826 NB. Firma autografa della Canossa. 1630 II freddo intenso fuor di misura provoca molti malanni alle consorelle di Verona e di Milano, come li procura alla Canossa, "però nessuna ha voglia di morire". La Durini è stata anche a Napoli ed ella ignora quando potrà tornare. Sta entrando in Religione la seconda delle sorelle Biadego, ma non s'illuda che possa mandarle in aiuto qualche novizia, perché, finché sono in formazione, sono più che altro " d'imbarazzo". Prima di andare a Trento, dove le strade ghiacciate rendono difficile il transito, arriverà senz'altro a Milano. V.G. e M. Carissima Figlia Quanto voi mi significate della buona Tognina, nulla me ne scrisse come voi v’immaginate la cara Elena. Il sentire che far le dovettero tre salassi mi spiace assai, ma d'altra parte, non mi metto in timore sapendo quanto facili ed abbondanti siano a Milano, col far cavar sangue. Vi prego però di continuarmi voi le nuove i questa Cara Figlia, perché come voi dite riuscirà difficile all’Elena il potermi scrivere in mezzo a tante occupazioni, e colle ammalate. Intanto ringraziamo il Signore, che voi tutte stiate bene, e procurate per quanto potete di sapervi stare. Qui continuiamo ad avere diverse garelle, ma nessuna sembra aver voglia di morire. Io pure mi sono piuttosto risentita nei giorni scorsi della stagione; mi si fece un salasso e dipoi sto meglio, ma debbo avermi della riserva, appunto pel gran freddo che qui pure fa. Basta che vi dica che abbiamo il ghiaccio per li corritoj, cosa che in Verona a mia memoria non mi ricordo aver più veduto. Il tempo peraltro adesso sereno, e sembra sia anche stabile. Seppi che la cara Durini passò a Napoli, ma non so poi quanto vi starà, e quando sia per essere il suo ritorno a Milano. Se lo sapeste voi, e cosi pure se sentite notizie del Signor Conte Mellerio, vi prego di significarmele, perché scrissi settimane sono all'Abate Pollidori, ma non ne ricevetti alcun riscontro. Sento che la ragazza Ferri si porti in miglior modo di prima, colla carità che le usate, continuate pure a tenerla in soggezione essendo questo il vero regimento che ci vuole con qualcheduna. Questa settimana entrerà la seconda novizia veronese che vi accennai, e quest'è la seconda delle sorelle Biadego Rapporto poi al desiderio che con voi hanno le altre, che vi concedessi qualcheduna di queste novizie costi, credetemi mia Cara Figlia che sino che non hanno passato il loro noviziato, e che non sono ben formate servono più d’imbarazzo che altro. Per Trento poi, per ora non veggo la stagione opportuna, perché per andare verso i monti si trova troppa neve e ghiaccio. E poi oltre di ciò non sono ancora ultimate le trattative, onde prima che vada dalle parti dei monti, spero ci rivedremo ancora a Milano. Già saprete che quando non vi sono bisogni bastami scriviate una volta la settimana, parlo per mia quiete, che già per voi potete scrivermi anche ogni giorno, che le vostre lettere mi son sempre care (NB. Da "parlo " il periodo è autografo della Canossa). Non credete poi di attediarmi colle vostre lettere, che anzi mi sono carissime, e già sapete che potendo bramo, che frequentemente mi diate le vostre nuove. Addio mia Cara Figlia, raccomandatemi tutte di cuore al Signore, acciò mi ajuti nei molti affari che mi circondano. Vi abbraccio tutte di vero cuore, e vi lascio nel Cuor di Maria Santissima. Di Voi Carissima Figlia Verona San Giuseppe 18 gennajo 1826. Tanti rispetti al nostro Signor Preposto. Addio ti abbraccio e sono Tua Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità NB. Firma autografa della Canossa. 1637 Carnevale molto vivace nei due conventi di Verona e di Milano con la partecipazione. di moltissime fanciulle. Ora sarà stanca anche lei come lo è la Canossa. Si riposi un pochino e attenda il suo arrivo, che non tarderà molto.V.G. e M. Carissima Figlia Eccomi mia Cara Figlia, ch'io vengo a farvi una visita sugli ultimi respiri del vostro carnevale. M’immagino che già sarete stanche dal gran ballare ed andare in maschera. Ho sentito molto volentieri come la buonissima mia Amica Visconti, vi abbia somministrato anche quest'anno con che poter divertire le ragazze. Qui pure non ci mancò da divertirci in abbondanza, e il famoso venerdì gnoccolaro abbiamo avuto una tavola di 140 coperti e più. L'ultimo giorno di carnevale il rimanente. Insomma dal gran divertirmi, che feci pur io, jersera a cagione della mia tosse ebbi bisogno