Il complesso monastico, le cui origini risalgono al 1486, si trova nel centro storico di Venezia Dorsoduro n° 1323 in contrada di S. Trovaso (Santi Gervasio e Protasio). Nel 1694, come narra Flaminio Corner, un provvidenziale lascito di Santo, di Domizio, Danadoni, consentì alle monache Eremite della Regola di S. Agostino di trasferirsi dalle strettezze della sede di San Marcuola (Ermagora e Fortunato) al suddetto complesso monastico di San Trovaso. All'interno della Chiesa una lapide ricorda il debito di gratitudine con queste parole: "Sancto Donadono pietate, ac religione clarissimo eremitae virgines, quod legata pecunia templum, eremumque funditus erexerit, patrono beneficentissimo grati animi ergo posuere. Ob. VIII. Kalendas junias MDCLXXXVIII." Questa data induce a ritenere che il processo di rinnovamento e l'idea stessa di una nuova ubicazione siano maturati circa un lustro avanti l'effettiva autorizzazione. Dal 1694 alla soppressione del monastero, avvenuta il 12 maggio 1810, le monache Eremite abitano nel complesso architettonico di loro proprietà, dapprima in numero di sei, poi, aumentando gradatamente, in numero di 32. Il monastero passa pertanto al Demanio. Nel 1861 il Municipio di Venezia acquista il suddetto immobile e concede, il 22 giugno 1863, l'uso gratuito e perpetuo del fabbricato e della Chiesa, con tutti gli accessori, alla Pia Congregazione ecclesiastica delle Scuole Femminili di Carità Cavanis. Ma, nel 1866, mutato il governo, col regno d'Italia, furono soppresse le corporazioni ecclesiastiche. Quindi il Comune di Venezia chiese la restituzione dell'immobile. Ne seguì una lunga lite giudiziaria, fino alla sentenza della Corte Suprema di Firenze del 23 maggio 1879, favorevole alla municipalità. Pertanto il 10 settembre 1881 l'oggetto del contendere veniva locato ai ricorrenti sconfitti, ossia Don Sebastiano Casara della Congregazione Cavanis, Francesca Gemma, suora Canossiana , e Luigia Muttinelli, succeduta alla consorella come preposta alle scuole femminili, perché costoro potessero continuare l'uso dell'edificio. Finalmente, il primo ottobre 1887 Francesca Gemma, con Anna Capitanio e Romana Maria Pasetti, acquistava dal Comune la proprietà che ancora risultava composta di fabbricati, orto ed oratorio privato ai rispettivi mappali 1744, 1745, 1746. Da allora a tutt'oggi vi abitano le Canossiane e ne tengono la proprietà.