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Presenze
Significative Alle "Romite"
Le Monache Eremite 1694
- 1810
Le Monache Eremite della
Regola di S. Agostino, operose e ospitali, vivono in solitudine
e silenzio, presenti alla città di Venezia con la preghiera e la
penitenza. Secondo la loro Regola fondono moderazione e austerità,
interiorità, e ricerca del bene comune, fraternità sincera e ascesa costante
verso Dio in una vita perfettamente comune, con l'equilibrio sapienziale
del fondatore, il Vescovo di Ippona.
La Dogaressa 1722 - 1729
Dopo la morte del doge
Giovanni II Corner, la moglie Laura Corner, rimasta vedova, prende
dimora nel Convento delle Eremite dove visse fino al maggio 1729,
provvista di un sontuoso corredo di vesti, coltri e gioielli. Questo
dettaglio illustra un modo di intendere, certamente legato all'epoca,
per cui non si vede contraddizione fra il romitorio, della più stretta
osservanza agostiniana, e lo sfarzo conveniente alla posizione
sociale
della Dogaressa. Il monastero era stato scelto da lei proprio per
il rigore nell'osservanza religiosa: visse virtuosamente, fu dalle
monache assistita con tanta carità e amore, come lei stessa attesta
nel suo lascito al monastero. Morì ottantenne e fu tumulata nella
Chiesa di Gesù, Maria e Giuseppe, col consenso dei figli.
I Fratelli Marcantonio e Antonangelo
(1811 - 1858), conti Cavanis
I fratelli non risiedono
alle "Romite", bensì nel loro Palazzetto alle Zattere, da dove vi
si recano spesso per guidare e animare le maestre laiche che assistono
le ragazze della loro Scuola di Carità femminile, qui trasferita
nel 1811 dal monastero dello Spirito Santo alle Zattere. Nati a
Venezia (Padre Antonangelo 16 gennaio 1772 - 12 marzo 1858 / Padre
Marcantonio 19 maggio 1774 - 11 ottobre 1853), cresciuti negli agi della ricca famiglia nobiliare, avevano
occupato posti di responsabilità presso la Cancelleria Ducale, Antonangelo
come segretario, Marcantonio come notaio straordinario. Chiamati
dal Signore al sacerdozio, vi si erano consacrati di cuore, rinunciando
alla brillante carriera politica, ma avevano accolto anche un'altra
chiamata: dedicarsi ai ragazzi poveri, abbandonati che avevano bisogno
di famiglia e di educazione. Aperto per loro il Palazzetto sulle
Zattere, vedendo la stessa necessità fra le ragazze del popolo,
avevano avviato la suddetta scuola di carità affidandola a delle
maestre laiche da loro formate. Sostennero l'opera a prezzo di grandi
sacrifici fino alla loro morte.
La Piccola Famiglia delle
Maestre Laiche 1811 - 1862
Queste maestre, formate
dai fratelli Cavanis e dalla marchesa Maddalena di Canossa, conducevano
una vita quasi da religiose, tutta dedicata alle figliuole della
Scuola che istruiscono nel leggere e nello scrivere e nel far di
conto e che educano cristianamente. Fra queste è da ricordare Caterina
Fabris, una delle prime figlie spirituali dei Cavanis e della Canossa.
Presente fino dal nascere della Scuola di Carità, ne assume presto
la responsabilità, stimata e seguita dalle compagne. Morì nel 1861,
poco prima che le fosse concesso di divenire Figlia della Carità Canossiana,
come era suo desiderio.
La Marchesa Maddalena
di Canossa 1812 (4 mesi)
Nata a Verona nel 1774,
dopo una fanciullezza sofferta per la mancanza dei genitori, si
sente chiamata a donare la vita a Cristo Signore, non però in clausura,
ma a servizio degli emarginati, delle fanciulle e donne analfabete
che vivono nella miseria. Nel 1808 dà inizio al suo Istituto accogliendo
le più povere nel monastero di
S. Giuseppe a Verona - S. Zeno -
e formandosi consorelle apostole di pietà soda e di attività instancabile.