di farmi cavar sangue. Questa mattina subito mi sento assai meglio, e spero che potendo un po' governare starò affatto bene. Già andai fuori di casa solo lunedì, onde vedete che non vi sono gran malanni. Sento come voi altre ansiosamente mi aspettate per raccontarmi molte cose. Io pure bramo, assai potervi abbracciare, avendone io pure tante da dirvi. Intanto raccomandate caldamente al Signore con me, anche gli affari importanti che mi circondano, acciò il tutto si faccia secondo il Divino Volere. Tutte di vero, cuore vi abbraccio, lasciandovi nel Cuor Santissimo di Maria. Di Voi mia Cara Figlia Verona San Giuseppe 9 febbrajo 1826 Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Non vi prendete pena vi ripeto, perché il motivo che sì presto abbisognai di un altro salasso si fu, perché il medico mi fece tirar troppo innanzi, e così l’ultimo non bastò. Per altro me lo fece dare in piedi, e sto veramente meglio. ' Firma autografa della Canossa. 1654 [ Dopo il 6 aprile 1826] Piccole commissioni, tra cui l’invio, scordato dalla Bernardi, degli zoccoli della Masini. A Bergamo sono sospesi gli Esercizi delle Mercanti per la grave malattia della promotrice. La Canossa partirà quindi presto per Verona. Carissima figlia Siccome questa volta è l’ultima, che vi mando il corriere, cosi mi preme, che mi facciate le cose con sestino, come già siete solita di fare. Prima di tutto vi prego di provvedermi braccia cinque di lanetta spinata, sottile, compagna affatto della mostra, che qui vi occludo. Avvertite che sia sottile, perchè altrimenti andando nel caldo, non potrei soffrirla. Vi prego di guardare nel fagottino, che la cara Elena vi avrà mandato la settimana scorsa, come mi scrisse, da farmi avere a Bergamo, se in mezzo a tante sue occupazioni si è scordata di mandarmi i zopelli della Rosina, perchè questa non può camminare, cosi pure dei stampi di ricamo de’ cantoni, de fazzoletti, che l’Elena doveva mandarmi. Vi ricordo di mandare alla Cristina la croce di paglia, che avete regalato alla medesima. Qui non abbiamo potuto combinare i Esercizi delle Mercanti attesa la gravissima malattia della signora che h promosse, ossia la capa dei medesimi. Io dunque ho intenzione mercoledì dell'entrante settimana partire per Verona. Da brava mia cara figlia ricordatevi di stare sempre allegra. Io non manco da miserabile d'avervi a cuore unitamente a tutte queste compagne. La somma fretta non mi permette di più vi lascio tutte nel Cuor santissimo di Maria. Mi preme, che in iscuola per sette giorni facciate recitare dalle ragazze sette Ave Maria alla Madre santissima Addolorata e vorrei che tutte unite dinnanzi alla nostra santa immagine dell’oratorio le recitaste ancor voi altre secondo la mia intenzione. Mandatemi il conto della spesa del corpetto. Mandate a nome di Cristina dalla mia Durini a vedere se ha ritrovato la vita di sua sorella Arconati che le promise e fatele pure tanti complimenti. Dite alla Visconti che sin ora la Caterina non può portarsi meglio.
Affezionatissima Madre Maddalena Figlia della Carità NB. Firma autografa della Canossa. 1660 La Canossa scrive da Verona, dove ha trovato un numero senza fine di pratiche da risolvere. Tra le altre anche il desiderio delle Dame veronesi di fare, in occasione del Santo Giubileo, gli Esercizi spirituali. In questo caso, dovrebbe mandare a Venezia, a supplire lei, Beatrice Olivieri. Glielo saprà dire quanto prima. V.G. e M. Carissima Figlia Eccomi a darvi le mie nuove da Verona mia cara figlia. Jersera all'avemaria dopo aver fatto un buonissimo viaggio siamo quì giunte felicemente grazie al Signore. La mia salute va bene, e tale trovai anche quella di queste care compagne, a riserva di qualche garella. Vi scrivo poche righe perchè mi trovo ristrettissima di tempo come già vi figurerete avendo qui trovato un mare di affari per cui non ho un momento. Fra le altre cose pare, che coll'occasione del santo Giubileo desiderino qui i santi Esercizj per le Dame. Se questi si potessero combinare in breve manderei la Beatrice con altra compagna a Venezia dove sono già stabiliti, sabato venturo vi scriverò qualche cosa di più. Intanto vi prego mia cara figlia, e prego tutte a raccomandarmi a Maria santissima anche perchè possa ricever bene il santo Giubileo come io farò per voi altre. Vi lascio tutte nel Cuor santissimo di Maria. Di voi carissima figlia Vostra Affezionatissima Madre Maddalena Figlia della Carità Tanti rispetti al nostro signor Preposto Verona li 23 aprile 1826 Neppur oggi posso scrivere alla mia cara Visconti. Fate con essa le mie scuse. Ditele che l'abbraccio e le scriverò giovedì. Tanti saluti alla mia Durini. NB. Firma autografa della Canossa. 