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S. Maddalena di Canossa
MEMORIE
commento
a cura di Elda Pollonara
F.d.C.C.
PRESENTAZIONE
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Le pagine dei quaderni nelle quali Maddalena di Canossa annotò le sue esperienze interiori sono un documento prezioso, anche se non hanno grazia, non profondità di dottrina teologica, non finezza di analisi. Esse ci rivelano tuttavia una delle più grandi avventure spirituali della prima metà dell’800. Il lavoro compiuto dalla Madre Elda Pollonara e che ha richiesto serio impegno e difficile ricerca, è grandemente meritevole e importante. Le Memorie, titolo che è stato dato ai quaderni non hanno mai riferimenti precisi agli eventi della vita, ma con un linguaggio spesso ellittico, sobrio e piuttosto generico, ci rendono testimonianza di una eccezionale vita interiore. Il lavoro della Curatrice ricompone in unità la vita movimentata e spesso drammatica della Fondatrice con la sua profonda interiorità. Del resto la vita interiore della Canossa è inseparabile dalla sua attività ed è stimolo ad uno zelo apostolico che cresce con gli anni ed è non solo ispirazione intima ma impegno concreto di azione. E’ questa la prima nota della sua santità. L’esperienza mistica che ella ci rivela nelle Memorie non si oppone, non ostacola ma alimenta una vita straordinariamente attiva e operosa. La sua attività è in dipendenza dallo Spirito. Dalla orazione riceve forza a intraprendere faticosi viaggi e fondazioni che moltiplicano strapazzi, ansie e difficoltà. Una eco discreta, ma sempre presente, si può riconoscere anche nelle Memorie, ma è merito di questo lavoro aver richiamato più direttamente l’unità di una vita protesa alla intimità divina, eppure attenta e impegnata costantemente nell’azione . Maddalena ci appare, come Teresa, donna di grandi doni di natura e di grazia con tale ricchezza che sembrerebbe dover compromettere l’ equilibrio della sua vita. E invece ne potenzia- no la mirabile unità. Le Memorie si arrestano a1 1827. Maddalena vivrà altri nove anni e saranno ancora anni di viaggi e fatiche per I' espansione e il consolidamento dell'Istituto, ma nella sua vita interiore ella è ormai stabilita nella pace. E’ confermata in questo stato proprio nell'anno 1824 in cui si afferma di più il suo zelo apostolico (v. cap. XIV) a insegnare la perfetta unità della sua vita apostolica con la sua vita interiore. Non che dopo tale anno sia preservata da tentazioni e da pene, ma da allora Maddalena non dovrà più accusare le sue infedeltà. Ella ormai vive la perfezione dell’ amore nella sua identificazione col Cristo e può dire con l’Apostolo: « Non son più io che vivo, è il Cristo che vive in me ». La sua esperienza mistica ha accenti pienamente originali ed è importante notarlo. E’ evidente che la natura umana è la stessa, ma Dio non si comunica a ogni anima nello stesso modo. Insistono in Maddalena tentazioni violente contro la fede. Più improvviso e senza particolari motivi è il trapasso dalla intimità più profonda alla desolazione, all’angoscia, al senso della inutilità del suo lavoro. Lungo è stato il cammino per giungere a una inalterabile pace, mai tuttavia è stata liberata da periodi di stanchezza e di pena. Proprio per questo è dominante nella sua esperienza mistica il mistero della Croce. Gesù Crocifisso è alla sorgente di ogni sua contemplazione e di ogni sua ispirazione. Dalla imitazione ella passa a una identificazione, a una immedesimazione con Gesù Crocifisso. Il richiamo a questo mistero non è inferiore nei suoi scritti al richiamo di san Paolo della Croce, il più grande mistico del secolo XVII. Sino alla fine, almeno nelle Memorie, la sua esperienza mistica sembra avere un rapporto con visioni immaginative e intellettuali. Maddalena le respinge, ma sono queste che operano in lei, è in dipendenza da queste che vive la sua intimità col Cristo. Il richiamo al « Dio solo » non è mai in Maddalena volontà di trascendere il Cristo e la sua umanità. Mistica pienamente evangelica, essa vive in una dipendenza sempre più forte dalla parola di Dio che sente risuonare sempre dentro di sè. Ancor più continua e più forte è la dipendenza della sua esperienza dal sacramento dell'Eucaristia. La sua vita interiore si nutre anche della pietà popolare. Conosce certamente santa Teresa, san Francesco di Sales ma, nella sua umiltà, sembra preferire agli alti libri di dottrina spirituale gli esercizi della pietà, la devozione alla Vergine Addolorata e a Gesù Crocifisso. Nel suo amore alla semplicità, alla concretezza, non specula sulla dottrina, non analizza i propri sentimenti, ma si esprime candidamente con linguaggio immediato, e la povertà del lin- guaggio sembra assicurare di più l’ autenticità della esperienza. Colei che con tanto amore ha scritto questo lavoro sulle Memorie di Maddalena mette costantemente a raffronto il testo con gli scritti di santa T eresa. Maddalena è stata già detta la santa Teresa del secolo XIX. Certamente vi sono punti di contatto tra queste due « grandi donne », tuttavia sono forse anche più i punti nei quali differiscono. Di grande casato, Maddalena non ebbe tuttavia consuetudine con i grandi del mondo, visse anzi con delle donne semplici, si nascose nella più grande semplicità e oscurità. Il suo copioso Epistolario la rivela alle prese con una umile realtà quotidiana. L’Epistolario non è di facile