Nel 1812, chiamata dai fratelli Cavanis, è alle "Romite" dove rimane
quattro mesi esponendo il suo disegno alle Maestre dei Cavanis,
formandole con la parola e l'esempio. "Andava a raccogliere lungo
le Zattere e le contrade adiacenti le fanciulle più povere e pezzenti
per indurle a frequentare la Scuola di Carità. Né si fermava soltanto
lungo le vie, ma entrava nelle case anche più sudice al fine di persuadere
le madri delle fanciullette ad approfittare del bene che la Provvidenza
loro offriva di bene educare la propria prole." Contemporaneamente
si occupa della fondazione di una casa Canossiana a S. Lucia. La
vita di Maddalena di Canossa rivela doni mistici straordinari, virtù
esercitate in modo eroico, una carità senza limiti verso tutti,
particolarmente i più poveri, una singolare capacità di guardare
lontano, oltre il suo tempo e le frontiere venete. Verrà proclamata
santa dalla Chiesa il 2 ottobre 1988.
Padre Sebastiano Casara
della Congregazione dei Cavanis 1861 - 1887
Padre Casara continuò,
come i confratelli, l'opera dei Cavanis, si adoperò per la fusione
del gruppo delle Maestre della loro scuola con le religiose Canossiane
che aveva chiamate nel 1862 per affidare loro la Scuola femminile.
La fusione avvenne l'anno dopo. Sofferse molto a causa della lite
giudiziaria col Comune e delle conseguenze economiche e morali che
seguirono. Per la sua costanza vide fiorire l'Istituto, ormai al
sicuro dopo l'acquisto dell'immobile da parte delle Suore Canossiane
nel 1887.
Madre Anna Rizzi, Canossiana
1862 - 1871
Viene chiamata da Verona,
con Madre Luigia Muttinelli
e Madre Maria Granziera, dal Padre Casara.
Per un anno e più spiegò alle Maestre la Regola delle Canossiane,
il modo di vivere, i loro impegni e, alla fine, dodici di loro su
sedici divennero Canossiane. Il 1863 è pertanto l'anno di fondazione
della Comunità di S. Trovaso e Madre Rizzi ne diviene superiora.
Fu pure nominata direttrice del R. Convitto Magistrale le cui convittrici
frequentavano l'Istituto Magistrale statale che aveva sede alle
"Romite". Resse con sapienza e grande cuore la Comunità e la Scuola
e affrontò con fortezza i sacrifici e le sofferenze dovute alla
lite giudiziaria del Comune con i Padri Cavanis e le Suore Canossiane.
Sofferente di cuore, se ne andò in cielo, nel 1871, quando si ventilava
di trasformare l'ex-monastero in officina per gli operai.
Madre Agnese Malutta,
Canossiana 1916 - 1919 / 1928 -1936
Madre Agnese Malutta
fu eletta superiora della Casa durante l'infuriare della guerra
e il conseguente spostamento della Comunità come profuga a Guiglia
di Modena. Con tre sorelle rimase a custodire la Casa e ad assistere
i figli dei richiamati. Dopo un periodo trascorso nelle comunità
di Vicenza e di S. Alvise a Venezia, ritornò a
S. Trovaso nel 1928
come preside dell'Istituto Magistrale "Principessa Mafalda" e come
superiora della comunità religiosa. Si devono a lei l'impronta di
collaborazione seria e fattiva tra il corpo insegnante, famiglie
e alunne, la qualificazione della scuola, l'apertura ad ogni iniziativa
che favorisse l'integrazione fede-cultura per tutta la cittadinanza.
Fu pure l'anima della nuova scuola di Metodo aperta nel 1925. Sono
suoi due preziosi quaderni di memorie: 1) sull'origine della casa
canossiana di S. Trovaso all'Eremite; 2) sull'Istituto Magistrale
"Principessa Mafalda".
Madre Maddalena Vanzo,
Canossiana - (1945 - 1996)
Risulta importante il periodo
in cui lavorò come insegnante e preside (1953 - 1991): Madre Maddalena
Vanzo fu infatti molto
stimata dalla Chiesa Veneziana e dalle componenti della Scuola.
Furono, i suoi, gli anni più fiorenti delle varie scuole e i più
attivi per lei. Dopo il 1960 sofferse la graduale chiusura della
Scuola senza mai demordere, finché vi fu anche una sola alunna in
casa. L'amore, la perseveranza e poi l'abbandono alla volontà di
Dio espressa dai Superiori, fanno di lei, oltre ad una validissima
preside, una vera Figlia della Canossa.
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