1662 L’acquisto del Santo Giubileo non ha una prassi uguale in tutte le città, per cui la Canossa la consiglia, per le più deboli che non potrebbero affrontare le visite esterne, ad accordarsi col confessore. Probabilmente non andrà a Venezia per gli Esercizi delle Dame: manderà la Bragato e la Olivieri. V.G. e M. Carissima Figlia Vi continuo mia Cara Figlia le buone nostre notizie. La mia salute è discretamente buona solo presto avrò bisogno d'un po' di sangue del rimanente divengo sempre più forte. Intesi come Sua Eminenza ha stabilito che andiate alla visita delle Chiese. II Signore si vede vuol darci una mortificazione. Sottomettiamoci volentieri a quanto i Superiori dispongono. Solo vi raccomando che siccome voi e quelle che non hanno salute non potrete eseguire queste visite, cosi accettiate senza scrupolo la carità del confessore il quale può commutarle in altre opere sante parlandosi di quelle che non hanno salute almeno qui la cosa è in tal modo stabilita. Non già per noi per cui il nostro Prelato, ha disposto altrimenti. Consolatevi mie Care Figlie. Il Signore fà perchè abbiate occasione di soddisfare più facilmente il Purgatorio a cui si soddisfa col santo Giubileo. Mi raccomando poi quanto posso alle vostre orazioni di tutte. Mi trovo circondata da tanti affari che ho gran bisogno di Dio. Il nostro ottimo Superiore sin ora non è persuaso ch'io vada a Venezia per gli Esercizj che le Dame cominciar devono venerdì, ed è persuaso supplisca in vece mandando Angelina e Beatrice. Io sono contenta di tutto ma pregate il Signore, che tutto voglia benedire che sono certa il meglio essere quello che giudicano i Superiori. Addio mia Cara Figlia continuate a dirigere le vostre lettere a Verona. Tanti rispetti al Signor Preposto. Vi abbraccio tutte di vero cuore, e vi lascio nel Cuor Santissimo di Maria. Di Voi Carissima Figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Verona li 30 aprile 1826 Rapporto al santo Giubileo veramente ho già preveduto, come intesi dalla già accennata sua essere stata propriamente una mortificazione vedendo che in questo mese sembriamo proprio secolare per quanto alla carità del degnissimo Signor Prevosto ha detto che provano quelle che non hanno salute che se non potranno le darà qualche altra opera soddisfatoria. A questa ora cominciando dalla cara Maddalena Angela e in seguito tutte e noi principiando da me ne abbiamo fatte più della metà. Scegliamo per andarci la mattina a buon'ora dalle 5 alle otto così siamo in libertà per le opere di carità ma similmente prendiamo que' giorni che si sentiamo più in salute. Spero che il Signore ci darà la grazia di terminare le incominciate visite. Le due fin'ora non le ho mandate l’altra svanzica di scajolo perchè come ella disse di prenderne una della fuste per volta. Quest'ultima poi non so dove dirigerla se a Bergamo... fichi la sua volontà. 1666 Anche a lei, come alla Bernardi e alla Bragato, comunica la sua gioia per il buon esito degli Esercizi delle Dame di Venezia, con la prospettiva che si tengano anche a Verona. Fa poi degli accenni, non facilmente decifrabili, degli affari della Minori, dei rapporti con il Prevosto di Santo Stefano e, nel poscritto, chiarisce che non avendo Cristina come segretaria, non poteva essere più esplicita. Caterina Commissoli a Bergamo, fa bene. V.G. e M. Carissima Figlia Dalla Cara Elena a cui ne diedi la commissione la settimana scorsa, vi sarà stato significato mia Cara Figlia come le circostanze fecero cambiar pensiero al Superiore e come il giorno 3 corrente sono qui giunta per assistere agli spirituali Esercizj, che già domani a Dio piacendo termineranno queste buone Dame. Lode a Dio il numero fu, più copioso degli altri anni non solo, ma anche sono contente, e pure le veggo piene di fervore. Adesso sono tutte in moto per volerli fare anche le Dame veronesi. Jeri ho ricevuto da Verona le vostre lettere, dalle quali sento come siate dietro a fare le visite per ricevere il santo Giubileo e vedrete mia Cara Figlia che l’ubbidienza che fate sortendo sarà da Dio benedetta, e che punto non vi pregiudicherà alla salute, come lo spero. Riguardo poi all'affare che mi fate scrivere