lettura. Maddalena dettava le lettere alle sue segretarie che non avevano certo il dono di scrivere. Ma anche quando scriveva lei stessa, la sua prosa rimane poco scorrevole. Le sue composizioni dicono la sua attenzione alle cose più minute, ma non brillano di eleganza, non manifestano una grandezza, una libertà di animo pari agli scritti di santa Teresa. Anche l’esperienza mistica appare diversa. Al centro dell’esperienza di Teresa non è la Croce come in Maddalena: più che a Gesù Crocifisso la grande mistica spagnola è attratta al Cristo Risorto . La Canossa ebbe all’inizio del suo cammino spirituale un buon aiuto nel suo Direttore, poi sembra che abbia fatto sempre più da sola: « Torcular calcavi solus ». Tranne la contessa Durini, non sembra che abbia avuto altre amicizie. La Mezzaroli le fu compagna nei doni straordinari, ma più che amica le fu figlia. Così i direttori che seguirono al Libera non hanno forse avuto l’importanza che ebbero i direttori spirituali nella vita di santa Teresa. Se anche i direttori di Maddalena le imposero di scrivere le Memorie, non sembra che le abbiano prese in seria considerazione. Di fatto le Memorie sono rimaste praticamente sconosciute per lunghi anni alle stesse suore dell’Istituto e non si può dire che se ne sia fatto finora uno studio serio e sistematico. Il primo studio è questo, di una sua figlia. Essa stessa si ripromette che altri la seguano nello studio di questo testo difficile ma sommamente importante a dirci lo spirito che deve animare l’Istituto. Il testo dovrà rivelarci sempre più chiaramente il cammino spirituale di una grande anima ma è anche uno dei testi forse più importanti nella storia della spiritualità cristiana del secolo XIX. Interessa dunque coloro che vogliono conoscere meglio Maddalena di Canossa, interessa le sue Figlie e i suoi Figli che debbono conoscerla per meritare il loro nome, interessa tutti gli studiosi di spiritualità. Auguriamo a questo primo lavoro l’ accoglienza che si merita. Auguriamo alla Curatrice che la consuetudine con gli scritti della sua Madre Fondatrice la faccia sempre più degnamente sua figlia.
Firenze, 2 febbraio 1988 Sac. DIVO BARSOTTI |
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PREFAZIONE |
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Il presente lavoro non ha alcuna pretesa scientifica, ha solo l'intento di far emergere dalla lettura delle Memorie, che santa Maddalena di Canossa scrive in obbedienza ai suoi direttori, la profonda spiritualità che si nasconde dietro una vita di intense relazioni umane e di una operosità che ha del prodigioso. Quest' opera autobiografica è stata stampata per la prima volta da T. .M. Piccari nello studio fatto sulla Canossa dal titolo: Sola con Dio solo, Ancora, Milano 1966. Una seconda edizione viene alla luce con il titolo Annotazioni autobiografiche spirituali, inserita nell'opera Regole e scritti spirituali di Maddalena di Canossa, a cura di Emilia Dossi, vol. I, Pisani, Isola del Liri 1984. Questa terza edizione appare per la prima volta come pubblicazione a se stante in una forma stilistica più aggiornata e scorrevole, senza alterazione del pensiero originale di Maddalena. La revisione curata da Adele Cattari è stata espressa in prima persona per dar modo al lettore di sentire la Santa più spiritualmente vicina e più personalmente viva. Il contenuto è stato suddiviso in quindici capitoli e in sottotitoli che evidenziano i momenti più significativi della vita e dell 'attività della Santa. Per praticità di annotazioni ogni capitolo si presenta suddiviso in versetti con numeri progressivi. Il commento al testo è di carattere storico e spirituale. Il primo serve a collocare in un contesto di tempo e di ambiente quanto Maddalena espone in forma riservata, discreta e inten- zionalmente concisa. La cronologia infatti è quasi assente nelle Memorie . Altri suoi scritti, ma soprattutto l' Epistolario, ci offrono riferimenti a persone volutamente taciute, ai suoi molteplici spostamenti da una città all’altra, a date precise in cui tali viaggi vengono effettuati, a concomitanti stati d’animo, a esperienze altamente mistiche sullo sfondo di sofferenze e gaudi di spirito ineffabili. Dominano su tutto le mozioni interiori della grazia, radici profonde del suo zelo apostolico, del suo indefesso affaticarsi per "la gloria di Dio e la salvezza delle anime". Dio e Maria Santissima sono i protagonisti e fondatori del suo Istituto. A Maddalena solo un lungo "patire" e "operare" in sintonia con la volontà del Signore, volontà sempre faticosamente, ma anche tanto amorosamente, ricercata e sofferta. Le opere di santa Teresa e di san Giovanni della croce illuminano e spesso confortano il commento spirituale di questaalta mistica dell’Ottocento. Le Memorie non descrivono l’intera vita della Fondatrice. Dal 1816 al 1824 si interrompono e vengono riprese dopo la morte di mons. Pacetti solo perché il nuovo direttore che la Provvidenza le offre la costringe a rivelarsi. Nel 1827 le Memorie terminano, ma la vita di questa indefessa apostola continuerà. Vivrà ancora otto anni di intensa vita interiore, sempre più strumento docile nelle mani di un Dio che si piega attraverso di lei, in forme innovative,sulle necessità della società del suo tempo. La storia della sua vita e della sua istituzione ripropone all’uomo d’oggi l’ideale di unaunità di vita che solo in Cristo può essere raggiunta.