dalla Cara Margi, io molto compatisco il veneratissimo Signor Preposto, e non mi sorprende ch'egli si trovi in qualche angustia, ma sappiate per vostra quiete, che di pienissima di lui volontà, e col di lui consenso, abbiamo lasciato correre la dilazione in cui voi al presente vedete la cosa. L’affare non velo nego vuol essere molto raccomandato al Signore, onde facciamo orazione, e speriamo che il tutto si appianerà. La mia salute grazie al Signore va bene. Ho bensì bisogno di farmi cavar un po' di sangue, ma questo non potrò, che quando potrò avere almeno un giorno di quiete. Mia Carissima Figlia, debbo darvi un disturbo, il qual'è di accludervi una lettera pel buon Marchese Casati che vi prego fargli consegnare con tutta sicurezza. Così pure favorite de’ miei rispetti il nostro Signor Preposto, il quale ebbe la bontà di scrivermi. Avvertite che ne dice in dettaglio di quanto mi avete confidato, mi fa però un cenno in totale. Aveva cominciato una lettera di risposta, ma oggi mi è assolutamente impossibile il terminarla. Lo farò coll'ordinario di mercoledì, e probabilmente la manderò a voi; già come potete ben credere non mostrerò di saper niente di quello che per mia regola voi mi diceste. Non abbiate riguardi per me che già so bene, cosa sono le malattie, e singolarmente quelle di quella sorte! Non vi dimenticate di pregar molto per me. Vi abbraccio tutte col più sincero attaccamento; vi ringrazio del bigliettino della mia buona Amica Visconti. Ditele che adesso pel suo angioletto, che cosi chiama la Superiora di Bergamo, la sua Catterina non fa bisogno di niente, e che continua a portarsi benissimo. A voi però dico mia Cara Figlia, che il Signore da lume ai Superiori . La Caterina fa benissimo a Bergamo, ma non sarebbe riuscita né a Milano, e per ora neppur a Verona. Addio, lascio tutto il mio caro piccolo gregge nel Cuor Santissimo di Maria. Siate devote di Maria. Di Voi Carissima figlia Vostra Aff.ma Madre Maddalena Figlia della Carità Venezia Santa Lucia 13 maggio 1826 Non posso risponder chiaro perchè non ho Cristina,che tutto sa. NB. L’esortazione dopo la data e la firma sono autografi della Canossa. 1667 Sta per tornare a Verona, ma a Venezia dopo una lunga assenza, ha molti affari da trattare, quindi scrive poco. V.G. e M. Carissima Figlia Venezia Santa Lucia 20 maggio 1826 Par impossibile che sempre vi disturbo, e poco vi posso scrivere. Favoritemi dell’occlusa. Rapporto alla buona Catterina della Visconti, scrivete pure alla Superiora di Bergamo, che vi mandi il corriere, e mandatele la roba. Rapporto a quanto mi dite del genio della Cara Maria, e della Cara Maddalena, voi mi dite che aspettava la mia risposta, ma che nulla mi scrissero. Nondimeno io ho rimesso questo affare nelle mani del signor Preposto. Dite che le abbraccio di vero cuore, e che se la intendano con lui. Ho molta consolazione, che il Signore, abbia benedetto le vostre fatiche per l’istruzione della Cresima. Coraggio mie Care Figlie, il Signore vi assisterà, e vi benedirà. Per questa prossima entrante settimana debbo qui fermarmi. Spero entro la ventura, poter rimpatriare, ma non sono ancora certa. Già sabato venturo a Dio piacendo vi scriverò perché potete figurarvi che dopo un anno che manco, ho da fare quanto voglio, e non ho un momento. Raccomandatemi per carità al Signore, e pregate per quell'affare che sapete. Vi lascio tutte nel Cuor Santissimo di Maria. Tua Madre Maddalena Figlia della Carità NB. Firma autografa della Canossa. 1678 Se il confessore ordinario non può essere sempre presente, lei e le consorelle accettino di buon grado il supplente, anche se manca loro la direzione consueta. Così le sollecita la Canossa, che ripete la sua materna partecipazione al dolore di Maddalena Crippa per la perdita del padre. Spiega poi, con una certa minuzia, le conseguenze del viaggio da Venezia .V.G. e M. Carissima figlia Eccomi nuovamente a darvi un disturbo mia Cara Figlia, pregandovi di voler consegnare l’occlusa al veneratissimo Signor Preposto. V'assicuro che ammirai sommamente la premura e carità del medesimo, volendomi accontentare attesa la difficoltà che voi altre provavate di addattarvi ad un supplente, quantunque egli sia affollatissimo di cure e di serie occupazioni. Sentite mia Cara Figlia, egli è ben vero che anch'io quando era a Milano di consueto non mi sarei confessata da altri, non potendomi ascoltar lui, ma che volete mi sembra adesso, che d |