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NOTA ESPLICATIVA Memorie non è il titolo dato da Maddalena di Canossa. L’autrice non aveva nessuna intenzione di tramandare ai posteri e neppure alle sue figlie quanto scrive di sé e della propria istituzione. |
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Scrive in obbedienza ai direttori spirituali che per circostanze varie si alternano nella sua vita. Don Federico Bonlini in alcune note che riguardano Maddalena di Canossa scrive di aver avuto "la bella sorte di essere chiamato a parte dalla pia Dama di uno spirituale segreto che fu8 obbligata a manifestare da chi reggevala nello spirito". Nella tradizione dell’Istituto questi scritti privati della Fondatrice, sottratti alle fiamme da una sua figlia, vengono denominati a volte Carte altre volte Memorie. Così Anna Rizzi scrive nel 1840 a mons. Antonio Turri che aveva fatto "pressantissima istanza per ottenere le Memorie della Istitutrice" allo scopo di scriverne la vita. E sempre nella stessa lettera così la Rizzi continua: "Ella si è degnata scrivermi qualora io potessi ottenere le Memorie. Ecco che io a nome della mia superiora gliele spedisco". Anche Giuseppe Stofella più volte nella vita inedita della Canossa le cita con il termine Memorie. Il Piccari nelle note introduttive a questi scritti della Fondatrice li intitola anch'egli Memorie e ne dà le motivazioni. Questo studioso di Maddalena di Canossa stampa per la prima volta su due colonne parallele copia di due manoscritti classificati uno « Copia Veronese » e l’ altro « Copia Veneziana » dai luoghi dei rispettivi ritrovamenti. Date le sottili differenze dei due testi, si è creduto opportuno per questo lavoro scegliere la Copia Veronese autenticata dalla Curia. Il titolo Memorie risulta non solo confortato dalla tradizione, ma si deduce chiaramente dal contesto, caratterizzato da situazioni storiche ed esperienze spirituali dell' Autrice, sempre descritte a distanza di tempo come ricordi di uno già vissuto. |
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AVVERTENZE Il testo delle Memorie suddiviso in versetti si presenta con carattere tipografico diverso dal commento. Ciò facilita la possibilità di leggere in maniera continuativa quanto ha scritto di sè la Santa. Il commento che segue, contrassegnato con gli stessi numeri progressivi del testo, tenta di chiarire tempi e situazioni storiche vissute da Maddalena e di avvicinarci al mistero delle sue relazioni con Dio. Per rendere più lineare e scorrevole la lettura del testo e del commento si è creduto opportuno rimandare in appendice al volume le note biografiche dei molti personaggi che Maddalena nomina o spesso tace. I nominativi sono stati disposti in ordine alfabetico, e per ognuno viene accennato il tipo di relazione avuto con la Santa. Sempre in appendice, dopo le note biografiche, è stato aggiunto un indice topografico per facilitare la conoscenza delle ubicazioni dei molteplici luoghi che Maddalena di Canossa visita nei suoi frequenti viaggi. Anche in quest'ultimo indice sono state disposte in ordine alfabetico le varie località nominate nel testo o nel commento. |
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ABBREVIAZIONI Sacra Scrittura:
Ct. Cantico dei Cantici 1 Cor. Prima lettera ai Corinzi Deut. Deuteronomio Ef. Lettera agli Efesini Es. Esodo Ez. Ezechiele Gv. Vangelo di san Giovanni 1 Gv. Prima lettera di san Giovanni Is. Isaia Mc. Vangelo di san Marco Mt. Vangelo di san Matteo 1 Pt. Prima lettera di san Pietro Rm. Lettera ai Romani Sl. Salmo Tb. Tobia
Documenti di Istituto:
A.C.R. Archivio Canossiano Roma Ep. Maddalena di Canossa, Epistolario M.d.C. Maddalena di Canossa R.d. Regole dell'Istituto delle figlie della Carità, Milano 1820, testo diffuso, Milano 1978 R.s.s. Maddalena di Canossa, Regole e scritti spirituali.
Varie:
cfr. confronta ms./mss. manoscritto/manoscritti p./pp. pagina/pagine P. parte Q. quaderno s.d. senza data v./vv. versetto/versetti |